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Editoriale

Mancini verso la Nazionale. Juve tranquilla, Allegri non è il profilo per il Real. No di Cavani. Higuain via da Napoli. Ma Sarri resta?

04.03.2016 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 38541 volte
© foto di Federico De Luca

Ci voleva la coppa Italia per vedere la vera Inter, quella che Mancini aveva in mente. Una squadra con un gioco essenziale, ma piena di carattere, rabbia agonistica e fisicità, dove tutti si sacrificano e lottano per novanta minuti. Troppo tardi? Forse.

Di sicuro all'interno della società le perplessità su questa stagione e sulle scelte di Mancini sono tante, ma anche l'allenatore sta seriamente pensando a un futuro diverso.

Da quando si è aperta con certezza la possibilità di andare in nazionale al posto di Conte, il Mancio riflette eccome. Lo ha confidato a diversi amici, ma lo ha pure detto pubblicamente, alla maglia azzurra è molto legato, non ha una storia in Nazionale da giocatore, gli piacerebbe averla da allenatore.

Cosa ne pensano in Federcalcio? Il nome di Mancini è girato, di sicuro è un allenatore vincente e conosciuto a livello internazionale, non è un maniaco del gioco organizzato e quindi avrebbe maggiori possibilità di far bene e far accettare le sue idee al gruppo. Le controindicazioni sono il budget a disposizione e la non altissima simpatia a livello popolare che ispira il tecnico nerazzurro. Conte ha strappato un ingaggio di quasi cinque milioni per l'intervento dello sponsor, ma un'operazione del genere con Mancini non è possibile. I contratti federali non superano il milione e mezzo, euro più euro meno. Poco per Mancini?

Chi lo conosce dice che sarebbe disposto a guadagnare meno per un incarico del genere. La pista è apertissima e la discussione avviata.

Che farà l'Inter? Mancini è stato consigliato da Moratti a Thohir, ma l'indonesiano si è un po' ricreduto. Non saremmo meravigliati se a fine stagione, soprattutto se l'Inter dovesse restare fuori dalla Champions, tornasse in ballo Frank De Boer, vecchio pallino, con il Mancio in Nazionale.

Ci sembrano invece avere poco fondamento le notizie che rimbalzano dalla Spagna su una attenzione del Real per Allegri. E' vero che forse tutte le divergenze con la Juve non sono state appianate e Allegri è uno permaloso. E' altrettanto vero che Branchini lo sta proponendo alla grande, ma il profilo dell'allenatore del Real è diverso da quello di Allegri. I madridisti si vogliono divertire, amano squadre che impongono il gioco, spregiudicate e l'eccessivo equilibrio del calcio di Allegri con  molte ripartenze e difesa bassa, di sicuro non piace. Perez invece vorrebbe un tipo alla Valverde del Bilbao che ha rinnovato di recente, ma potrebbe liberarsi.

Detto questo, restano le perplessità di Allegri sul contratto proposto dalla Juve fino al 2019 (due anni in più) con opzione per il 2020. Se ne doveva discutere a giorni, tutto è stato rimandato al dopo Bayern. Allegri vuole garanzie sulla campagna acquisti per evitare le contrapposizioni dell'estate scorsa. Non è più intenzionato ad accettare rose di non suo gradimento perché tanto poi il conto lo presentano a lui. L'idea di continuare c'è, basta capirsi. Sfumato il Chelsea e senza altre grandi panchine all'orizzonte, restare alla Juve in fondo conviene anche ad Allegri soprattutto se l'ingaggio (a salire) dovesse davvero arrivare a cinque milioni netti.

Per restare alla Juve, il solito obiettivo Cavani sta ancora una volta sfumando e il motivo è sempre più o meno il solito: l'ingaggio. Marotta ha sempre detto che la Juve non può pagare cifre da sei milioni in su, il Chelsea ed altri possono. Le conclusioni sono banali.

Restando agli allenatori, il toto panchina è vivo perché molte società vogliono definire il tecnico prima di fare mercato. Volete un esempio? Sarri. Resterà al Napoli? Questa è una bella domanda che è stata fatta anche a De Laurentiis. La risposta, come spesso accade, è stata imbarazzante. Il contratto del tecnico toscano era annuale, a 700 mila euro, con rinnovo per altri quattro. Sempre annuale. Secondo De Laurentiis la decisione è unilaterale, solo lui può decidere se tenere Sarri, se aumentargli o meno l'ingaggio e il tecnico deve solo accettare senza pretendere. Questa l'interpretazione presidenziale del contratto. La nostra impressione è che se De Laurentiis non si metterà a trattare il rinnovo su basi economicamente serie, difficilmente Sarri resterà a Napoli visto che continuano a corteggiarlo squadre italiane (il Milan), ma anche straniere. Non si può liberare? Questo lo dice il presidente, ma ne dice tante, il procuratore di Sarri la pensa in maniera opposta.

Anche la battuta sul peso di Higuain, altra gaffe di ADL, non è piaciuta affatto. Il fratello ha bollato certe parole come cazzate e siamo d'accordo. Il problema è che Higuain è permaloso e la voglia di restare a Napoli sta scendendo. L'argentino ha fatto un patto con Sarri, proverà a vincere qualcosa a Napoli, ama la città e i napoletani, vuol battere il record di Angelillo (34 gol stagionali), ma il dopo è tutto da scrivere. Ma anche De Laurentiis non fermerà Higuain, la strategia è chiara: con i 94 milioni della clausola, rifonderà il Napoli come fece nel dopo Cavani.

E se arrivasse lo scudetto? Higuain se ne andrebbe a maggior ragione, sicuro di aver fatto il massimo.

Sempre allenatori, in attesa del mercato giocatori. Su Sousa abbiamo già detto, ma è bene ripetere visto che nel frattempo, dopo il Chelsea e la Juventus, lo hanno cercato anche lo Zenit e il Barcellona. Dopo il chiarimento avuto due settimane fa con i dirigenti viola, Sousa resterà a Firenze per provare a conquistare la Champions e vincere qualcosa l'anno prossimo. Il gioco spettacolare dei viola, però, non ha fermato Juve e Barca. In attesa della firma di Allegri, i bianconeri si sono comunque lasciati una porta aperta con Sousa (piace moltissimo e l'amicizia con Andrea Agnelli pesa) per il 2017. Alla stessa data scade il contratto di Luis Enrique con il Barca e con Sousa si farà presto un discorso futuribile. Questo tanto per far capire anche agli stolti tifosi beceri cosa vuol dire giocare all'Europea come fa la Fiorentina.

Ancora panchine. Tra la Lazio e Pioli è finita o quasi. Lotito vorrebbe Mazzarri che è pronto per rimettersi in pista, il discorso è aperto. Ventura lascerà il Toro e pure lui è uno dei candidati per i biancocelesti, ma i dubbi restano per tutti. Lavorare con Lotito non è semplicissimo per nessuno.


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