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Mercato stellare per il Milan: i rossoneri sono da Scudetto?
  Sì, a patto che arrivi un grande attaccante
  No, la Juventus resta sempre più forte
  No, ha davanti comunque sempre Roma e Napoli
  Sì, già così è da Scudetto

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Editoriale

Le 2 versioni di Thohir su Mazzarri e una decisione presa: ecco quale. Inter vs. Juve: il salto indietro nel tempo nasconde una strategia. Milan: Inzaghi ha pronta la lista di "quelli che non servono" (e sono nomi grossi). E sui tagli al calcio...

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
28.10.2014 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 42906 volte
© foto di Federico De Luca

Un grosso interrogativo ottombrino affligge tutti noi laidi malpensanti: che caspiterella ci faceva Roberto Mancini in tribuna a Cesena?
A) È stato invitato a un clamoroso pranzo domenicale dai parenti a Jesi e ha pensato di fare una capatina al Manuzzi per sfuggire a una lite furibonda con i suoi. Pare che nella cameretta del Mancio siano contemporaneamente scomparsi i poster di Ralph Supermaxieroe, Edwige Fenech e il più prezioso di tutti, quello bucherellato dalle freccette di Azeglio Vicini, l'ex Ct che del Mancio se ne sbatteva.

B) Ha ingenuamente pensato: "Siccome all'Inter di questi tempi è tutto tranquillo e regna l'armonia, vado in tribuna a destabilizzare un po' l'ambiente e vedere l'effetto che fa".

C) Trattasi di succulenta auto candidatura.

D) Trattasi di comparsata voluta dalla proprietà indonesiana per far capire a tutti che è in atto la rivoluzione tecnica.

E) "Pronto Mancio? Vai al Manuzzi che gli rompiamo un po' le balle a quello lì, il Mazzarri, così vediamo se la prossima volta si degna di rispondermi in conferenza. Grazie, grazie, grazie".

F) Ha pareggiato il Cesena.
Escludendo la F) per evidenti motivi (sciocca provocazione tra colleghi cretinetti), siamo dell'idea che tutta la faccenda davvero non possa essere un caso. Qualche tempo fa scrivemmo di un contatto dei capoccioni nerazzurri con l'entourage del tecnico. Nulla di ufficiale, per carità, ma dopo l'intervista del marziano Erick ai colleghi portoghesi ("Mazzarri ha due partite per convincermi") e la successiva smentita alla quale credono soprattutto nel magico mondo dei Minipony ("Mai messo in discussione il tecnico"), è evidente che qualcosa stia accadendo.

I match con la Samp del volpone Sinisa e con il Parma del pericolante Donadoni saranno decisivi per le sorti del tecnico, soprattutto per questioni legate agli obiettivi. Thohir pretende sei punti perché si è improvvisamente accorto che in una stagione in cui il terzo posto sarà appannaggio di molti, perdere altro terreno prima del Santo Natale può essere fatale.

Diciamo la verità, lo 0-1 di Cesena è stato uno strazio tecnico e tattico da terzo mondo pallonaro. È vero, alla fine contava soprattutto vincere, ma resta negli occhi l'immagine di una squadra impaurita e atleticamente ancora parecchio sottotono. Non si chiede a Mazzarri di trasformarsi in Zeman, per carità, ma neanche di continuare a gestire la squadra come fosse la miracolosa Reggina dei tempi che furono. Domenica in panchina attendevano un cenno, speranzosi, tre Primavera: Bonazzoli, Puscas e Camara (che gli esperti definiscono "fenomenale"). Contro un Cesena ridotto in dieci, regalare cinque minuti di spazio a Puscas (già convocato nella nazionale maggiore della Romania) per far riposare Palacio (era distrutto) non avrebbe scatenato l'ira di Sangiuantrapattoni, il Dio del catenaccio e del "meglio non rischiare nulla che non si sa mai". E invece niente: i giovani restano a guardare, il mister sorride per i tre punti messi in saccoccia e non si rende conto che l'addio/non addio in settimana di Moratti e il successivo tentativo di ristabilire gli equilibri con Thohir, potrebbe portare il mister a vestire i panni della perfetta vittima sacrificale. Attento Walter...

La settimana in ogni caso passerà alla storia per il botta e risposta Agnelli-Thohir, con il famoso comunicato relativo alla "reputazione retrocessa" che al sottoscritto è parso più che altro un tentativo ben riuscito di "sfruttare" Calciopoli per mascherare beghe più recenti. Come dire: buttiamo là il comunicato così passano in secondo piano le rogne legate al debito del club, quelle legate ai fastidi del vecchio presidente, soprattutto quelle legate al campo.
Non si spiegherebbe altrimenti il silenzio del club dopo l'uscita in stile "la tocco piano" del funambolico presidente della Samp Ferrero. Ma come: trattano Thohir come un pirletti qualunque e cala il silenzio? Come dite? In certi casi forse è meglio stendere il cosiddetto "velo pietoso" piuttosto che rispondere a tono? Mi sa che avete ragione voi...
Ad ogni modo la faccenda del botta e risposta Juve-Inter ha fatto gioco anche alla stessa Signora: per Agnelli e C. molto meglio parlare di questioni ancestrali piuttosto che discutere degli Euro-risultati e del fatto che un eventuale fallimento in Champions servirebbe un sontuoso assist a Conte per alzare la cresta e dire "ve l'avevo detto...".
La sensazione è che la Juve possa comunque tirarsi fuori dal guano: il match contro il Palermo ha dato prova di una squadra sana, in salute, che in Grecia più che altro si è dovuta arrendere di fronte alle prodezze di Roberto, che non è il celeberrimo Baffo con l'enfisema e i magazzini zeppi di bici con cambio Shimano e vasi cinesi, ma un portiere con un culo degno di Belen. In tutto questo ci tocca registrare il brutto labiale di Giovinco, in gran forma in campo ma sfortunatissimo in zona gol. Pare che subito dopo il palo preso contro il Palermo si sia lasciato andare ad un volgarissimo "Mannaggia a quella maiala di Peppa Pig". Certe cose fanno male al calcio.

