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Editoriale

La Juve non cambia, il mercato si: si chiude prima, ecco che succederà

08.03.2018 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 24082 volte
© foto di Federico De Luca

L’impresa della Juventus, porta i bianconeri ancora una volta fra i primi 8 d’Europa. Da adesso in poi sarà una questione anche di sorteggi, di stato di forma, di dettagli. La compagnia è già buona: Manchester City, Liverpool, Real Madrid. Più Bayern Monaco se non si suicidano in Turchia, una fra Chelsea e Barcellona e un’altra fra Siviglia e United. Più speriamo la Roma, che deve rimontare il 2-1 dell’andata. Difficile che a questo punto della competizione ci si arrivi per caso o per fortuna. Soprattutto se, come è successo alla Juve negli ultimi anni, ci si arriva con continuità. Grazie anche alla programmazione, che arriva anche dal mercato.
È notizia di pochi giorni fa: il mercato cambia. Almeno quello italiano. Sulla scia di una decisione oresa dalla Premier League, di chiudere in anticipo rispetto alla canonica chiusura del 31 agosto, anche la SerieA ha deciso di modificare la data di chiusura del calciomercato estivo. E tanto che c’era anche di quello invernale.
La motivazione alla base della richiesta, che ancora non è ufficiale, è per cercare di far lavorare con più serenità le squadre (e quindi gli allenatori) senza le preoccupazioni del mercato e con la possibilità ancora di cambiamenti significativi quando si gioca. Insomma quando si riprende a giocare (sia d’estate che d’inverno) niente più trattative. Almeno niente più trattative in entrata. In Inghilterra chiuderanno il 9 agosto, in Italia il 18. Rimangono, almeno per ora, alla canonica data del 31 le altre leghe (come Spagna, Francia e Germania).
Oltre alle parole di Marotta di qualche settimana fa in Italia questa chiusura anticipata è stata resa possibile anche dalla nuova formula della Champions League. Il fatto di non avere più un preliminare che potrebbe decidere il tuo destino (sportivo ma anche economico) ha liberato i club di una preoccupazione in più. Quanti affari sono rimasti in sospeso prima di capire se si partecipava alla Champions League oppure no. Questi con la nuova formula non succederà più: quindi si può chiudere prima.
Cosa cambierà allora? In sostanza nulla. I direttori sportivi si organizzeranno per poter chiudere la loro campagna acquisti con 13 giorni di anticipo. Gli affari dell’ultimo minuto magari ci saranno ugualmente ma saranno semplicemente “anticipati”. Bisognerà cambiare delle piccole abitudini e magari quei giorni intorno a Ferragosto dove chi se lo poteva permettere apstaccava qualche ora prima di tuffarsi nel rush finale, saranno di intenso lavoro. Con la consapevolezza che entro il 18 bisognerà aver completato il lavoro.
Rimarranno però in sospeso alcune situazioni, inevitabilmente. Perché se da un lato il lavoro in entrata si dovrà concludere, quello in uscita avrà una coda piuttosto lunga e anche “pesante”. E soprattutto non ti pone al riparo da eventuali “casi Dzeko”. Ovvero se una squadra estera (spagnola, tedesca o francese) volesse investire fino al 31 agosto in un giocatore italiano, anche di primissima fascia, può farlo. Mettendo comunque in difficoltà gli equilibri magari faticosamente costruiti, con una difficoltà ulteriore: non ci sarebbe spazio per andare a comprare eventuali sostituti. Rimarrebbe il no della società (a quel punto più legittimo che mai) a bloccare eventuali trattative. Che saranno sicuramente poche, sicuramente più complicate, non necessarimente impossibili.
Con lo slittamento del mercato nel periodo in cui non si gioca ci si preclude in realtà anche la possibilità di aggiustamenti dell’ultimo minuto dopo le prime sfide ufficiali (quest’anno sarebbero state due) compresi quelli relativi agli infortuni. Ma evidentemente la possibilità di poter lavorare senza troppe distrazioni ha un prezzo, che le società hanno deciso di “pagare” ben volentieri.
Un altro segnale comunque di cambiamento che non è detto rimanga isolato. L’esperimento sarà ripetuto anche a gennaio e molto probabilmente all’interno del Big5, magari ognuno con le sue peculiarità e le sue necessità, si arriverà a delle date più omogenee. Magari si penserà anche a una finestra particolare per il mercato invernale, chissà magari anticipata. Non siamo di fronte a una rivoluzione ma a un cambiamento. Per il momento soltanto di abitudini. Che porteranno a dei benefici in fase di preparazione. E quindi anche di risultati?


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