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Editoriale

Milan, perché dovrebbe pagare Gattuso? Due indizi che scagionano Rino. Le lacrime di Montolivo. Marotta, senza Agnelli e Paratici la musica cambia. Gravina, finalmente un politico dei fatti. De Siervo, buona scelta per la Lega

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
24.12.2018 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 18904 volte

Siccome sarete tutti presi da cene, regali e aperitivi, facciamo un patto: 5 minuti, leggete come ogni lunedì quello che penso e poi tornate a fare le vostre cose della vigilia. La risposta "di quello che pensi tu non ce ne frega nulla" non vale, se in questo momento state leggendo l'editoriale e appositamente avete aperto questa pagina di Tuttomercatoweb. A proposito, piccola marchetta autoreferenziale al sito. Anche in questo anno, Tmw ha fatto registrare numeri pazzeschi. Tra i primi siti in Italia e nel mondo. Non solo per lo sport ma in generale. Il vostro affetto e la vostra stima sono la grande forza per tutta la Redazione e per l'Editore che con sacrifici e intuizioni porta avanti, da anni, un progetto vincente ed affidabile.
Torniamo alle cose nostre perché non possiamo essere buoni neanche a poche ore dalla nascita di Gesù. Il gioco a massacro su Gattuso ha iniziato a stufare. Fateci un favore: esoneratelo così ci togliamo il pensiero. Ogni lunedì sta diventando una farsa. Ma ad una condizione: che ad esonerarlo sia il Milan. Perché Rino viene esonerato, tutte le settimane, dai giornalisti, poi dai procuratori dei calciatori che con lui non vedono il campo, ma i dirigenti rossoneri forse sono più intelligenti di quello che pensiamo. Chi vive da dentro casa Milan non può non concedere due alibi di ferro a Gattuso. In primis Leonardo, e non è una critica verso il brasiliano, dovrebbe ammettere che ha cannato tutto il mercato estivo. Di quelli che ha preso non c'è uno sopra la sufficienza. Passi il 6 politico per Higuain ma dall'argentino non ci potremmo accontentare neanche del 7 fisso. Caldara-Higuain per Bonucci è diventato un disastro per il Milan e un affare per la Juventus. Chi lo avrebbe detto tre mesi fa? Il resto degli acquisti sono stati inutili alla causa di Rino. Questo Leonardo lo sa e non può ignorare i suoi rinforzi. Secondo alibi di ferro: togliete a qualsiasi allenatore mezza squadra titolare e vedete che risultati può ottenere. Gattuso ha perso Biglia e Bonaventura. Mezzo centrocampo. Musacchio, Romagnoli, Caldara e non ha ancora avuto Conti a disposizione. Tutta la difesa out. Higuain che non gira come a Napoli e Torino e senza alternativa presa sul mercato. Ora se vogliamo sparare sul Mister facciamolo pure ma, credo, sia giusto fare una analisi dettagliata. Dopo il mercato e dopo aver recuperato alcuni titolari, potremo dire se l'allenatore è da cambiare o meno. Se poi vogliamo analizzare le singole gare siamo tutti allenati che ad Atene, col Toro e con la Fiorentina il Milan sarebbe da prendere a schiaffi. Caso Montolivo. Purtroppo oggi esistono le Associazioni, i sindacati, i procuratori e gli uomini delle missioni speciali. Se una società vuole mandare in tribuna un calciatore o fargli fare i giri di campo altrove non può farlo perché altrimenti tutti parlano di mobbing. Un tempo, invece, serviva anche da lezione. La società è obbligata a pagare lo stipendio ma dovrebbe essere un diritto della società gestire il tesserato come ritiene più opportuno. Montolivo versa le lacrime, è una vittima di quel cattivone di Gattuso ma la reazione è sempre pari ad un'azione. Il mondo del calcio è piccolo come i loft in centro a Milano. Ma li paghi a caro prezzo. E ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. Mi spiace dirlo perché parliamo di un grande professionista ma, da agente di Montolivo, non capiamo nulla della gestione del calciatore da parte di Giovanni