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Editoriale

Quando andate al mercato state attenti al bidone:

06.07.2014 00:00 di Italo Cucci   articolo letto 31614 volte
© foto di Federico De Luca

Lo scrisse Socrate, lo confermò Platone: "Quando andate al mercato-state attenti al bidone". Ce n'è in giro millanta-e qualcun li decanta". Vabbè, basta con le rime baciate. E' solo un innocente tentativo di aggiungere qualcosa allo sciocchezzaio imperante; naturalmente distinguendo le balle cinesi dalle verità. Soprattutto in pieno Mondiale, proprio quando i valori sono sul punto di rivelarsi nelle partite decisive. Ho sempre sostenuto, infatti, fin da maggio, che le sentenze mondiali avrebbero dato un forte contributo alle operazioni di acquisti e cessioni, ovviamente legate al rendimento dei candidati a un trasferimento. Lasciando fuori Brasile, Germania, Argentina e Olanda - ora semifinaliste - ho preso nota dei contraccolpi dovuti alle bocciature. Escludendo subito - morsi a parte - Luis Suarez, il cui valore non è stato messo a rischio dalla bocciatura dell'Uruguay, salvo un piccolo ridimensionamento legato ai quattro mesi di squalifica e alle nove partite che dovrà saltare: paradossalmente, la condanna disciplinare non ha peso tecnico e l'operazione Barcellona potrà andare in porto, sempre che il mite Luis Henrique accetti la conversione del suo grande club che un tempo indossava la gloriosa maglia azulgrana con la scritta "UNICEF" e adesso potrebbe adottare lo slogan cinematografico (autore Roman Polanski) "PER FAVORE NON MORDERMI SUL COLLO". Prendo nota - non con disappunto ma con senso dell'umorismo - che l'unico calciatore declassato dalla sconfitta mondiale è Mario Balotelli. Dicono che prima del flop azzurro valesse 35 milioni; e che stesse per acquistarlo l'Arsenal; dico che mi sembra una cifra gonfiata (il capocannoniere Immobile al Borussia per 18 milioni...) e che forse insieme all'acquisto dell'ex Supermario il club inglese avesse in animo anche di esonerare Arsene Wenger - colui che Mourinho ha definito il Re dei Perdenti - noto gentleman estimatore di giocatori corretti e professionali. Il ragazzaccio Balo - parola di Berlusconi - ha fatto perdere al Milan un'occasione d'oro; non ho notizie dei nuovi valori degli Eroi di Spagna, di Cristiano Ronaldo, di Rooney, di Sanchez; ma restiamo a casa: e ditemi perché Cuadrado, Zuniga, Guarin e Pogba e Mertens (forse i peggiori in campo nei Quarti) dovrebbero ancora valere cifre iperboliche (50 Cuadrado, 80 Pogba) e pretendere ingaggi da nababbi. Se penso che Boniperti si limitò ad aumentare di poche migliaia di lire l'ingaggio dei bianconeri campioni del mondo reduci da Spagna (e quelli che non accettarono furono subito sbolognati) azzardo l'ipotesi che gli sconfitti d'oggi dovrebbero addirittura restituire pacchi di euro. Ma non si fa. Non si può fare. Al massimo si può tentare di farlo con Mario Balotelli detto "il Mostro", per far contenti i suoi numerosi detrattori, abitualmente a caccia di capri espiatori, e il Cav.Dott. che lo considera da sempre un rovina famiglie, anzi: una mela marcia. In fondo, la versione addomesticata delle cronache mondiali dice che in Brasile non è stata sconfitta la Nazionale di Prandelli ma l'Italia di Balotelli. Appassionato di colori, i suoi nemici Mario prima li ha fatti neri. Poi s'è fatto biondo e ha mormorato "c'è chi può e chi non può: Io può".


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