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Editoriale

La Juve ha in mano Nastasic del City. No per Jovetic e Cuadrado. Via tutti dopo il crac azzurro, idea Baggio e Maldini dirigente. Iturbe aspetta il Milan, Amauri torna in Brasile

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
27.06.2014 00:00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 48576 volte
© foto di Federico De Luca

La Juventus ha fatto rotta verso Manchester per mettere le mani su un giovane difensore che può essere il dopo Barzagli. Si tratta di Matija Nastasic, serbo, 21 anni, che in Italia è già stato, debuttando nella Fiorentina nel campionato 2011 e nell'estate del 2012 ceduto al Manchester City per una cifra enorme per un difensore così giovane.
Il City, infatti, lo pagò alla Fiorentina quasi trenta milioni dando una parte cash più l'altro giovane difensore serbo Savic che in Inghilterra non aveva sfondato. Un po' la stessa cosa sta succedendo a Nastasic. Ha grande talento, fisico, elevazione e piedi buoni, è un classico difensore centrale nella difesa a tre, ma sa giocare anche in linea a quattro. Nel City, anche causa un infortunio e con la strada sbarrata da giocatori più esperti, ha giocato poco e così la Juventus ha fatto la sua offerta che ha colpito nel segno. Siamo ai dettagli.
Al City andranno dodici milioni, Nastasic rafforzerà la difesa di Conte che ha in Barzagli un punto dolente per problemi fisici e l'età non più verde. Ogbonna non è cresciuto come si sperava, ecco quindi un giovane che sotto la cura Conte potrà di sicuro riprendere il cammino: ha tutto per tornare ad essere uno dei più forti difensori in circolazione.
La Juventus, già che c'era, ha chiesto anche la situazione di Jovetic offrendo di rilevare il cartellino per un anno, pagando l'ingaggio e il prestito oneroso per cercare di rilanciare anche questo acquisto del City che non ha fatto sfracelli. Anzi. Jovetic è un vecchio pallino di Conte, la Juventus lo aveva inseguito a lungo, ma la Fiorentina aveva preferito cederlo agli inglesi con i quali ha un ottimo rapporto. Jovetic però non si muove, l'allenatore Pellegrini lo apprezza e conta di poterlo utilizzare di più e meglio l'anno prossimo. La stessa risposta l'ha avuta anche l'Inter.
In alternativa la Juve è sempre su Iturbe, ma anche questa trattativa è complicata perchè è arrivato prima il Milan. Il Verona ha dato ai rossoneri un diritto di prelazione, il giocatore è stato bloccato da Sogliano che ha un ottimo rapporto con Galliani. Il Milan spera che Kakà resti in Brasile, torni al San Paolo così potrà liberarsi di un ingaggio pesante e di un giocatore ingombrante per la sua storia e puntare deciso su Iturbe. Il Verona aspetterà di sicuro fino a lunedì prossimo trenta giugno, ma è possibile che Galliani ottenga qualche giorno in più. La vicenda non si risolverà a breve.
Non si risolverà tanto in fretta anche la situazione della Federcalcio dopo il crac clamoroso della Nazionale in Brasile. Il nostro calcio deve ripartire da zero, dopo le dimissioni di Abete è inaccettabile che il nuovo presidente venga scelto dal solito apparato vecchio di trent'anni e tra i soliti dirigenti che hanno condotto il calcio italiano allo sfascio. Quasi impossibile il commissariamento se non interverranno fatti nuovi, speriamo solo il Coni riesca a intervenire per proporre delle soluzioni che impediscano a questo centro di potere pieno di clientele di sopravvivere a se stesso. Lo chiedono milioni di sportivi italiani che non ne possono più di questo calcio che non produce risultati e spettacolo, ma purtroppo è terreno per morti (il povero Ciro) e violenza. Che fare? Situazione complicata perché l'establishment attuale ha la sua forza nell'apparato e nei funzionari. Proporre un Maldini potrebbe essere suggestivo, ma rischia di essere una foglia di fico. Anche Albertini o Abodi possono essere novità eccellenti, ma con questa struttura sarebbero destinati al fallimento.
Per la panchina i nomi in corsa sono i soliti. Allegri è libero, Mancini pure. La scelta probabilmente sarà fra questi due se accetteranno di ridursi lo stipendio attorno al milione e mezzo che percepiva Prandelli. Mancini ci sembra più adatto, ha vinto sempre, da giocatore e da tecnico, non pensa di essere un inventore di calcio, può essere un buon selezionatore. Circola però anche una suggestione alimentata dal web nel quale corre una voce forte: Baggio in panchina come Ct. Baggino ha la possibilità di farlo, anche burocraticamente è stato promosso di recente al master di Coverciano. Potrebbe essere un'idea affascinante anche se l'ex Codino non ha esperienza in panchina e soprattutto potrebbe essere complicata per lui la gestione del gruppo. Però meglio un grande campione carismatico di tanti signori nessuno che circolano magari con lo sponsor dentro la Federcalcio.
Tornando al mercato, Amauri potrebbe finire la carriera in Brasile: il Parma tratta. N'vila all'Inter è quasi fatta, basta accontentare Taider mentre Mazzarri ha detto sì visto che Mario Suarez dell'Atletico inseguito anche dalla Fiorentina, costa troppo. La Roma ha preso il difensore centrale montenegrino Marco Basa dal Lille, fortemente voluto da Garcia. Un suo pallino, se è buono come Gervinho...


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