Il fine settimana - concorderete - passerà alla storia anche per un clamoroso gioco di zapping calciofilo che ha certificato lo stato di morte apparente del pallone nostrano. Dunque: si parte con il Liverpool di Balotelli che se non fosse per lo stesso Balotelli rischierebbe persino di fare dei gol (da registrare la strepitosa iniziativa di Paddy Power che ritira le maglie di SuperMario e in cambio offre quella del mitico Ian Rush. Pare che il gallese si sia risentito al grido di "Uai olueis mi mortacci vostri?"). Ecco, mentre in Premier si divertivano e in Spagna andava in scena il meglio del meglio del meglio (Real-Barça), da noi si assisteva a un Parma-Sassuolo da brividi. Il confronto è diventato persino impietoso alla domenica: da una parte Cesena-Inter (mancava Filini col fischietto per completare la "scapoli-ammogliati"), sull'altro canale Manchester United-Chelsea con giocatori che andavano a velocità a noi sconosciute, Van Persie che segna all'ultimo secondo e Mou che la prende bene e tira giù tutti i Santi del calendario (tranne ovviamente San José per rispetto verso se stesso).
Se ci aggiungiamo che sono in arrivo tagli milionari al calcio voluti dal Coni per dare una mano agli altri sport (principio condivisibile, ma non se la motivazione è "non vincete una fava e allora vi tagliamo i fondi": in fondo senza gli introiti del pallone il tamburello o la pelota basca - che evidentemente ci danno enormi soddisfazioni in campo intergalattico - non esisterebbero) il quadro è completo. A questo punto proponiamo Ferrero come ambasciatore del calcio italiano in Asia ("Buongiorno a tutti voi mandorlati"), Lotito moderatore di eventuali tavoli della pace ("parlo solo con figure di livello pari al mio, dai vescovi in su"), De Laurentiis gran cerimoniere al sorteggio dei calendari ("è tutto un magna-magna!") e Agnelli-Moratti organizzatori della pizzata a Natale ("chiami tu in pizzeria per prenotare, prescritto?" "No chiama tu, retrocesso" "taci che hai il passaporto falso, infame" "vuoi una 4 stagioni sul campo?" "Preferisci una pizza da portare via nel giacartone visto che te ne intendi?") e così via.
Ultime (e rapidissime) che siamo stati già abbastanza noiosi.
Il Milan procede bene, certamente meglio del previsto, ma come ci siamo permessi di scrivere sette giorni fa, si è accesa la questione "quelli che son lì a far la muffa". I vari Mexes, Niang, Pazzini probabilmente a gennaio troveranno casa altrove, più complicate le questioni Torres e Diego Lopez. Il bomber deve aiutarsi da solo: con così tanta concorrenza e così poche partite a disposizione, o si mette a fare gol oppure rischia seriamente di uscire dal "cerchio magico" disegnato da mister Inzaghi. Il portiere, invece, avrà certamente la sua occasione, ma più che altro per questioni legate al contratto pluriennale e milionario siglato la scorsa estate. La sensazione è che Pippo andrebbe volentieri avanti con Abbiati, di sicuro è il caso di stabilire le gerarchie al più presto nell'unico ruolo dove "titolare e riserva" sono da sempre e saggiamente ben definiti.
In conclusione accogliamo con sommo gaudio Mia Hamm, ex fenomeno e super bomber del calcio femminile, ora nel Cda della Roma. Pare che Borriello una volta raggiunto dalla notizia abbia equivocato: "Riserva di Totti e Destro ok, ma di una signora no. Comunque dorme in stanza con me, sia chiaro".
Infine un caloroso abbraccio a due grandi protagonisti della domenica appena passata: il tennista Tommy Robredo e il suo gagliardissimo doppio dito medio e super Gattuso, rimasto a Creta per il troppo amore dei tifosi al grido di "Gattusi e greci una fazza una razza". Meraviglioso.

Ps. Solitamente il pateracchio termina con la "boiata finale" giusto per non farmi mancare niente, questa volta lasciatemi essere noioso e populista. Sabato si gioca Napoli-Roma, una partita di calcio con un retrogusto amaro per questioni che tutti quanti ben conoscono. Fate i bravi ragazzi, altrimenti lo ammazzate due volte.
(Twitter: @FBiasin).


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