VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
 
SONDAGGIO
Chi vincerà la Champions League 2017/2018?
  Real Madrid
  Barcellona
  Bayern Monaco
  Manchester United
  Manchester City
  Juventus
  Chelsea
  PSG
  Atletico Madrid
  Roma
  Napoli
  Monaco
  Liverpool
  Borussia Dortmund
  Altro

TMW Mob
Editoriale

Pallone d'Oro, incenso e mirra: la Buffonata ha ragione d'esistere. Juventus, dieci anni avanti agli altri. Roma, questa stagione o mai più. Milan-Napoli, chi perde dice addio allo Scudetto

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
04.10.2015 08:12 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 85909 volte

Cinquantanove candidati. Da Cristiano Ronaldo a Messi, passando per Tevez, Aguero o Griezmann. Tutti in lista per un Pallone d'Oro che ama essere autoreferenziale, perché la questione è vecchia come il gioco del futbol. Chi è il migliore al mondo? È possibile in un gioco di squadra trovare il calciatore nettamente più forte degli altri, il più decisivo, quello che in ogni gara riesce ad avere quel guizzo in più? Ci sono dei dati oggettivi sui quali basarsi, ma è necessaria una domanda, e poi una premessa. La questione è: a che gioco sta puntando la FIFA? L'anticamera è dovuta, quando se ne discute: è giusto premiare chi è riuscito - grazie a prestazioni individuali e di squadra - a vincere durante l'anno, oppure è meglio essere coerenti fino alla fine, considerare più variabili e poi affidarlo all'attaccante (questi premi sono per fantasisti e punte, poco altro da dire) più bravo? Difficile non considerare Messi e Cristiano Ronaldo di un altro pianeta, dualismo bello come quello di Pelè e Maradona pure distante secoli calcisticamente parlando. Così, finché l'asticella sarà la loro, potranno dividerselo all'infinito. Umanamente ingiusto ma calcisticamente appropriato: chi si è arrabbiato perché la FIFA ha dimenticato Buffon ha poi sottolineato come Sneijder e Milito abbiano, di fatto, smascherato il giochino, che dal 2010 in premio non è più lo stesso, e via cantando. Peccato che i migliori fra gli illustri sconosciuti, da Atsu a Luongo, con Okazaki e Carlos Sanchez, abbiano comunque portato lustro al proprio curriculum, con una vittoria con la nazionale, con una finale, con un qualcosa di memorabile che farà diventare il 2015 come uno degli anni migliori della propria carriera. E poi, verrebbe da dire che a Buffon non frega niente. "Solo i giornalisti chiamano per queste cose", parola di Silvano Martina, il suo agente. D'altronde vince uno solo e Gigi, con un 2006 strepitoso, lo avrebbe meritato lì. Una nomination in più o in meno non cambia alcunché, mentre fa felice quelle componenti della FIFA che si sentono marginali. Insomma, nessuno scandalo. Si fa per dire.