Branchini. Va bene che il tempo passa e cambiano le situazioni, gli interlocutori e le strategie, ma Branchini aveva una grande esperienza e su Montolivo ha fatto tutto il contrario di quello che andava fatto per il bene del calciatore. Avrebbe dovuto ricucire e ha strappato ulteriormente i pantaloni, avrebbe dovuto parlare con la società senza andare ad infangare il nome del Mister e non l'ha fatto, avrebbe dovuto dare consigli diversi a Montolivo che da calciatore e da bravo ragazzo qual è si è fidato del suo agente ma i risultati, da un anno a questa parte, sono stati disastrosi. E' come se Branchini avesse in classifica gli stessi punti del Chievo Verona. Un agente come lui non può commettere certi errori, soprattutto per rendere omaggio alla carriera che ha fatto in passato. Capiamo che ogni cosa ha il suo tempo ma è come se Baggio giocasse ancora a calcio e si trascinasse sui campi di serie D. Errori così ce li aspettiamo da Wanda Nara, non da un guru come Big Giovanni...
Sponda Inter le cose non vanno meglio. Scusate lo scetticismo ma credo che Marotta in nerazzurro non farà miracoli. Attenzione: Beppe è un grandissimo dirigente calcistico ma un conto è fare il Direttore con di fianco Paratici e sopra Agnelli e un altro è incidere con Zhang junior come Presidente e Ausilio, come DS. Grande Direttore Ausilio ma più bravo a lavorare in autonomia che con il tutor. Marotta alla Juventus è diventato Marotta grazie alla Juventus. Prima è sempre stato un ottimo dirigente ma non ai livelli degli ultimi 7 anni. La Juve trasforma tutto in oro. Marotta è un leader assoluto ma per vincere serve anche altro. Gli auguriamo le migliori fortune ma ci teniamo un pizzico di scetticismo. Ad esempio Marotta dovrebbe occuparsi solo di calcio giocato e non di politica di calcio. Ogni iniziativa che ha appoggiato si è rivelata un fallimento. Le squadre B e la chiusura anticipata del calciomercato. Due follie avallate da un Direttore così esperto non possono passare in secondo piano.
A proposito di politica del calcio. Devo fare i complimenti al Presidente della FIGC, Gabriele Gravina, perché ha dimostrato in una settimana di essere uomo dei fatti e non delle chiacchiere. Lunedì scorso lo abbiamo provocato, lui ha risposto dandoci un gancio in pieno volto. Siamo andati, felicemente, al tappeto. Così vogliamo i politici del pallone italiano. Gente con gli attributi che prenda in mano la situazione. In una settimana ha annullato le follie di Marotta e Fabbricini e ha riportato la chiusura del calciomercato al 31 gennaio, come tutti gli altri Paesi europei. Prossimo passo, scontato, la chiusura al 31 agosto. Quella sarà una data ancora più importante. Gravina sta facendo, in pochi mesi, quello che altri non hanno fatto in anni. Perché è un bravo politico? Sicuramente, ma soprattutto perché è uomo di valore e imprenditore di successo.
In Lega nel frattempo si cambia. Luigi De Siervo, ex Presidente Infront, è il nuovo Amministratore Delegato di Via Rosellini. Arriva, dopo un breve passaggio in Infront, ma arriva con competenze e voglia di dimostrare. Ha vinto la corsa su Mammì, ex Sky, che anche se non da Amministratore Delegato una mano potrebbe comunque darla in Lega Calcio viste le sue capacità manageriali. In Lega c'è sempre Fabio Santoro, grande professionista e anima del palazzo, mentre la grave perdita è rappresentata dall'addio di Marco Brunelli. Brutto colpo per la Lega, ottimo colpo per la FIGC. Quel furbacchione di Gravina si prende il Ronaldo della scrivania e gli mette la maglia azzurra dell'Italia. Una cosa è certa, questo nuovo corso politico inizia a piacerci: prendono decisioni, nominano figure importanti e non fanno il gioco dei rinvii. Anche i Presidenti stanno maturando. Stai a vedere che la ridicola estate italiana sia servita, davvero, a qualcosa?
Buon Natale...


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