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Editoriale

La top 5 dei procuratori: ecco i migliori di gennaio! E su Juve-Milan....

Nato ad Avellino il 30-09-1983, si è trasferito a Milano per lavorare ad Eurosport e Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb dal 2007 e di Sportitalia. Conduttore del Gran Galà del Calcio AIC 2011 e 2012, fondatore della società Micri Communicat
09.02.2015 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 42453 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Come ogni fine mercato vorrei rispettare le procedure degli editoriali. Il Pagellone dei direttori sportivi e quello dei migliori agenti; così in estate, così in inverno. Prima di passare ai migliori 5 agenti che hanno operato in questo mercato di gennaio, volevo esprimere due giudizi su temi di cultura generale, movimenti finanziari ed il futuro della Terra. E' passata una domenica in cui Juve-Milan è diventato un caso politico, Agnelli e Galliani hanno fatto a "pugni" ed è stato scomodato il passato dell'uno e dell'altro. La vedo così: allo Juventus Stadium, sabato sera, ero presente e in campo ho visto una sola squadra. Dal box di bwin, dove io e Pedullà eravamo ospiti, si vedeva benissimo la partita; abbiamo visto tutto ma il centimetro sul gol di Tevez ci è sfuggito. Detto questo, poi la partita è durata ancora per un bel po'. Galliani avrebbe dovuto risparmiarsi l'attacco alla Juventus perché, così facendo, alimenta polemiche sterili che non giustificano il risultato del campo. La Juventus non ha vinto per il gol di Tevez ma perché è più forte di questo finto Milan e perché Inzaghi ha una difesa che ad ogni attacco ricevuto rischia di prendere gol. Una volta, la polemica su Muntari era giustificata perché le due squadre si equivalevano. Oggi, il Milan deve capire che non è più in corsa né per lo scudetto né per la Champions e queste polemiche non aiutano i rossoneri a crescere. Il Milan non ha perso per il centimetro di Tevez ma perché la squadra di Inzaghi ha lacune ovunque e perché la Juventus non ha rivali. La polemica, del giorno dopo, questa volta proprio non ci stava. Così come la Juventus, nel suo comunicato ufficiale, ha esagerato sfiorando anche l'offesa nei confronti di Adriano Galliani. Per conto della Juve, bastava un comunicato "Mettete Sky e rivedete la replica della partita". A volte l'ironia fa più male di mille parole. Basta anche guardare la classifica. Il Milan non c'è più e la Juventus non ha rivali. Ora bisogna, però, capire se Allegri avrà anche la forza di arrivare fino in fondo in Champions. Ma questa è un'altra storia. Vorrei parlare anche di Taci e delle vergogna di Parma. Taci, più che un cognome è un consiglio in questo caso. Voleva acquistare un club indebitato per 100 milioni di euro con una società con capitale sociale di 10.000 euro. Dove si è mai visto? Ghirardi ha ammazzato economicamente la società e quando ha capito che Parma non era un giocattolino come Carpenedolo era, ormai, troppo tardi. La Lega e la Federazione non vigilano su quello che sta succedendo a Parma e Tommasi si è svegliato con colpevole ritardo. Nel frattempo, tranquilli, che i libri di Tavecchio in Federazione vanno a ruba e a guadagnarci sono le tasche di Carletto. Tutto normale. Così come è normale che in Lega Pro gli arbitri siano sempre più scarsi e capiti di vedere che un assistente chiami fuorigioco sul passaggio all'indietro di un difensore...
Partiamo con il capitolo di questa settimana. I procuratori. Specie rara e in via di estinzione. Sono in 1000 ma in 950 hanno il tesserino nel cassetto e vanno in giro a dire: "sono Agente Fifa" ma poi di operazioni concluse non vi è traccia. A gennaio molti agenti hanno deluso. Anche i big. Pastorello si è mosso poco, Raiola fa solo da showman in attesa di decidere il futuro di Pogba, Alessandro Moggi si è mosso bene con Paletta ma ha fatto autogol con Nocerino e Lodi. Portare un proprio assistito a Parma, in questo momento, è come augurargli la morte "lavorativa" e anche con Lodi avrebbe dovuto fare prima la rescissione e non la messa in mora dopo il 2 febbraio. Altri, big, come Tinti, Pallavicino e Branchini sono sempre più desaparecidos. Passiamo ai migliori 5. Dal quinto, al primo...

