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Editoriale

Per favore, regalate un addetto stampa a Montella. Siamo tutti napoletani fino a maggio. Sassuolo, esonerato Bucchi ma Squinzi faccia mea culpa. Un giorno al telefono con Viscidi e vi dico che...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
27.11.2017 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 40730 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il Milan primo in Europa League è un dato drogato da una competizione senza senso voluta dalla politica di Platini. Certamente serve per fare ranking ma è altrettanto vero che il metro di giudizio è il campionato. Sono uno di quelli che, in estate, era galvanizzato dalla campagna acquisti del Milan. Euforico. Sono un amico di Mirabelli perché è una persona che stimo e un Direttore che apprezzo. Ha fatto la gavetta e conosce tanti calciatori. Un ottimo talent scout e un professionista serio. Conosco meno Fassone ma per quel poco che ho conosciuto è un valido professionista bravo a fare i conti, un vero manager utile anche in Lega, ma non un tecnico; infatti ha Mirabelli. In estate ho ripetuto all'infinito che una squadra così nuova, quest'anno, non avrebbe potuto puntare allo scudetto ma sinceramente credevo nella lotta per il quarto posto. Quando compri tanti calciatori, sicuramente, qualcuno lo puoi sbagliare e Mirabelli qualche flop l'ha preso. Gli dissi, nella mia presunzione, di mollare Biglia. Ma per il resto mi sembrava un'ottima squadra. Dissi pure che Montella andava mandato via prima che loro entrassero a Milanello ma questo è stato l'errore più grave. Un Milan messo così male a novembre non me lo sarei mai aspettato. Squadra senza gioco, idee e punti. Già fuori dalla corsa alla Champions e un campionato mediocre. A San Siro giustamente fischiano ma anche Fassone e Mirabelli, nella loro testa, hanno fatto lo stesso. Oggi cambiare Montella non serve. La frittata è fatta e il campionato è andato. Una cosa, però, ancora si può fare: o mettete Montella in silenzio stampa perenne o gli regalate un addetto stampa personale. Toglietegli quel sorrisino da furbetto dalla faccia che tutto è tranne che furbo. Sembra, quando parla, che ti prenda in giro e non ti dà una spiegazione seria di questo strazio neanche a pagarla oro. Ti dice "stiamo crescendo" ma lo vede solo lui. Non ti spiega perché la stagione è andata a farsi benedire da subito né perché questa squadra non gioca a calcio. Dovrebbe dare spiegazioni tecniche, di gruppo e parlare di calcio. Non lo fa mai perché non sa cosa dire. Adesso è vero che i pronostici sul Milan sono stati cannati ma da Montella ci aspettiamo il perché di questa mediocrità a fronte di una squadra costata circa 250 milioni di euro.
Cambiamo tema: sapete che vi dico? Fino a maggio, tranne gli juventini, siamo tutti napoletani. Adesso chi legge starà pensando... "Scemo parla per te, io Napoli la odio e non voglio che vinca nulla". Certamente l'Inter ci crede e fa bene perché quest'anno può provare il blitz, la Juve naturalmente si sente ancora la più forte e anche la Roma sogna lo scudetto ma è utopistico pensare alla vittoria del campionato già al primo anno dell'era Di Francesco. Il Napoli può farcela e, lasciatemelo dire, anche se non sono un tifoso del Napoli, sarebbe bello che vincesse il campionato lo vincesse una squadra nuova con una piazza pronta a far festa per i prossimi 10 anni. Gli ultimi campionati italiani sono passati in cavalleria perché se vince la Juventus è naturale come andare a fare la spesa il sabato pomeriggio. Sarebbe anche giusto uno scudetto a Napoli, testimonianza di costanza e programmazione da quando è arrivato Sarri.
