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Mercato di gennaio: da quale big i colpi più importanti?
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Editoriale

Mancini cambia l'Inter con tre mosse anti-Mazzarri, Fassone stoppa il mercato ma è una bugia: ecco chi arriva! L'ora del derby: Inzaghi ha meno certezze ma... Conte, Balo, i nuovi ultras e la strana beneficenza

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
18.11.2014 00:00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 60492 volte
© foto di Federico De Luca

Bentrovati. Scusate il cattivo umore. Abbiamo i reumatismi, la pelle cotta, le scarpe impantanate, l'orchite a grappoli, centinaia di ombrelli in mezzo alle balle perché esci di casa, lo perdi, lo ricompri a cinque euro dal tizio che inevitabilmente spunta all'angolo della strada mentre stai bestemmiando in austroungarico (Venditore improvvisato di ombrelli: "Vuoi ombrello?", Tu, sarcastico: "No, un'orzata...". Lui: "Io vendo solo ombrello"), poi torni a casa e ti accorgi che non lo hai perso, ma è lì insieme agli altri 234324.
Ovviamente la rottura dipende dal fatto che piove. Piove come in "Blade Runner", piove come ne "Il Ragazzo di Campagna", piove da sette giorni, forse 10. Anzi, piove da quando Mazzarri ha detto "...poi è iniziato a piovere". Non osiamo immaginare cosa accadde quando da vice allenatore del Napoli il buon Walter disse "uno dei nostri ha giocato con la diarrea": probabili scene apocalittiche.
Son problemi soprattutto per quel figaccione di Mancini, apparso in conferenza stampa bello come un Bronzo di Riace, persino ringiovanito. Il giorno dopo si schiarisce il cielo su Milano e lui se la tira come Giuliacci a Meteo 5: "Su Appiano è tornato a splendere il sole". Sì, col piffero. Passa qualche ora e la Lombardia affoga nuovamente vittima della maledizione mazzariana. Smetterà? Non smetterà? Non lo sappiamo.
Di sicuro sappiamo che, a proposito del cambio in panchina, la tifoseria dell'Inter l'ha presa con moderata, pacatissima soddisfazione. Reazione tipo del simpatizzante nerazzurro venerdì mattina. "Ma davvero Mazzarri è stato esonerato?". "Sì". "Ommmmiodddioooo!!! Odddioooo!!! Sialodato!!! Allora il triplo carpiato nella piscina di Lourdes è servito!!! Ora devo farmi suora, ma ne è valsa la pena!!!". "Ma tu ti chiami Franco, non puoi". "Ho fatto una promessa, la manterrò: chiamami pure Suor Franco". Cose così.
E in effetti da 96 ore a questa parte gli equilibri nella Milano allagata sono cambiati, almeno psicologicamente parlando. A pochi giorni dal derby sembra che l'Inter come per magia sia tornata quella del triplete, mentre il Milan sia una squadra in totale disarmo. Non è così, il Diavolo sa il fatto suo, eppure si fa già l'elenco delle cessioni di gennaio da Armero a Essien (su Illaramendi in prestito dal Real invece le nubi sono più fosche che su San Siro). A guardar bene il problema è attuale: si accendono spropositate quantità di ceri alle divinità celesti per chiedere la pronta guirigione di De Jong in attesa che Montolivo torni a dar man forte.
Sull'altra sponda del Naviglio l'entusiasmo del Mancio può far bene nel breve termine, ma non basterà se non viene saggiamente "indirizzato". Per capirci, Mancini è un ottimo tecnico, ma storicamente il suo pregio non è saper mettere in campo la squadra, semmai quello di essere il più bravo nel convincere i suoi datori di lavoro a spendere grano sonante. Ci riuscirà anche all'Inter. Dice lo scettico: "Ma ieri Fassone ha detto che pagare due allenatori inciderà sul mercato". Un'ovvietà alla quale francamente non crediamo. Per dire, solo due settimane fa Piero Ausilio esclamò, intervistato a Telelombardia: "Mazzarri? Resterà certamente sulla panchina dell'Inter fino al termine della stagione". Evidentemente aveva le gambe incrociate, oppure non era a conoscenza del ribaltone ed è rimasto vittima dell'incontro "Moratti-Thohir". Probabile che abbia prevalso la seconda ipotesi: Moratti non lo ammetterà mai, ma il suo intervento è stato decisivo per arrivare al cambio della guida tecnica. Quanto al mercato è evidente che Thohir non inizierà ad accendersi le Marlboro con i cento euro, ma possiamo garantire che neppure si farà venire il cosiddetto "braccino corto". Per capirci: fonti assolutamente segrete che ci hanno minacciato dicendo "guai a te se scrivi che ti ho fatto leggere questo messaggio" ci fanno pensare che l'Inter stia decisamente accelerando per arrivare a uno tra Heurtaux o Widmer dell'Udinese. Come vedi - amica fonte - non ti ho sputtanato. Quasi.
Al resto sta pensando Mancini che, in tre giorni di allenamento ha: 1) Provato la difesa a quattro per la gioia di Vidic e di mezzo mondo (a tre ormai gioca solo Conte e, forse, cambierà anche lui). 2) Eliminato il centrocampo a 5 perché se non hai ali brave ad offendere - e l'Inter non le ha - è inutile che ti ostini a giocare con le ali. 3) Impostato un centrocampo grazie al quale Kovacic avrà molti meno paletti tattici e potrà esprimersi senza l'assillo della fase difensiva. Servirà tutto questo a trasformare la squadretta in uno squadrone? Forse sì, forse no, ma di sicuro il tecnico dal ciuffo atomico ha già vinto il premio "facciamo le cose con buonsenso".

