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Editoriale

Lunga ricostruzione della trattativa del secolo: Cristiano Ronaldo alla Juventus. La partita a poker Real-Mendes e il rischio boomerang. Poi i messaggi nascosti, l'orgoglio di Perez, lo United e la strategia economica per raggiungere il sogno

Nato a Firenze il 5.5.85, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Voce di RMC Sport, è stato conduttore per Radio Sportiva. Già firma de Il Messaggero e de La Nazione.
08.07.2018 08:21 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 121909 volte

Scordata e dimenticata, relegata al ruolo di recettrice di grandi talenti o di campioni in cerca di riscatto, l'Italia è tornata nella cartina geografica mondiale del calcio che conta. Perché Cristiano Ronaldo alla Juventus è trattativa e suggestione che rinverdisce fasti antichi, quando la Serie A attraeva i più grandi campioni del calcio internazionale. Anche Gonzalo Higuain, quando sbarcò al Napoli, era comunque riserva e alternativa al Real Madrid. Douglas Costa e Mario Mandzukic non erano titolari al Bayern Monaco, Edin Dzeko pure. Ripercorrendo le lunghe liste degli arrivi e degli sbarchi nel massimo campionato italiano, occorre tornare decisamente indietro con il calendario per trovare accostamenti, obiettivi e trattative simili. Però la domanda che ricorre, costante, come una cantilena senza sosta è: "ma Cristiano Ronaldo arriva alla Juventus?". E non si tratta della curiosità dell'addetto ai lavori o del tifoso della Juventus soltanto. Quel che è incredibile è notare l'attenzione, immensa, che la notizia di Juve-CR7 ha avuto in questi giorni. Su Tuttomercatoweb.com abbiamo cercato di raccontare la cronistoria di un miraggio, diventato poi concreta trattativa con Jorge Mendes e con il Real Madrid. E pur al netto del disfattismo nero dei tifosi del Milan, del Napoli di Ancelotti che sta nascendo, della Roma che riparte dai talenti, degli ottimi acquisti dell'Inter, ogni singola notizia più letta e seguita riguardava solo e soltanto Cristiano Ronaldo. Chiariamolo subito, prima di iniziare con la ricostruzione: in casa Juventus c'è grandissima fiducia per chiudere il colpo del secolo.

"Cristiano Ronaldo va alla Juventus?" Quando parliamo di Cristiano Ronaldo non dobbiamo mai scordare che discorriamo di un'azienda. Di un movimento di soldi talmente ampio che ha portato anche la Consob a chieder lumi alla Juventus sull'impennata delle azioni, con la risposta chiara e cristallina da parte del club bianconero. Per questo tutte le parti stanno cercando di mantenere riserbo. Riservatezza. In una settimana d'intensa cronistoria, nessuno dei protagonisti diretti si è mai sbilanciato. Si è esposto. Ha parlato. Non Cristiano Ronaldo. Non Florentino Perez. Non Andrea Agnelli. Non Josè Angel. Non Giuseppe Marotta. Non Fabio Paratici. Soltanto Jorge Mendes ha ammesso che "se Cristiano Ronaldo dovesse lasciare il Real, sarebbe per una nuova splendida avventura". Condizionali ma, soprattutto, un messaggio cifrato.

La partita a poker e la rottura Perez-CR7 La prima mossa è stata dell'entourage di Cristiano Ronaldo. Sarebbe stato questo ad aver fatto trapelare la notizia, forte e chiara. La Juventus prova a rendere il portoghese. Perché? Serve ricostruire la rottura tra CR7 e Florentino Perez con dovizia di particolari. Il giocatore, anche secondo la classifica Forbes, è il secondo calciatore più pagato al mondo, sponsor e premi compresi. Mal digerisce di essere dietro a Lionel Messi e per questo, per dirla in soldoni, ha sempre chiesto un euro in più della Pulga. Cristiano Ronaldo trovò infatti l'accordo totale con il Real Madrid quando il presidente era Ramon Calderon, ben sei mesi prima della fine della stagione con il Manchester United. Florentino Perez lo presentò di fatto come 'suo' colpo, ma era una trattativa già messa in piedi prima e da subito provò a mettere in discussione il contratto di Ronaldo. Da allora sono trascorsi nove anni, CR7 ha dimostrato da sempre profondo amore e rispetto per la Camiseta Blanca ma la relazione tra i due si è incrinata soprattutto nell'ultima estate. Quando i due hanno provato a discutere, via Mendes, il nuovo maxi accordo, che non è mai stato messo sul tavolo dal presidentissimo Real. Inoltre, all'ultimo Fifa The Best, Perez avrebbe detto a Neymar di "andare al Real perché solo lì avrebbe potuto vincere il Pallone d'Oro". Un gesto mal digerito da CR7, che aspettava viceversa la chiamata per il nuovo contratto.