In basso alla classifica trema il Sassuolo. 9 lettori su 10 adesso penseranno che scrivo questo perché sono amico di Bucchi. In parte è vero ma non scrivo mai per amicizia, al massimo per conoscenza diretta. Premesso che sono stato il primo a consigliare a Bucchi quest'anno di andare a Bari da Sogliano e Gatti ma, di fronte alla proposta del Sassuolo, sono stato prima del primo a dire di accettare il biennale. Per due ragioni: passare dalla C alla A, in due anni, è un traguardo che capita a pochi ma è un giusto premio a chi fa i miracoli a Macerata e Perugia con società che non puntavano a nulla e grazie al suo mister si sono ritrovate, per sbaglio, nei play off. E perché il Sassuolo è, era, sarà una società modello. Bucchi ha idee, ottima gestione del gruppo e fa giocare bene le sue squadre. Ho capito. Starete pensando anche che, allora, questo a Sassuolo è il fratello di Bucchi. Premesso che un allenatore, alla prima esperienza in serie A, può commettere degli errori andrei più a fondo per non soffermarci sulla solita litania che la colpa è sempre degli allenatori. Sapete cosa vi dico? Il Sassuolo, dopo il Benevento, e alla pari della Spal e del Crotone, ha la peggiore rosa di tutta la serie A. Poi diamo la colpa al Mister ed è giusto che ieri sera sia arrivato l'esonero ma se Carnevali esonerasse anche Angelozzi non farebbe uno sbaglio. Bucchi, tutta l'estate, ha chiesto una punta. Doveva arrivare uno tra Pavoletti e Zapata e Matri sarebbe dovuto andare a Parma. Fine del film: Zapata alla Samp, Pavoletti a Cagliari e Matri al Sassuolo. Cannavaro è un ottimo difensore ma il tempo passa anche per lui. Acerbi un giocatore normalissimo che appena ha alzato il tiro è stato rispedito a casa con scarsi risultati. C'è gente a Sassuolo senza motivazioni che ormai gioca a calcio come se lavorasse in posta. Magnanelli, Missiroli e soprattutto Berardi. Giocatore che non ha più nessuna motivazione a fare bene al Sassuolo dopo il prolungamento del contratto fino al 2040. Ha un po' deluso Falcinelli ma capisci bene che se per recuperare una partita con il Verona devi buttare nella mischia un '99, la società qualcosa ha sbagliato. Carnevali è un ottimo manager e ci meraviglia non poco questa campagna estiva al ribasso. Ha rischiato troppo e adesso potrebbe anche bruciarsi. Bucchi è stato esonerato e va a casa, certamente chi paga è sempre il Mister, ma un esame di coscienza dovrebbe farlo soprattutto chi ha costruito una squadra che non sarebbe tra le prime 3 neanche in B. P.S.: il Sassuolo era già scoppiato lo scorso anno con Di Francesco. Basta vedere la media punti.
In chiusura torno su un tema affrontato la scorsa settimana. Nelle puntate precedenti...
In una riga riassumo: dove vogliamo andare con la nostra Nazionale se tutte le giovanili le affidiamo ad un allenatore, Maurizio Viscidi, che in carriera ha fatto solo C e poca B e non allenava da 4 anni prima che Sacchi lo portasse a Coverciano? Nulla contro Viscidi, che neanche conosco, ma è una riflessione a voce alta. Bene. Dopo il mio editoriale posso dire, almeno, di conoscere la voce di Viscidi. Il capo delle giovanili azzurre mi ha contattato e in maniera molto educata mi ha spiegato molte cose. Ho apprezzato e conto di conoscerlo di persona a Milano. Idee chiare, gentile e non presuntuoso, convinto del lavoro che sta facendo, pur riconoscendo che il sistema deve crescere. Abbiamo parlato di calcio 25 minuti e ho ripetuto quanto scritto. Mister, nulla contro di Lei, neanche ci conosciamo ma facevo una riflessione pubblica che le trasferisco in forma privata visto che quello che scrivo lo ripeto anche in faccia alle persone. Mi ha risposto con fatti e non con chiacchiere. Mi ha spiegato metodo di lavoro e ha insistito su un concetto: sicuramente non ho un grande curriculum da allenatore anche se 200 panchine in C e 80 in B non sono poche. Mia risposta: lei non si rende conto del ruolo importante che ricopre. Gestisce i giovani della Nazionale di tutte le categorie e 200 panchine in C e 80 in B sono poche. Mi spiega che come allenatore non è arrivato, forse, per limiti caratteriali ma per fare il selezionate ci vogliono altre caratteristiche. Mi ha fatto l'elenco del suo lavoro e, sinceramente, mi ha convinto della bontà del suo progetto. A volte basta spiegare le cose. Qui ammette le sue colpe: "comunico poco e faccio delle cose che nessuno sa, così come le nostre giovanili". Rimarco che questo, al 2017 quasi 2018, è un grande difetto e un selezionatore che ha in mano tutti i giovani della Nazionale almeno due volte all'anno deve spiegare che lavoro sta facendo. Certamente molto dipende dai club ma anche la Nazionale può far maturare i nostri ragazzi. Viscidi ha le idee chiare, il problema adesso è che nel palazzo anche lui non sa più con chi parlare. Forse, il portinaio di Via Allegri è pronto ad ascoltarlo.


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