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Editoriale

Mercato e selfie. Ecco cosa ci rimane fra retroscena, considerazioni e storie...

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
04.02.2016 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 27135 volte
© foto di Federico De Luca

Parliamoci chiaro: non è stato un gran mercato.

Non è stato scoppiettante come quello estivo, non è stato ricco come quello estivo, non è stato affascinante come quello estivo. Ma è stato comunque seguito ed è stato comunque intrigante. Ecco le cinque selfie, quello che ci rimane da questa sessione invernale.

Eder, El Shaarawy e Perotti: i colpi. Il mercato questo ha regalato. Le spese più importanti sono per questi tre giocatori. Due praticamente annunciati già da inizio gennaio, nonostante la Roma ci abbia messo molto (forse troppo) a prenderli sono sicuramente due giocatori importanti e già lo hanno dimostrato in queste prime apparizioni in giallorosso. Insieme al cambio di allenatore hanno dato nuove soluzioni offensive. Eder l'Inter lo segue da almeno sei mesi, lo ha scelto alla fine dopo che ha vinto il ballottaggio con Soriano, soprattutto perché Mancini ha detto che servono attaccanti per segnare i gol (visto che l'Inter le occasioni le crea). Il fatto che questi siano i colpi di inverno significa due cose altrettanto importanti: la prima è che evidentemente le altre squadre pensavano di aver lavorato bene in estate (vedi Napoli e Juve), la seconda è che non ci si è fatti prendere dallo shopping compulsivo (ma ne parleremo anche dopo) forse (o soprattutto) per le necessità economiche

Luiz Adriano che torna. Il nostro mercato dipende dai foraggiatori. Ora ci sono due destinazioni, completamente diverse, ma ricche allo stesso modo. Abbiamo scoperto che i cinesi (magari non tutti) possono risolvere non pochi problemi alle nostre società. Abbiamo avuto la conferma che il sistema inglese è fuori concorrenza per noi. Il ritorno di Luiz Adriano ha messo in stand by il mercato del Milan. Gli uomini mercato rossoneri non hanno potuto effettuare delle variazioni sull'impianto di gioco a disposizione di Mihajlovic. Le uniche possibilità di movimento (serio) le hanno avute Inter e Roma. Proprio quelle che hanno beneficiato dei soldi dei cinesi (e degli inglesi vedi Iturbe Bornemouth). Le cessioni più importanti arrivano principalmente da lì (aggiungiamo Paloschi Swansea e le trattative per Niang ed Eder, quella per Gabbiadini). E questo deve far riflettere tutto il calcio italiano che cambia definitivamente pelle. Prima era la serie A a prendere campioni e buonissimi giocatori, ora invece si esportano. E' un problema di sistema, non solo delle società. Ora il mercato delle italiane si è spostato: si prendono giovani. Per poi tendenzialmente rivenderli. Prima magari vincere qualcosa ma comunque rivenderli. Solo le grandissime resistono. A volte di più, a volte per sempre. Ma è raro.

Questione di sistema che andrebbe analizzato a fondo. Andrebbero portati dei correttivi. Una volta si parlava di squadre B, di diritti all'estero, di stadi da rifare. Il calcio italiano dovrebbe studiare delle soluzioni. Altrimenti il divario con la Premier (non soltanto con i big club europei) sarà sempre maggiore. Già ora una neopromossa, da diritti tv, prende più che la Juventus 4 volte campione d'Italia.

I giovani e la B. Sono stati loro i veri protagonisti di questo mercato. Grazie a questo mercato abbiamo visto e rivisto i gol di Trotta e Lapadula, quelli di Ganz, quelli di Raicevic. Le giocate di Mandragora, gli assist di Sensi e i tiri di Mazzitelli. Abbiamo capito che Grassi è uno da Napoli. Abbiamo scoperto che il nostro campionato di B è pieno di talenti da scoprire, da coltivare. Magari nessuno di questi alla fine giocherà nella Juve o nel Napoli, ma in serie A sì, eccome. E magari anche la B può far parte di quel processo di rinnovamento del calcio italiano. Le grandi piazze della B portano entusiasmo passione e gente allo stadio. Ci sono giocatori di spessore. Alle volte basta aver coraggio. O intuito. Comprare tanto per comprare non serve assolutamente a nulla. E questa è stata una bella sessione da questo punto di vista... Non tutti hanno accettato questo precetto, non tutti lo hanno fatto volontariamente... ma è stato fatto...

I ritorni Un collega mi ha proposto di prendere l'album delle figurine di qualche anno fa... Alcuni degli acquisti di questo mercato sono ritorni, ritorni di giocatori che già erano stati in Italia e che avevano tentato l'avventura fuori. El Shaarawy, Diamanti, Immobile, Constant, Benalouane, Zarate, Bardi, Emanuelson, Boateng, Cristante, Alvarez, Kuzmanovic (a suo modo Suso). Ci possiamo fare una squadra proprio, anche se un po' sbilanciata visto che a parte Benalouane non c'è un difensore. Cosa significa? O che non abbiamo molte idee o che la voglia di tornare era molta? Oppure che magari (soprattutto per alcuni) il traguardo estero è stato troppo in alto?

Le prenotazioni Il Napoli ha dichiarato che ha praticamente preso un giocatore per giugno. Klaasen è il maggiore indiziato. Ma non dimentichiamoci di Kramer e Maksimovic. L'Inter ha praticamente messo sotto contratto Banega (mancano solo le visite mediche, non ancora fissate, ma prossime) e sta lavorando per Lavezzi (occhio ai cinesi, a proposito di quanto dicevamo prima) e ha preontato Soriano. La Juve ha preso Ganz a scadenza e ha opzionato Lapadula e Caprari. Per non parlare dei vari Ionita, Conti, Sportiello... Rischio figuracce, per noi giornalisti, visto che le prenotazioni (salvo quelle pagate) non valgono molto. Ma abbiamo parlato anche di quelle: non sarà che è arrivata anche la programmazione in questo calciomercato?

Vi lascio con due storie particolari. Tutte italiane. Dicevamo della programmazione. La Ternana (che aveva la necessità di sostituire il suo attaccante Ceravolo, prossimo al trasferimento al Novara) ha pensato di sostituirlo con Ardemagni. Non ci sarebbe stato nulla di male se non che Ardemagni non è solo un buon attaccante di B. E' soprattutto il centravanti del Perugia che ha realizzato il gol vittoria nel derby d'andata con tanto di sfottò in campo. Una scelta come minimo coraggiosa, sarebbe stata!

Mentre invece la programmazione del Sassuolo ha spinto la società emiliana a comprare Mazzitelli. Tutto d'accordo fra le 3 società (Roma proprietaria del cartellino, Sassuolo e Brescia dove ora il ragazzo è in prestito e continuerà a giocare fino a fine stagione), manca l'ok definitivo del ragazzo. Chiamano tutti, non risponde, per ore. Non risponde. Per tre ore almeno. Era al cinema, a vedere The Revenant. Un bellissimo film, forse da oscar. Meritava forse anche perdere il treno Sassuolo!


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