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Mercato stellare per il Milan: i rossoneri sono da Scudetto?
  Sì, a patto che arrivi un grande attaccante
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  No, ha davanti comunque sempre Roma e Napoli
  Sì, già così è da Scudetto

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Editoriale

Milan, le ragioni di Sinisa: questa squadra non può fare di più. Forza Juve, prova l'impossibile. Spalletti e lo schiaffo a Rudi. Allenatori emergenti: 5 nomi per il futuro...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
14.03.2016 18:36 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 58116 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Mentre la Fiorentina non batteva in casa il Verona retrocesso, il Frosinone perdeva l'occasione della vita a Modena e il Benevento vinceva il derby con la Casertana 6-0, Sinisa stava pensando che forse Berlusconi tutti i torti non li aveva. Perché in fondo cambiare allenatore la prossima stagione conviene soprattutto a Mihajlovic. "Questa squadra più di quello che sta facendo non può fare". Parole e musica di Sinisa Mihajlovic. Ha detto la verità perché la squadra è scarsa, Balotelli non andava ripreso neanche se Raiola iniziava a saltellarti sul letto e 90 milioni spesi così non hanno minimamente senso. Il Milan deve avere un'idea e portarla avanti. Oggi a Berlusconi mancano le idee e detto ad uno che è sempre stato 10 giga avanti a tutti è come bestemmiare a mezzanotte del 24 dicembre quando la Chiesa è piena. Non c'è bisogno di cambiare allenatore per la centoventesima volta, ma semplicemente affiancare a Galliani un uomo che costruisca la squadra e che faccia mercato, sfruttando il famoso brand di cui Berlusconi si vanta un giorno sì e l'altro pure. Questa squadra è scarsa. In un campionato scarso. I valori del Milan sono ai minimi storici e finiamola con la pagliacciata del traguardo raggiunto della finale di Coppa Italia. Il calendario e la sorte hanno riservato ai rossoneri tre amichevoli sulla strada di Roma. Se Abate è il simbolo e Bonaventura il giocatore di maggiore qualità, il Milan non ha speranze per il futuro. Bertolacci è stato un flop e Romagnoli può diventare grande, in due anni, solo se gioca con un grande.
Mentre la Juventus si appresta a vincere l'ennesimo scudetto, Allegri prova il miracolo in Germania. Se la Roma a Madrid aveva il 2% di possibilità la Juve ha il 20%. Attenzione: è una percentuale alta, quasi quanto il valore dell'Iva in Italia. Se al posto di Agnelli ci fosse stato Mario Monti alla guida del club, allora, le possibilità sarebbero aumentate. Passare il turno è quasi impossibile, visti soprattutto i valori dell'andata. Il Bayern è una delle due squadre più forti del pianeta e vincere in casa loro o pareggiare facendo tre gol non può essere catalogata come "impresa" ma "miracolo". La notte perfetta servirebbe. Allegri, comunque, ha già messo le mani avanti. "Se usciremo lo faremo contro i più forti di tutti". Frasi rilasciate in occasione della meritata conquista della panchina d'oro. Premio prestigioso ma discutibile dove assegnano una panchina d'oro in Lega Pro ad un allenatore, bravissimo certo, ma che ha ottenuto sul campo un risultato secondo la Procura Federale e non secondo noi "drogato" dalla combine. In poche parole, l'allenatore del Teramo è stato premiato per aver vinto un campionato mai vinto. Una delle tante contraddizioni che arrivano dal sistema calcio, come Conte prima nemico e poi stipendiato da Via Allegri.
A Roma ci massacravano quando scrivevamo delle incapacità di Garcia, un po' come a Napoli con Benitez. Rudi era il vero problema della Roma e, se non fosse stato per l'ostinazione di Sabatini, oggi i giallorossi sarebbero in corsa anche per il titolo. Spalletti, a Trigoria, ha portato poche cose ma essenziali: metodo, mentalità e lavoro. Un allenatore che "cazzia" i suoi giocatori perché contenti della prestazione di Madrid dovrebbe vincere l'oscar. Ma che cavolo mi esulti se comunque a casa vai? Grandissimo Luciano che non si pone limiti e porta nello spogliatoio una mentalità da vincente. Lo ha aiutato l'esperienza all'estero ma soprattutto la dedizione al lavoro. Non vinci 8 partite consecutive se non ti alleni come devi e se non capisci che le partite non si vincono la domenica ma dal martedì al sabato. La Roma vince senza Totti e De Rossi e Spalletti non guarda in faccia a nessuno. Garcia ha fatto perdere tempo con i suoi violini e le sue teorie. A Trigoria la squadra non si allenava e il francese non sapeva neanche da dove iniziare una seduta. La colpa non è sua ma di Sabatini che avrebbe dovuto accorgersi prima che il lavoro settimanale non era idoneo alle aspettative della squadra e della piazza.