La risposta del Real Per questo sono uscite le voci sul futuro di Cristiano Ronaldo. Per questo il mal di pancia e la voglia di lasciare Madrid. Dalla capitale spagnola arrivano costanti rumors su una scrittura privata, risalente a gennaio, sulla revisione della clausola rescissoria del portoghese: da 1 miliardo a scendere, a seconda del club richiedente. Con la Juventus non inclusa nella lista e dunque tra quelle che potrebbero prendere CR7 per una cifra tra i 100 e i 150 milioni di euro. Come detto in precedenza, bocche totalmente cucite nelle alte stanze del Santiago Bernabeu, su questo e anche su posizioni ufficiali sulla posizione del portoghese. Anzi, i comunicati fatti soltanto per smentire Kylian Mbappé e Neymar sono segnali che avrebbero ulteriormente irritato Cristiano Ronaldo che si aspettava una telefonata da Perez. Che non è arrivata. E' pervenuta invece una risposta, dai media molto vicini al presidente del Real Madrid, che hanno confermato il possibile addio. Leggendo tra le righe, e interpellando chi ben conosce la Casa Blanca, questo dicono. "Vuoi andare via? Nessun problema, per noi vali 'solo' 100-150 milioni. Ma devi essere tu a dire che vuoi lasciarci". Perché il Real Madrid vuole gestire tutta la scacchiera, non solo una pedina. Per questo l'orgoglio e l'immagine raccontano tanto, in una società scalfita in estate dall'addio repentino di Zinedine Zidane e dal casus belli con la Spagna per l'arrivo a Madrid di Julen Lopetegui.

La strategia della Juventus In tutto questo, nel bel mezzo di una partita di poker, c'è la Juventus. Che non è cavallo di Troia della trattativa ma che in Cristiano Ronaldo crede davvero. Con fiducia di arrivare alla fumata bianca, alla chiusura definitiva. Jorge Mendes e gli intermediari italiani della trattativa sono in costante contatto con Giuseppe Marotta e con Fabio Paratici. E con Andrea Agnelli. Il portoghese sta riflettendo con forza sulla possibilità, si è sentito con il presidente della Juventus che, intanto, vede il suo club arricchito dall'impennata e dalla fiducia dei suoi azionisti. 100 o 150 milioni fa una differenza sostanziale. Ammesso e non concesso che arriverà a via mediana, se arriverà a Torino, il conto della serva porta a una cifra di 100-110 milioni annui di costi annuali solo per l'acquisto del portoghese per quattro anni. Solo grazie a ulteriori cessioni (da Buffon a Perin è un passo importante in chiave ingaggi), come Pjanic o Higuain (ma attenzione a Dybala che piace al Liverpool e allo stesso Real), a un forte accrescimento del marketing (e con Ronaldo non dovrebbe essere impossibile) e da un continuo approdo alla fase a eliminazione diretta della Champions League, non ci sarebbero intoppi futuri tra tre anni con la Uefa per il FFP. Una strategia che un'azienda ben equilibrata e strutturata come la Juventus, che alle spalle ha FCA, sta studiando al dettaglio in questi giorni. E il comunicato in risposta alla Consob lo conferma.

