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Editoriale

Morata, la settimana della verità. Inzaghi, non farti illudere dal Brasile: Balotelli é un problema. Ausilio, il piano Inter ci convince. Serie B, top e flop degli allenatori

Nato ad Avellino il 30-09-1983 vive e lavora a Milano dal 2005. Direttore di Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb. Organizzatore e conduttore del Gran Galà del Calcio Aic 2011 e 2012. Twitter: MCriscitiello
16.06.2014 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 60627 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

La Juventus sta preparando il colpo Morata. Il calciatore che maggiormente serve ad Antonio Conte per rinforzare la linea offensiva. Morata al posto di uno tra Vucinic e Quagliarella (promesso al Galatasary con Mancini, in dubbio adesso senza Mancio) darebbe maggiore sostanza internazionale all'attacco bianconero. Serve sistemare anche la difesa e confermare il centrocampo.
Morata, la cui trattativa è portata avanti magistralmente dall'Avvocato Bozzo che rischia paradossalmente di perdere Quagliarella, è il calciatore ideale per Conte. Giovane, forte e ancora in attesa di esplodere definitivamente. Marotta e Paratici sono la vera garanzia della Juventus che ogni anno fa un passo in avanti e in Italia continua a non avere avversari di grido. Prende corpo anche il nuovo Milan di Pippo Inzaghi che, nel frattempo, non perde le buone abitudini e va a godersi la sua casa nel palazzo Palace di Formentera. Passi Menez, e pure Alex, ma basta con i parametri zero e calciatori che già hanno vissuto la loro fase migliore. Galliani, vecchia volpe del calcio italiano e garanzia assicurativa rossonera, trovi dei giovani di valore e prospettiva. Il futuro passa da lì. Inzaghi con i ragazzini è una garanzia e il nuovo corso deve avere prospettive sul futuro. Balotelli, lo abbiamo scritto nelle ultime tre settimane, è oro per Prandelli ma un problema per Inzaghi. Mario è un fenomeno nelle competizioni brevi, un problema per il campionato che dura 10 mesi. Il Milan deve sperare in una grande competizione da parte di Balotelli per venderlo, fare cassa e reinvestire. Strategia semplice ma vincente. Come quella dell'Inter. Branca ha fatto perdere un anno al club nerazzurro. Piero Ausilio si muove bene, ha agganci giusti ed è persona onesta. La vera garanzia per i tifosi interisti è lui. Il settore giovanile negli anni lo ha creato lui. I giovani di valore che avanzano nel nostro sistema. La differenza tra Inter e Milan è in questa strategia. Il Milan punta sugli over 30, l'Inter sui giovani, anche se entrambe le milanesi non hanno un euro per fare mercato.

In chiusura i 3 top e i 3 flop sulle panchine di serie B. Top assoluto Roberto Breda del Latina. Dal suo arrivo ha cambiato mentalità e gioco alla squadra laziale. È giovane e preparato, dinamico e pragmatico. La serie A lo aspetta. Tra i nostri tre top anche la coppia del Bari Alberti-Zavettieri che ha saputo costruire un miracolo e lo ha portato avanti fino alla fine. Iachini non lo inseriamo perché sarebbe scontato, quindi ci giochiamo la terza posizione con Sarri. Silenzioso ma gran lavoratore. Pessimo comunicatore ma esempio di tattica. La sue squadre rendono sempre al meglio. Tra i flop: Stefano Sottili del Varese. Non ha saputo dare equilibrio alla squadra. Non ha dato un'anima al gruppo e solo il suo esonero ha salvato la squadra. È bastato un cambio repentino alla fine e l'allenatore meno preparato della categoria, Alfredo Aglietti, per evitare la C al Varese. Tra i flop, ovviamente, proprio Aglietti. Il secondo budget della categoria non è servito ad Aglietti, al quale era stato affidato il ruolo di Manager mascherato, con poteri sul mercato estivo. Un disastro dentro e fuori dal campo. A tutti i DS italiani, per il loro bene, consigliamo di evitare in futuro scelte come Aglietti. Sarebbe la distruzione del club e di un patrimonio tecnico ed economico. Basta dire che non si era neanche accorto del valore di Manconi, ora nel mirino di Udinese e Palermo. Terzo ed ultimo flop della B, certamente, l'allenatore del Cittadella Foscarini. Una delusione più che tecnica umana. Si è nascosto dietro alle manovre del suo Direttore e, se fosse stato per i meriti suoi e della squadra, il Cittadella sarebbe retrocesso da due mesi. Siccome siamo in Italia, dove tutto è consentito, Foscarini si è salvato ma la delusione umana resta per uno che consideravamo con ben altri valori sportivi.


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