In chiusura, spazio ai talenti del futuro. Quelli in panchina. Siamo contenti, apro una parentesi, di aver visto giusto la scorsa settimana con il ragazzino del Sassuolo, classe '98, Adjapong. Eravamo rimasti stregati nel campionato Primavera, venerdì Di Francesco gli ha fatto fare l'esordio in prima squadra a Torino con la Juve. Vi diamo 5 nomi di allenatori protagonisti in un futuro prossimo. 2 in Primavera e 3 in Lega Pro. Il consiglio, per tutti, è di passare dalla serie B senza fare salti che nell'immediato potrebbero sembrare occasioni della vita, ma in due anni si rivelerebbero trampolini arrugginiti. Mai fare l'errore di Inzaghi e Stramaccioni. I tre della Lega Pro sono Cristian Bucchi (Maceratese), Pasquale Padalino (Matera) e Roberto De Zerbi (Foggia). Non scriviamo mai trascinati dall'onda dei risultati; lo sapete. Scriviamo per convinzione che acquisiamo nel tempo. Bucchi è il vero fenomeno del futuro. Allenatore che si presenta bene, studia e lavora egregiamente in settimana, conosce tutti gli avversari ed è un grande motivatore oltre ad un tattico perfetto. A Macerata ha fatto tutto da solo, senza proprietà e senza Direttore, giustamente sollevato dall'incarico a marzo dalla Presidentessa. Meglio solo Bucchi che Dirigenti in cerca di meriti che prima avevano fatto solo la serie D. La Maceratese è figlia di Bucchi, quando andrà via lui ci sarà il vuoto. Ha vinto 4-1 sul campo della capolista Spal, non battuta ma umiliata. Il prossimo anno Bucchi deve andare in B e si starà mangiando le mani il Perugia che gli ha preferito Bisoli la scorsa estate. Ahi ahi Goretti... De Zerbi a Foggia è un altro predestinato. Al contrario di Bucchi ha una piccola pecca: il carattere. Allenatore con idee innovative, bravissimo a preparare e a leggere la gara e grande intenditore. Da allenatore deve migliorare nel carattere. Lo scontro non sempre aiuta. Ha sbagliato clamorosamente a fare un'altra stagione a Foggia. Deve ripartire dalla serie B, le richieste le aveva. Un allenatore che mi piace da anni ma ha perso tempo, soprattutto a Grosseto con Camilli, è Pasquale Padalino. Ha risollevato il Matera ed è un tecnico che doveva essere nel giro che conta già da 2-3 anni. Di lui ne parlava tanto e bene Antonio Caliendo. Se Padalino avrà una occasione in B vedrete che non la fallirà. Esonerati quest'anno, ma comunque molto bravi, sono Riccardo Maspero e Michele Marcolini. Il tempo è galantuomo e ha dimostrato che i problemi di Mantova e Pavia non erano gli allenatori ma le società. In Primavera sono pronti a spiccare il volo i tecnici di Milan e Torino. Cristian Brocchi è bravo ma la trappola Berlusconi è dietro l'angolo. Se Brocchi si ritroverà, prossimo anno, sulla panchina del Milan prima squadra farà la fine di Inzaghi, se invece partirà dalla B è destinato ad una carriera come Montella e Di Francesco. Sta valorizzando i giovani del Milan e ha lo stile per fare una grande carriera. De Santis, Donnarumma, Felicioli e Locatelli sono il futuro del club. A Torino un altro predestinato: Moreno Longo. Per lui potrebbe esserci l'eccezione. Mi spiego. Il consiglio, a tutti, è di passare per la serie B. Se il Torino decidesse di mettere Longo al posto di Ventura potrebbe anche andare bene. Essendo un figlio del club, Cairo non lo manderebbe allo sbaraglio ma lo tutelerebbe. Allora la scommessa in serie A avrebbe un senso. I campioni del mondo del 2006 oggi vogliono fare, quasi, tutti gli allenatori. Fabio Grosso, da Berlino, lo amiamo e gli consentiamo tutto. Sta facendo ottime cose con la Primavera della Juve. Massimo Oddo non è pronto e a Pescara stanno emergendo tutte le lacune del suo tecnico. Prontissimo per il salto è Rino Gattuso che a Pisa sta lavorando benissimo in una piazza non semplice. Poco futuro per Zambrotta, peccato per Inzaghi che si è bruciato con la benzina e Cannavaro che gioca a fare l'allenatore sfruttando il nome del Campione che fu ma non ha le capacità per svolgere la professione.


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