5) Giuseppe Bozzo
Il suo mercato è, prevalentemente, quello estivo ma anche a gennaio si è mosso tanto. Una posizione nella top 5 la merita soprattutto per la mossa Cassano. Ve la spieghiamo: se l'avvocato calabrese - trapiantato a Roma da una vita - avesse dormito, non sarebbe riuscito a far svincolare Cassano dal Parma. Così facendo, ha tenuto il mercato aperto ad Antonio fino a fine febbraio e non lo ha portato ad essere prigioniero di un club verso il fallimento. Ha provato a spostare Quagliarella da Torino ma non c'è riuscito. Ci riproverà in estate.

4) Claudio Vigorelli
Tanto ha fatto che, alla fine, ha raggiunto tutti i suoi obiettivi. Destro al Milan, Santon l'ultimo giorno torna all'Inter ed Eto'o alla Sampdoria (dopo averlo proposto a mezza Italia). Compie un ottimo lavoro grazie al suo attivismo. Si conferma tra i leader del settore. Un leader silenzioso, forse troppo...

3) Silvio Pagliari
Sul podio finisce l'agente marchigiano che, a gennaio, ha fatto veri miracoli. Da manuale del calciomercato l'operazione Manolo Gabbiadini al Napoli. Lavora benissimo per il suo assistito ma compie un gran lavoro, soprattutto, nel mettere tutti d'accordo. Non era facile con gente come De Laurentiis, Ferrero e Marotta. E' l'operazione che ha mosso più soldi tra Italia e Italia. Il Napoli ci guadagna, il calciatore ci guadagna, la Juve ci guadagna, la Samp solo qualcosa se consideriamo quelli che aveva speso e Pagliari si merita una posizione d'onore. Anche le operazioni più piccole lo vedono protagonista. Buona anche la trattativa che fa chiudere a Catania e Sampdoria per Frison. Diritto di riscatto a 1,5 milioni di euro.

2) Andrea D'Amico
Altro capolavoro internazionale di un procuratore che guadagna grazie al suo lavoro. Prende mille aerei, sua moglie non ricorda neanche più che faccia abbia suo marito, ma per i suoi assistiti c'è sempre. Ha trattato per dieci giorni la cessione di Giovinco con il Monaco, nel frattempo a Montecarlo convinceva Bocchetti ad accettare il Milan e, siccome non dorme mai, ha preso tre volte il volo per Toronto e ha confezionato (a gennaio) l'operazione dell'anno. Giovinco a Toronto per 50 milioni di euro. La famiglia di Sebastian, ad uno così, può dire solo mille volte grazie perché - con tutto il rispetto per Giovinco - è vero che parliamo di un grande calciatore, ma la sua grandezza non giustifica il suo stipendio per i prossimi cinque anni. Quando a fare la differenza è un procuratore, più che un calciatore...

1) Alessandro Lucci
Non si vede e non si sente, ma a gennaio ha vinto lui: Cuadrado dalla Fiorentina al Chelsea per 30 milioni di euro + 2 di bonus e Muriel dall'Udinese alla Sampdoria per 10 milioni di euro. In totale ha fatto girare qualcosa come 40-45 milioni di euro, comprese le commissioni. Ha fatto un lavoro straordinario. La Colombia è il suo secondo Paese. Aveva Cuadrado e, circa un annetto fa, ha sfruttato l'amicizia del suo assistito per prendere anche la procura di Muriel. Li ha mossi al momento giusto dando un futuro ai suoi due calciatori. Ha lavorato bene sull'asse Firenze-Londra-Genova-Udine anche quando Muriel stava per saltare, lui ha tenuto tutto e tutti in piedi.


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