Tiremm Innanz, direbbe Amatore Sciesa, ma non troppo. Perché il campionato assiste alla prima vittoria di Carpi e Frosinone, una ieri sera e l'altra lunedì scorso, ma pure all'involuzione clamorosa della Juventus. Giusto dire che lo è, perché per anni i bianconeri hanno dominato in lungo e in largo il campionato, mentre quest'inizio è faticoso, al contrario di una Champions dove c'è una seria ipoteca sul passaggio del turno. Ecco, la Juve sta vivendo un momento di passaggio, e potrebbe pure durare qualche tempo. Mi ricorda molto da vicino quello che è capitato al Bayern Monaco di qualche anno fa, quando il Borussia Dortmund di Klopp faceva incetta di trofei e record, distruggendo qualsiasi cosa passasse davanti alla sua strada. Il Bayern aveva un progetto serio e i ricavi stavano esplodendo, più di qualsiasi società di Bundesliga. Non è un caso se i bavaresi hanno raggiunto fatturati da Premier League, pur con un incasso derivante dalle televisioni infinitamente più basso. E senza sceicchi, solo con la programmazione. La Juventus sta facendo la stessa cosa: ha reso pubblico il bilancio in settimana, gli introiti sono di 360 milioni di euro, quasi il doppio rispetto a tutte le altre. I bianconeri possono steccare un anno, forse anche due, ma poi riapriranno un ciclo: quattro Scudetti di fila bastano e avanzano, e non è mica detto che sia finita qui. L'Inter non convince del tutto, la Fiorentina è da testare, il Napoli deve crescere. E la Roma è la grande favorita per lo Scudetto, al di là di quanto si possa dire: vero che Dzeko rimarrà ai box, pacifico che non ci sia una seria alternativa al bosniaco, ma i giallorossi hanno investito tanto. Forse troppo, perché la UEFA non permetterà di sforare ulteriormente i parametri del financial fair play. Il che significa, dopo gli oltre 30 milioni di euro di negativo dello scorso anno, vincere ora o mai più, perché il bilancio ha bisogno di essere alimentato. Centottanta milioni di euro (o poco più) valgono un Milan senza Champions, o comunque poco meno. Difficile essere iper competitivi senza vendere, soprattutto in un momento di esplosione dei fatturati. Se la Roma piange l'Inter non ride di certo. Lì entrano in gioco altri meccanismi, ma il deficit è comunque altissimo: insomma, la Juve non ha assolutamente un avversario credibile per i prossimi cinque anni. Almeno non economicamente. E il pallone non è più la storia romantica dell'Hellas di Bagnoli. Poi non sempre vince il più forte, ma le percentuali sono bulgare.

Infine, opportuno complimentarsi con i cinque gol di Sergio Aguero in venti minuti (i pokerissimi vanno di moda, dopo l'irraggiungibile Lewandowski) che non fanno di lui il miglior centravanti al mondo, bisogna registrare il solito flop sabato del Chelsea, oramai una consuetudine, con Mourinho che non sa più che pesci pigliare pure quando va in vantaggio, tradito da praticamente tutte le sue certezze. Ha detto addio alla Premier, oramai, perché i punti di distanza sono dieci. E lo farà anche chi, fra Milan e Napoli, dovesse perdere stasera. Perché il ciapanò della Serie A, è vero, rischia di rimettere in carreggiata le concorrenti più improbabili (magari non il Sassuolo, sebbene Zampagna possa tifare l'eventualità) ma è difficile che una delle due riesca, di colpo, a trovare bacchetta magica e risolvere i problemi. I rossoneri crescono una partita e si ridimensionano quella successiva, mentre gli azzurri devono trovare la quadratura: Sarri ha un grandissimo centravanti e una super batteria di incursori. Ma, d'altro canto, sembra che il Napoli non abbia la maturità giusta per trovare una striscia di dieci vittorie consecutive per recuperare, eventualmente, tutti i punti alle avversarie. Ammesso e non concesso che una fra Inter e Fiorentina sia in grado di reggere un ritmo vertiginoso.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Montella, questo Milan ha bisogno di identità. Verona, in "Pecchiata" verso il baratro. Baroni, è stato bello... Juve e Napoli, avanti così! 25.09 - Quest'ultima giornata di campionato ci consegna diverse cartoline. Una da Milano: una volta l'Inter queste partite non le avrebbe mai vinte, invece, anche se non indovina la domenica giusta Spalletti fa punti. Nel calcio si dice: sono segnali. Seconda cartolina da Torino: Mihajlovic...
Telegram

EditorialeDI: Marco Conterio

Troppe Serie A, il calcio sia riformato subito: chi ha la memoria corta non è De Laurentiis. Juve schiacciasassi e Higuain non è diventato un brocco mentre il Torino è ancora vittima degli eccessi di Mihajlovic. 24.09 - I campionati di Serie A vanno avanti. No, non c'è refuso e neppure stortura in questo attacco ma la pura e semplice, nonché amara, verità. La Juventus, il Napoli e la Roma sono da Champions. Inter e Milan degne di una lega d'alto spessore e perché no pure una Lazio mai doma nonostante...

