VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi vincerà la Champions League 2017/2018?
  Real Madrid
  Barcellona
  Bayern Monaco
  Manchester United
  Manchester City
  Juventus
  Chelsea
  PSG
  Atletico Madrid
  Roma
  Napoli
  Monaco
  Liverpool
  Borussia Dortmund
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Montolivo: le verità nascoste. San Siro: il Comune parla con l'Inter. Roma: in conflitto con la Storia. Lazio: una dirigenza più snella

15.10.2016 00:00 di Mauro Suma   articolo letto 16860 volte

La carezza di Riccardo Montolivo, molto ben condivisa con un gentiluomo come il suo procuratore e amico Giovanni Branchini, agli odiatori di professione in servizio permanente effettivo sui social ha suscitato tre tipi di reazioni: la persona perbene ha applaudito, la persona severa ma non accanita si è accorta di aver esagerato e ha abbozzato, il volgarone ha proseguito nei suoi dileggi e nei suoi improperi. Ma non è questa la situazione da fotografare e monitorare. La difesa di Gianluigi Buffon (chapeau) nei confronti di Montolivo contro lo scandalo dei fischi pregiudiziali sul capitano rossonero (cercato da Max Allegri per tutta l'estate) ha generato solidarietà nei confronti dell'infortunato ma ha tenuto la questione a pelo dell'acqua, in superficie. Bisogna invece andare in profondità. A Montolivo in realtà non si imputano prestazioni o rendimento. Lui è destinato infatti ad essere un giocatore amato dagli allenatori (perchè in campo sistema sempre tante cose nell'interesse della squadra, perchè va spesso fuori posizione per andare a risolvere le piccole cose che qua e là non vanno, perchè se gioca bene non se ne accorge nessuno e se gioca male insorgono tutti vista anche la difficoltà e la delicatezza del ruolo), ma criticato da giornalisti e tifosi. Ci sta e non è questo il punto. La sordida rabbia social nei confronti di Riccardo è determinata da due aspetti: viene accusato di essere stato l'ispiratore dell'esonero di Clarence Seedorf. Non è così, la decisione è stata presa in tempi non sospetti da Silvio Berlusconi. Viene infine sospettato di un prolungamento contrattuale estivo governato da chissà quali meccanismi. Non è così, il rinnovo a Montolivo lo ha voluto fortemente in prima persona sempre Silvio Berlusconi.

Da sempre, storicamente, il comune di Milano ha un occhio di riguardo nei confronti dell'Inter rispetto al Milan: lo stadio "Meazza", il piazzale dello Stadio "Angelo Moratti", il Famedio al fondatore rossonero Herbert Kilpin (il 22 Ottobre il Centenario della Morte) ma a patto che ci sia anche il pittore che ha disegnato per primo (non quindi il fondatore effettivo a sua volta) lo stemma interista ovvero Giorgio Muggiani. Per cui quello che sta facendo il neo sindaco Giuseppe Sala, interista dichiarato ed è una passione calcistica legittima naturalmente, si colloca sulla stessa linea, Lui dice: io con Suning parlo e su San Siro hanno grandi progetti. Il Milan dovrebbe sbrigarsi, estremizziamo, perchè sennò potremmo anche farne senza. Se così fosse, sarebbe come minimo un po' sbrigativo. Il Milan è alle porte di un closing cruciale e dal momento che San Siro è stato costruito 90 anni fa dal presidente rossonero Piero Pirelli, un pizzico di pazienza in più non guasterebbe. Vero che il Milan ha lavorato per molti mesi al progetto di un nuovo stadio, ma alla fine Silvio Berlusconi ha scelto e voluto con grande slancio e affetto San Siro. Vero e meritorio che il sindaco Sala abbia parlato con l'alta dirigenza nerazzurra a margine del recente Inter-Juventus. Se per caso decidesse però, se per caso gli capitasse di andare almeno una volta a vedere anche una partita del Milan, forse potrebbe iniziare a confrontarsi anche con l'altra parte della Città. Cogliendone la vocazione e conoscendone i tempi del cambiamento. Senza steccati di carattere politico che nel calcio non hanno ragion d'essere. Il sindaco Raggi a Roma è molto attenta a non perdere l'equilibrio fra l'una e l'altra squadra.

La Storia continua a stuzzicare la Roma. A Luglio, in occasione di un Consiglio federale, la Lazio è stata sul punto di raggiungerla come numero di Scudetti: oggi 3-2 per la Roma, ma con il rischio del 3-3 per l'assegnazione postuma del titolo 1914-15. Cosa che prima o poi potrebbe accadere. Ma non basta: documenti prefettizi dell'epoca sembrano certificare che al momento della propria nascita, nel 1927, la Roma fosse in Serie B. Poi riammessa alla massima serie, per l'allargamento della Prima Divisione nazionale. Una chicca che nulla toglie alla passionalità del popolo giallorosso e al nome della Città Eterna che la Roma ha fatto proprio, ma che sotto sotto fa godere i rivali laziali.

