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Editoriale

Milan, torna il sereno. Fermate Valeri, ammazza il calcio! Ferrero, non vendere Gabbiadini. Lotito, meglio il cavalluccio dell'aquila. Pillole di B e Lega Pro...

Nato ad Avellino il 30 Settembre 1983 è Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb. Vive e lavora a Milano dal 2004. mcriscitiello@sportitalia.com Twitter: MCriscitiello
01.12.2014 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 38721 volte
© foto di Federico De Luca

Prima cosa da dire: ieri il Milan ha giocato con la giusta intensità, ha creato mille occasioni e il falso "nueve" è migliore di quello ufficiale. Inzaghi, in panchina, era scatenato. Contro l'arbitro, ad incitare i suoi e ha cercato di giocare lui. Cappellino e giubbotto sotto la pioggia, Inzaghi iniziava a sentire la pressione. Ha avuto delle risposte importanti dai suoi ragazzi, unico neo è il paradosso per Pippo: tante palle gol create ma zero finalizzate, almeno fin quando Valeri non ha deciso di iniziare a fare il protagonista, nonostante nessuno lo avesse richiesto.
All'ingresso di Pazzini, lo stadio si è riscaldato. Tanti bambini in curva urlavano il suo nome, lo stesso ha fatto la Sud. Inzaghi dovrà iniziare a ricredersi su Torres e puntare maggiormente sull'usato sicuro. C'erano tanti infortunati ed assenti, ieri, nel Milan ma la squadra doveva dare delle risposte che puntualmente sono arrivate. El Shaarawy sta tornando ai suoi livelli, palla al piede è imprendibile e spesso crea la superiorità mandando in difficoltà le difese avversarie. Per il terzo posto, i rossoneri possono giocarsela alla grande perché gli unici pericoli arrivano da Napoli e da Mancini.
Chiusa l'ampia parentesi dedicata ai meriti del Milan, inizia quella dei demeriti di Paolo Valeri da Roma. Definirlo non sereno sarebbe un eufemismo. Bisognerebbe, poi, anche capire come mai Valeri arbitri sempre Milan-Udinese (nel 2010, lo scorso anno e ieri). Ne ha combinate, ancora una volta, di tutti i colori. Nessuno mette in dubbio la sua buona fede ma, semplicemente, le sue qualità lavorative. Non sbaglia tanto Valeri ma chi lo designa per partite di fascia medio-alta. Ieri era imbarazzante a San Siro. Lui fischiava in campo, lo stadio fischiava lui. Galliani bestemmiava in brianzolo stretto, tre file più giù, Pozzo inveiva in furlan. Un arbitro che mette tutti d'accordo è sempre un perdente. Se i tagli del Coni servono ad abolire gli arbitri di porta allora dieci, cento, mille volte W Malagò. Meno incapaci ci sono meglio è. Per non parlare delle giacchette nere, blu o gialle quelle che sono dalla B in giù. Se ci lamentiamo della A, figuriamoci in serie B e C.
Si avvicina Natale, allora, si avvicina gennaio con il suo calciomercato. Un invito al Presidente della Samp, Ferrero. Ci fa ridere, ci fa divertire con i suoi balletti, ci porta serenità perché la Samp viaggia che è una bellezza ma non ceda a gennaio calciatori di valore. Gabbiadini deve finire il suo percorso a Genova e poi pensare ad un trasferimento che meriterebbe in una big. Sinisa ha ancora bisogno di Manolo ma anche Manolo ha bisogno di Sinisa. Queste operazioni si fanno, con calma, in estate e non di fretta e furia a gennaio.
Ci stiamo immaginando il week end di Claudio Lotito. Inizia ad essere sempre uguale. La Lazio non regala soddisfazioni, la Salernitana gli porta gioia. Dopo la sconfitta con la Juve, uno striminzito 0-0 con il Chievo. La Lazio va ad intermittenza come le luci su un albero di natale mentre la Salernitana va ad Aprilia e ne rifila 4 alla Lupa Roma. Granata sempre in testa al Girone C di Lega Pro e una piazza come Salerno che sogna il ritorno nel calcio che conta, anche se la concorrenza resta agguerritissima con Juve Stabia, Benevento e Lecce che non mollano un colpo. Lotito si è fatto i suoi calcoli e se gli riusciranno avrà fatto un miracolo. La differenza tra la Lazio e la Salernitana è che a Salerno Lotito si è affidato ad un ottimo direttore sportivo, come Angelo Fabiani.
Pillole di B: Non chiamatela più favola che da quelle parti si offendono. Il Trapani non è una favola ma il frutto di programmazione. Squadra solida, proprietà seria, allenatore capace e direttore preparato. Boscaglia e Faggiano stanno rendendo grande una piazza che merita queste soddisfazioni, anche se in passato ha visto poche volte il grande calcio. Faggiano, cresciuto all'ombra di Re Giorgio (Perinetti ndr), ha iniziato a camminare, anzi a correre, con le sue gambe. I risultati sono oggettivi. E' la B dei direttori capaci, Faggiano, Giuntoli, Leone e De Vito ma è anche la B dei direttori truffaldini. Tanti, troppi. Come chi fa il direttore sportivo di mestiere e dichiara 170.000 euro di guadagno ma poi ne porta a casa 300.000. Fa da Ds, Dg, Presidente e allenatore. Le sue squadre chiudono sempre il girone di andata da retrocesse, poi si salvano. Sarebbe bello capire perché, alcuni direttori amano così tanto la Svizzera e i loro presidenti fessi dormono beati.
Pillole di Lega Pro: il Bassano, nel girone A, è sempre più meritatamente primo. Asta fa giocare bene la sua squadra e vince anche a Venezia. Un paio di rinforzi in difesa e la B è lì. Iocolano ha richieste in B e potrebbe accettare le lusinghe già a gennaio. Bene anche il Pavia, il Novara e l'Alessandria. Finalmente a Monza Ulizio si è dimesso, dice che la colpa non è sua e che i contratti faraonici non li ha firmati lui. Si è preso mille impegni, consapevole di non poterli mantenere; come la festa estiva. Forse non ricorderà, perchè impegnato ad allestire due squadre contemporaneamente.
Nel girone B sarà una sfida tra Ascoli e Pisa, mentre nel girone C c'è la battaglia più bella. 4 per un posto, tutte le altre non contano. Una certezza, forse, già c'è. La vincitrice del play off uscirà proprio da questo girone, bello, avvincente e imprevedibile. Chi gioca meglio sul mercato di gennaio arriverà primo. Firmiamo?


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