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Editoriale

L'unico rinforzo che manca al Napoli è la continuità e per ottenerla serve molto più tempo di quanto Benitez pensa di rimanere a Napoli. Badare al sodo è l'unica prescrizione per riacciuffare il treno Champions

Laurea in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
15.03.2015 00.00 di Raffaele Auriemma   articolo letto 21199 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Leggete l'organico del Napoli e provate a capire perché ogni tanto scatta il black out. La spiegazione c'è e va oltre l'aspetto tecnico di una squadra che fa paura a tutti: manca la continuità. Quella cosa che non si vende e non si compra, ma che si conquista con il trascorrere del tempo e la ripetizione quotidiana di metodi e sistemi. A volte il tifoso partenopeo pensa e sospira: "Che peccato". Già, che peccato, sapendo che il Napoli ha Gonzalo Higuain, uno dei bomber più forti d'Europa, oltre ad un reparto offensivo con più qualità di tutte le altre formazioni del campionato. Poi, un grande centrocampista che si sta ritrovando come Gokhan Inler, oltre a discreti difensori ed un allenatore con un curriculum da far impallidire molti tecnici al mondo. Il quid pluris, l'argine a certi sperperi, il trampolino per il definitivo salto di qualità è rappresentato proprio da quella continuità di cui Benitez è alla disperata ricerca. Magari firmasse per altri 10 anni, avremmo tutti il tempo di aspettare che i suoi insegnamenti possano lievitare, fino a far diventare il Napoli una formazione. Ma con un tecnico che ha il contratto con scadenza 30 giugno, possiamo permetterci di sacrificare il posto in Champions sull'altare di una tattica esasperata? Perché, dopo la vittoria contro la Dinamo Mosca, si può sperare di andare avanti in Europa League, ma la porta principale per il ritorno in Champions resta comunque il secondo posto. Un piazzamento che il Napoli avrebbe già potuto da tempo sottrarre alla Roma: i giallorossi hanno l'undicesimo rendimento del campionato nelle ultime 5 giornate, con appena 7 punti all'attivo. Una miseria per chi sperava di raggiungere la Juve, una fortuna per chi insegue con lo scopo di prenderli. Purtroppo il Napoli sya avendo un rendimento analogo. Uno score che ha consentito sì un aggancio, ma quello della Lazio al terzo posto. Prima della rimonta subita al San Paolo con l'Inter, Higuain e compagni avevano alternato vittorie a sconfitte: solo in un'occasione in stagione, finora, c'è stata una striscia più lunga di almeno 2 vittorie, dal 18 gennaio all'8 febbraio, quando sono state messe consecutivamente al tappeto Lazio, Genoa, Chievo ed Udinese. Un poker che consentì di recuperare 6 lunghezze ai capitolini, distanza rimasta simile nelle ultime gare. Sarebbe il caso di tornare a correre, prima che la Primavera guarisca la Roma dalla brutta 'pareggite' invernale. Badare al sodo ora è l'unica prescrizione che Benitez deve seguire per non far perdere al Napoli il treno Champions.

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