Stanno succedendo molte cose nella Roma. Un gran movimento, grandi assestamenti. Tutti ai vertici. Il presidente Pallotta ha dovuto smentire duramente Bloomberg sulle ipotesi di cessione del Club, ha lasciato Walter Sabatini, è arrivato Umberto Gandini, lo stesso dicasi per Frederic Massara e per Franco Baldini che, si precisa, non sarà il direttore sportivo, ma farà il consulente. Mentre rimane al suo posto Mauro Baldissoni. Grandi professionalità e grandi competenze in casa giallorossa. In questo senso stride però il confronto con l'altra squadra della città. Sarà anche più ruspante e meno ambiziosa, ma alla Lazio fanno tutto in due, Claudio Lotito e Ighli Tare. Anche se di recente si è aggiunto, a livello di comunicazione. Arturo Diaconale. Saranno anche più accentratori, ma rispetto a quanto accade in casa Roma c'è una maggiore snellezza complessiva.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Montella, questo Milan ha bisogno di identità. Verona, in "Pecchiata" verso il baratro. Baroni, è stato bello... Juve e Napoli, avanti così! 25.09 - Quest'ultima giornata di campionato ci consegna diverse cartoline. Una da Milano: una volta l'Inter queste partite non le avrebbe mai vinte, invece, anche se non indovina la domenica giusta Spalletti fa punti. Nel calcio si dice: sono segnali. Seconda cartolina da Torino: Mihajlovic...
Telegram

EditorialeDI: Marco Conterio

Troppe Serie A, il calcio sia riformato subito: chi ha la memoria corta non è De Laurentiis. Juve schiacciasassi e Higuain non è diventato un brocco mentre il Torino è ancora vittima degli eccessi di Mihajlovic. 24.09 - I campionati di Serie A vanno avanti. No, non c'è refuso e neppure stortura in questo attacco ma la pura e semplice, nonché amara, verità. La Juventus, il Napoli e la Roma sono da Champions. Inter e Milan degne di una lega d'alto spessore e perché no pure una Lazio mai doma nonostante...

EditorialeDI: Mauro Suma

Andrè Silva: a Suso era andata molto peggio. Moratti: ruolo operativo non significa quote. Napoli: e goditela una volta per tutte! 23.09 - C'è qualcosa di psicologicamente ossessivo e di calcisticamente patologico nei detrattori di Andrè Silva. Dopo la tripletta di Vienna, era la fine del mondo se un talento del genere non giocava contro l'Udinese. Dopo la Spal, è tornato un boomerang da usare contro la campagna acquisti...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Campionato falsato, subito la riforma e premio-promozione. I limiti dell’Inter, a gennaio uno fra Ozil, Draxler e Vidal. Juve, i nodi di un mercato modesto. Howedes rotto, Douglas Costa fantasma. Con Uva in Uefa l’Italia più forte 22.09 - Dopo cinque giornate è già abbastanza chiaro che il campionato è falsato. Facendo una proiezione, a dicembre, ma forse prima, la situazione sarà già ben delineata con 7-8 squadre in corsa per i posti che contano, quattro o cinque in lotta per non retrocedere e le altre (troppe) senza...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Il Napoli è devastante, Juve alla tedesca. Il duello è appena iniziato... 21.09 - Impossibile non parlare di calcio giocato nella sera dell'infrasettimanale. Impossibile non parlarne dopo una serata piena di emozioni e che regala al campionato dopo 5 giornate le due prime della classe lassù in testa alla classifica a punteggio pieno con una dimostrazione di forza...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Inter, buon carattere…. Mondi diversi: Patrick vs Patrik! Sarri perché non parla? E poi CR7 a Lisbona! 20.09 - L’Inter si ferma a quattro vittorie. A Bologna, i nerazzurri non vanno oltre l’1-1. Straordinari i giocatori di Donadoni, bravi a non mollare quelli di Spalletti. Onestamente Icardi (altro gol) e compagni non hanno incantato. Nella prima frazione, il Bologna ha dominato con un Verdi...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: l'incoerenza di chi non vuol vedere (occhio a Higuain...). Inter: c'è un nemico alle porte (ma anche una soluzione). Milan: il rebus del "9" e altre malignità. Napoli: se il problema è fuori dal campo 19.09 - Ciao. Stasera c’è il campionato, domani pure, dunque qualunque cosa io scriva rischia di essere usata contro di me. Per questo e per altri motivi ragioneremo su cose frivole. Per esempio, non so se avete letto, ma la migliore amica della piacente cantante Selena Gomez le ha donato...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Juve, ormai vincere in Italia non basta. Pecchia e Baroni, i conti non tornano. Sassuolo, il mercato non perdona. Visto Montella? Bastava metterli dentro... 18.09 - La Juventus vince e passeggia in Italia ma, ormai, non basta più. Vedere Dybala segnare e realizzare triplette non fa più un certo effetto perché, anche se il nostro campionato è leggermente migliorato, la Juventus è ancora troppo avanti sulla concorrenza. Certo, il Napoli c'è e anche...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Allenatori, la rivoluzione silenziosa: il vento è realmente cambiato? Tra podio, sottovalutati e chi ha tutto da dimostrare: ecco il nuovo trend dei presidenti di Serie A 17.09 - Parto da una rapida riflessione, prima di arrivare al nocciolo della questione: se Conte o Simeone a maggio avessero accettato la mega-offerta dell'Inter, questa estate probabilmente solo due club di Serie A avrebbero cambiato allenatore per la stagione appena iniziata. I nerazzurri,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan, da Romagnoli a Conti. Inter e Juve: primo, minimizzare. Roma, Il Ninja sbuffa 16.09 - Il Milan della scorsa stagione, pur con una rosa più stretta e meno qualitativa, ha superato le lunghe degenze di Montolivo prima, di Bonaventura poi e di Abate da Febbraio in poi. Il Milan di questa stagione è e deve essere in grado, con tutta la sua attrezzatura, di fronteggiare...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.