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Editoriale

Prandelli caparbio. Ora attenzione al Costa Rica, per non finire come i polli di Tabarez

15.06.2014 02.27 di Italo Cucci   articolo letto 31176 volte
© foto di Federico De Luca

Ho intercettato un tweet di Balotelli, sicuramente spedito dalla panchina di Manaus: un pernacchio di centoquaranta battute. Un pernacchio dirompente - sparato mentre scriveva - che ha spaventato anche Prandelli, Pareva una scossa di terremoto. Un pernacchio indirizzato alle migliaia di nemici illustri e meschini che tentano di rovinargli la vita e di farlo fuggire dall'Italia. L'Italia che ha fatto vincitrice nel primo match del Mundial brasiliano, piegando un'Inghilterra arrivata in Brasile con l'illusione di riprendere il possesso di una superiorità sugli azzurri che ormai appartiene solo a un altro secolo, quando anche una sconfitta con gli albionici diventava eroica. Un pernacchio che s'è sentito anche ad Arcore, dove l'istruttore tecnico di Balotelli - Silvio Berlusconi - si agitava davanti al televisore e cercava di far arrivare il suo grido disperato a quel ragazzo inquieto e disubbidiente. Poi, al 49', un'imbeccata magica di Candreva e il Bad Boy ha infilato la rete del 2-1, della vittoria. In quel momento, una legione di criticonzi s'è riscoperta balotelliana resettando in un attimo il cervello impostato contro il ragazzo nero che nel suo drammatico percorso di vita ha trovato, insieme a quello che gli ha dato il cognome, un altro padre, Cesare Prandelli. Spesso accusato di essere un parroco accomodante e imbottito di sermoni, il Cesare ha mostrato d'essere un caparbio sostenitore delle proprie scelte - anche sbagliate se rivediamo gli impacci paurosi di Paletta tuttavia tenuto in campo - rifiutando i consigli di manipoli di incompetenti che chiedevano la testa di Balo. Fatto ilgol, Balotelli poteva anche dar soddisfazione ai tanti sobillatori che chiedevano la sua sostituzione con Immobile fin dall'inizio del match; e Immobile, poverino, non è mai entrato in partita: l'avrei visto volentieri con Mario, proprio perché la gran parte degli esperti di giornata ne nega la compatibilità. Ci sarà tempo per altri esperimenti offensivi. Nel frattempo, finalmente restituito Mario Balotelli alla Patria, rivedrei la difesa, spesso sottoposta a rischi indegni dell'azzurra tradizione di sicurezza: tornerei al blocco difensivo della Juve, con Bonucci a dar man forte allosplendido Barzagli e Chiellini restituito al ruolo naturale che inventò per lui Lippi. Un'Italia così può andare avanti. Adesso si riguardi il Costarica e studi come sottometterlo per non finire allo spiedo di Campbell come i polli di Tabarez.


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