Le possibili contendenti Le indiscrezioni si sono raccolte e le varie notizie filtrate sono le posizioni di una partita a poker tra Cristiano Ronaldo, Jorge Mendes e Florentino Perez. La Juventus è entrata in gioco con forza per la possibilità, palesata dall'agente, di poterlo portare a casa per una cifra 'fattibile', secondo i conti fatti dalla società bianconera. I segnali, oggi, portano tutti in quella direzione, Torino. Il Paris Saint-Germain è stretto dal capestro del Fair Play Finanziario che sarà revisionato presto dalla UEFA ma che non avrà effetti per questa stagione. Il Manchester United? I Red Devils sono una contendente sempre pronta a entrare in scena. In ogni momento. Hanno la forza economica per permettersi il sogno ma, sempre valutando i "perché sì e perché no", in casa United non scordano l'addio per andare al Madrid e la carta d'identità del portoghese. Il Manchester è già superpotenza a livello commerciale ed economico, Ronaldo sarebbe un quid incredibile a livello globale ma le classifiche di rendita nel mondo vedono già gli inglesi in posizione dominante e con una logica commerciale, in caso di eventuale sbarco di CR7, ben diversa dalla Juventus che con lui vuole arrivare al livello delle altre grandissime.

I segnali bianconeri e un futuro da sciogliere Il lungo retroscena, passo per passo, protagonista per protagonista, è lo scorrere di capitoli del romanzo più avvincente del calciomercato mondiale che deve però ancora conoscere il suo finale. La casa di Ronaldo a Torino. Lui che, in vacanza, è incollato al telefono in attesa di novità da Mendes. Se c'è una certezza è che Florentino Perez non vuole uscire sconfitto da questa vicenda. Figurare come colui che ha ceduto il miglior giocatore dell'era moderna del Real per cento milioni, quando la clausola era fissata a un miliardo, che ha visto l'allenatore (Zinedine Zidane) andare via all'improvviso, che ha rinforzato una concorrente per la Champions facendosi trovare impreparato perché il PSG non cede Neymar o Kylian Mbappé (a oggi...), non è da lui. E non lo farà. Per questo vuole subito un grande sostituto: quando prese James Rodriguez, protagonista del Mondiale 2014, lo fece sì perché era la stella della Colombia in Brasile ma anche perché questa trattativa gli permise di aprirsi un mondo nella costruzione di infrastrutture autostradali in terra sudamericana. Mai niente a caso, Perez. Mai niente per caso. Mai niente di non programmato. La Juventus non fa trapelare una virgola ma ci crede. Il business plan non è stato studiato a caso, ha il gradimento del calciatore e, urge ribadirlo, la percentuale porta in questa direzione. Le parole di Mendes, sopra citate, non sono solo un messaggio ma c'è chi le legge proprio come un requiem dell'avventura. Direzione Torino.

Rischio boomerang e piani B Ai tifosi della Juventus, il cui cuore scoppia di gioia in caso di arrivo probabile di Cristiano Ronaldo, gli scongiuri sono permessi. Concessi. Perché il portoghese è più vicino alla Juventus piuttosto che a un lontano rinnovo, che al ritorno in Inghilterra o allo sbarco in Cina. "Very good chance", dicono negli altissimi salotti del calciomercato mondiale. Ma in ogni situazione bisogna sempre analizzare il "what if". E se CR7 non dovesse andare alla Juventus? Come accetterebbero, ora, i tifosi bianconeri questa notizia? C'era un tempo, recentissimo, in cui Mauro Icardi e Sergej Milinkovic-Savic, Alvaro Morata (piano B più credibile) e Robert Lewandowski erano nomi importantissimi. Obiettivi da prima pagina. Però adesso hanno toccato il cielo con un dito, perché le vette che fa sfiorare un sogno come Cristiano Ronaldo non le concede nessun altro. Per questo, per poterlo ammirare da vicino, per avere un'italiana finalmente di nuovo favorita in Champions, e perché il suo arrivo darebbe gioco forza vita anche a un circolo virtuoso che porterebbe pure altri grandissimi campioni in Serie A invogliati dal volerlo sfidare da vicino, non c'è che da sperare in una soluzione.


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