Due boiate sulla nazionale vanno dette.
La premessa è la stessa di sempre: io e molti di voi (lo so che la pensate come me) detestiamo la pausa per la nazionale. Alzi la mano uno che ha sentito un suo amico esultare gridando al cielo "Che bella la pausa per la nazionale! Non vedo l'ora di vedere Italia-Croazia!". Lo so, lo scrivo sempre, ma questa volta ci hanno vergognosamente provocato mettendo in piedi "la pausona galattica per la nazionale": una settimana di nulla cosmico dove le cose più elettrizzanti sono state la lite Cuccarini-Carrà (roba per stomaci forti) e i capricci di Morgan a XFactor per l'eliminazione di 5 fessacchiotti che hanno pensato bene di chiamarsi "Spritz For Five". E con un nome così dove pensavano di andare questi? A Woodstock? "Ringraziamo Jimi Hendrix per aver suonato la chitarra con la fronte!!! E ora gli Spritz for five!!!". Capite che non erano credibili? Comunque, detto che gli azzurri hanno dato il massimo ma bla bla bla, più di così non possono fare bla bla bla, però hanno il carattere di Conte bla bla bla. Dette, insomma, tutte queste cose molto noiose, mi va di mostrarvi il messaggio che mi ha girato un gentil lettore nonché amico mio, subito dopo Italia-Croazia: "Ti dico solo questo: l'ultima volta che sono andato allo stadio ho portato mio figlio di 4 anni. Aveva la cartella di Peppa Pig con dentro una bottiglietta d'acqua di plastica. Ci hanno perquisito ed abbiamo dovuto togliere il tappo dalla bottiglia". Nel frattempo nel settore dei croati improvvisavano una coreografia di Luca Tommassini con fumogeni, bombette varie e, probabilmente, due o tre degli Spritz for Five.
Il resto l'hanno fatto i capoccioni della Figc con la storia dell'amichevole per aiutare gli alluvionati di Genova. L'intenzione è ottima (anzi, se vi va chiamate l'800585858 e date una mano anche voi), ma è stata messa in piedi con poca logica. Cioè, io tifoso genovese devo andare al Ferraris per fare beneficenza al popolo genovese. Trattasi in pratica di clamorosa "auto-beneficenza". Il tutto tenendo presente che: A) L'Albania con tutto il rispetto non ha l'appeal del Brasile. B) Il terreno sarà curiosamente al limite dell'impraticabile perché, stranamente, nella città alluvionata... è piovuto. Incredibile, a novembre poi. C) Soprattutto non giocherà quel tamarraccio di Pellè. Altro messaggio ricevuto durante Italia-Croazia: "Oh, è entrato Pellè! Secondo me ora arriva Tina Cipollari e urla "Maria, io lascio lo studio!".
Ovviamente sto cercando di allungare il brodo perché non ho una mazza da dire, è evidente. Sapessi almeno cosa pensa davvero Conte di Balotelli. Avranno litigato? C'è chi dice sì, c'è chi dice no. Tavecchio da bravo presidente federale ha pensato bene di nascondere la polemica attirando l'attenzione su di sé: "Balotelli è tornato al suo Paese". Ma i testi chi glieli scrive? Paperoga? (twitter: @FBiasin)


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