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La Giovane Italia
Editoriale

La lunga storia di Donadoni, le richieste di rettifiche e le conferme. Inter, Spalletti ha cambiato tutto. Politano, non ti avrei dato un euro. De Zerbi show: Sassuolo è leader

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
05.11.2018 07:04 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 33558 volte

Vi devo raccontare questa storia, anche se sono certo vi annoierà. E' talmente banale che l'hanno ingigantita perché, forse, colti nel segno. Avete mai visto un Direttore andare a cena con un allenatore e un procuratore? Qualche volta è successo. Prima puntata: il Milan perde il derby con l'Inter e Gattuso viene messo in discussione da stampa e tifosi, mai ufficialmente dalla società. Anche se... Sappiamo del rapporto non idilliaco tra Leonardo e Gattuso. Si va avanti anche se, nel frattempo, il Direttore del Milan solo per fare un piacere ad un vecchio amico accetta di incontrare a cena Roberto Donadoni. Veniamo a conoscenza della notizia. Non la diamo nel periodo in cui veniamo a saperla ma la facciamo uscire quando, non da noi, emerge la notizia sui siti di Mediaset e Gazzetta dello Sport che il Milan riflette su un eventuale arrivo di Donadoni. La sera in cui diamo, su Sportitalia e Tuttomercatoweb, la notizia della cena si scatena l'inferno. Con unica regia. Non è quella di Scorzese. Di cene di mercato ve ne raccontiamo dieci, cento, mille all'anno e nessuno si prende la briga nemmeno di smentirle. Si va avanti e, a maggior ragione se non c'è stata la cena, nessuno ti calcola. La notte e il giorno dopo la nostra notizia si scatena un inferno di dichiarazioni e lettere degli avvocati. Sì, avete letto bene. Ho ricevuto più lettere dagli avvocati, in questa settimana, che lettere d'amore da mia moglie in quasi cinque anni di matrimonio. Farò presente la cosa a casa. Solitamente gli avvocati mi scrivono ma per qualcosa di più grosso. Mai mi era capitato per una cena di mercato. Giovanni Branchini, agente tra i più importanti del panorama internazionale, si affretta a rilasciare dichiarazioni ufficiali all'Ansa. Branchini è l'agente di Montolivo, in guerra con Gattuso, ed è storico contatto di Donadoni. Il giorno dopo ci scrive l'avvocato di Montolivo e il giorno dopo ancora arriva la smentita, sempre all'Ansa, di Donadoni. Un caos. La mia domanda è stata: ma se era tutto inventato non facevate prima a chiedere di rilasciare una dichiarazione da noi e sarebbe finita dopo due secondi? Nulla. Solitamente si fa così. Arriva anche la lettera dell'Avvocato di Donadoni. La sorella di Renato Olive, vice di Donadoni, e avvocato del Mister. Chiede la rettifica. Cosa che tra poco vi daremo, in quanto rispettiamo i principi deontologici del giornalismo. Noi diamo la notizia, il diretto interessato chiede la rettifica, il giornalista se convinto conferma la notizia. Il quadro è questo. E di legale c'è ben poco. Vi dirò, se giornalisticamente avessimo voluto fare lo scoop avremmo tirato fuori cose più gravi e dure che avrebbero fatto parlare anche i muri di Milanello. Ci riteniamo dei signori e vogliamo restare nella sfera giornalistica senza cadere nella polemica tirando fuori prove e attestati ben più gravi di una cena di mercato. Se mostrassimo quello che abbiamo, probabilmente qualche titolo lo porteremmo a casa; altro che la cena. Per noi si può chiudere qui, ma se il gioco a qualcuno piace possiamo continuare fino a Natale. Con Babbo... Natale che Dona i Doni. Vi ho annoiati? Avete ragione. Mi sono annoiato anche io. Nel frattempo Montolivo torna ad essere convocato da Gattuso per l'infortunio di Biglia e Rino torna a vincere le partite. Della cena, non resta neanche il conto. Offre la casa. Fatemi rispettare il codice deontologico. Riceviamo e pubblichiamo dall'Avvocato di Donadoni la seguente dichiarazione di Donadoni stesso: "Ho fatto della correttezza uno dei punti fermi della mia vita e della mia carriera, figurarsi se vado a una cena carbonara...Non c'è stata alcuna cena tra me e i dirigenti rossoneri. Oltretutto secondo i media che la riportano sarebbe avvenuto 35 giorni fa ma io tra il 13 e il 25 settembre ero in Giappone, ho ancora i biglietti dell'aereo...Parlare di cene inesistenti mi pare di cattivo gusto, nei miei confronti e di un collega come Gattuso".
Nel frattempo l'Inter continua a splendere e gran merito va attribuito a Luciano Spalletti che ha saputo tenere la barca ferma anche quando è arrivata la mareggiata. La squadra c'è, a conferma che Ausilio in estate ha fatto un ottimo lavoro. Piero quando si muove da solo fa sempre buone cose sul mercato, quando gli mettono un tutor o un esterno prende schiaffi non per colpa sua. Adesso, un eventuale arrivo di Marotta porterebbe solo scompensi in un club che, finalmente, forse ha trovato la stabilità che ha preso il posto della follia. Certamente l'Inter dovrà ancora confermarsi, ma i segnali che sta facendo vedere sono ottimi. Eccezionali. La squadra gioca bene, crea e concretizza. Gli indizi sono tanti e se in un gruppo riesci a dare un ruolo anche a Gagliardini e Joao Mario, ormai ai margini, significa che in settimana lavori bene in campo e fuori. Se lo merita l'Inter ma se lo meritano soprattutto gli interisti che hanno continuato a riempire San Siro anche quando le cose sembravano andare in frantumi.
Un piccolo passaggio lo merita un singolo di Appiano: Matteo Politano. Ha avuto un impatto straordinario con una big e si sta meritando l'Inter con i fatti. Bucchi me ne parlava benissimo, come calciatore e uomo, forse queste sue qualità rispecchiano il valore del top player. Perché è quello che sta diventando all'Inter Politano. Un giocatore eccezionale al quale non avrei dato un euro al suo arrivo a Milano. Sì, buon giocatore ma da Samp, Udinese, Torino... nulla di più. Mi sbagliavo. Eccome. Il ragazzo ha grandissime qualità e, se da una parte tutti scommettevano su Verdi top a Napoli e Politano flop a Milano, oggi il mondo è capovolto. Il mercato è strano ma il campo è un giudice severissimo. Quello che in estate sembrava oro non luccica e quello che sembrava un pacco è diventato un pacco regalo. Bravo Politano, una bella storia del nostro calcio che merita di continuare a scrivere pagine così belle.
Il Sassuolo, nel frattempo, continua a macinare vittorie e anche dove non si vede il calcio di De Zerbi arriva la cattiveria della squadra. Segnale bellissimo per un allenatore che viene etichettato bello ma non vincente. Quest'anno partendo dal ritiro, influendo sul mercato e lavorando sul campo sta dimostrando che in condizioni di normalità è, ad oggi, uno dei primi 5 allenatori italiani. Giovane e con grandi idee. De Zerbi è un lavoratore e come tale va apprezzato. Si era scelto missioni impossibili pur di farsi notare. Non ha raggiunto gli obiettivi impossibili ma si è fatto notare alla grande. Il Sassuolo sta tornando grande e la mano del Mister è evidente.


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