EditorialeDI: Mauro Suma

Andrè Silva: a Suso era andata molto peggio. Moratti: ruolo operativo non significa quote. Napoli: e goditela una volta per tutte! 23.09 - C'è qualcosa di psicologicamente ossessivo e di calcisticamente patologico nei detrattori di Andrè Silva. Dopo la tripletta di Vienna, era la fine del mondo se un talento del genere non giocava contro l'Udinese. Dopo la Spal, è tornato un boomerang da usare contro la campagna acquisti...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Campionato falsato, subito la riforma e premio-promozione. I limiti dell’Inter, a gennaio uno fra Ozil, Draxler e Vidal. Juve, i nodi di un mercato modesto. Howedes rotto, Douglas Costa fantasma. Con Uva in Uefa l’Italia più forte 22.09 - Dopo cinque giornate è già abbastanza chiaro che il campionato è falsato. Facendo una proiezione, a dicembre, ma forse prima, la situazione sarà già ben delineata con 7-8 squadre in corsa per i posti che contano, quattro o cinque in lotta per non retrocedere e le altre (troppe) senza...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Il Napoli è devastante, Juve alla tedesca. Il duello è appena iniziato... 21.09 - Impossibile non parlare di calcio giocato nella sera dell'infrasettimanale. Impossibile non parlarne dopo una serata piena di emozioni e che regala al campionato dopo 5 giornate le due prime della classe lassù in testa alla classifica a punteggio pieno con una dimostrazione di forza...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Inter, buon carattere…. Mondi diversi: Patrick vs Patrik! Sarri perché non parla? E poi CR7 a Lisbona! 20.09 - L’Inter si ferma a quattro vittorie. A Bologna, i nerazzurri non vanno oltre l’1-1. Straordinari i giocatori di Donadoni, bravi a non mollare quelli di Spalletti. Onestamente Icardi (altro gol) e compagni non hanno incantato. Nella prima frazione, il Bologna ha dominato con un Verdi...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: l'incoerenza di chi non vuol vedere (occhio a Higuain...). Inter: c'è un nemico alle porte (ma anche una soluzione). Milan: il rebus del "9" e altre malignità. Napoli: se il problema è fuori dal campo 19.09 - Ciao. Stasera c’è il campionato, domani pure, dunque qualunque cosa io scriva rischia di essere usata contro di me. Per questo e per altri motivi ragioneremo su cose frivole. Per esempio, non so se avete letto, ma la migliore amica della piacente cantante Selena Gomez le ha donato...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Juve, ormai vincere in Italia non basta. Pecchia e Baroni, i conti non tornano. Sassuolo, il mercato non perdona. Visto Montella? Bastava metterli dentro... 18.09 - La Juventus vince e passeggia in Italia ma, ormai, non basta più. Vedere Dybala segnare e realizzare triplette non fa più un certo effetto perché, anche se il nostro campionato è leggermente migliorato, la Juventus è ancora troppo avanti sulla concorrenza. Certo, il Napoli c'è e anche...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Allenatori, la rivoluzione silenziosa: il vento è realmente cambiato? Tra podio, sottovalutati e chi ha tutto da dimostrare: ecco il nuovo trend dei presidenti di Serie A 17.09 - Parto da una rapida riflessione, prima di arrivare al nocciolo della questione: se Conte o Simeone a maggio avessero accettato la mega-offerta dell'Inter, questa estate probabilmente solo due club di Serie A avrebbero cambiato allenatore per la stagione appena iniziata. I nerazzurri,...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan, da Romagnoli a Conti. Inter e Juve: primo, minimizzare. Roma, Il Ninja sbuffa 16.09 - Il Milan della scorsa stagione, pur con una rosa più stretta e meno qualitativa, ha superato le lunghe degenze di Montolivo prima, di Bonaventura poi e di Abate da Febbraio in poi. Il Milan di questa stagione è e deve essere in grado, con tutta la sua attrezzatura, di fronteggiare...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.