VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
      
SONDAGGIO
Dove giocherà Schick la prossima stagione?
  Resterà alla Sampdoria per il primo vero anno da titolare
  E' pronto per il grande salto: andrà alla Juventus
  All'Inter come prima grande alternativa a Icardi
  Andrà al Milan per il dopo Bacca
  In Premier League

TMW Mob
Editoriale

Sarri, tre partite per cambiare idea. A Benitez non sono bastati due anni. Lazio 2015 come il Napoli 2014: che senso ha? In Serie B c'è il regista del futuro

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Comunicazione presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
27.09.2015 00.00 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 49034 volte
© foto di TuttoMercatoWeb.com

La sfida al San Paolo è finita da poco più di un'ora ed è giusto partire da lì. La Juventus continua a collezionare record negativi, il Napoli fa cantare i suoi tifosi nella serata in cui il fattore stadio è tornato a fare la differenza. Un successo meritato, un 2-1 per denotare un ulteriore passo avanti della squadra partenopea che anche contro i campioni d'Italia ha dimostrato di dover migliorare, e parecchio, nella gestione della partita, ma nel frattempo continua a fare grandi passi in avanti. Innanzitutto in fase difensiva: dai sei gol subiti nelle prime tre partite alla sola rete di Lemina incassata nelle successive quattro.
C'è da registrare un dato: a Maurizio Sarri sono bastate tre gare per cambiare idea. Il tecnico campano dopo il pareggio a Empoli ha capito che il 4-3-1-2 non era lo schieramento adatto per esaltare i giocatori a disposizione. Un modulo che celava le qualità di Hamsik e Allan e, soprattutto, non era in grado di dare alcuna protezione alla difesa. E allora spazio al 4-3-3 già a metà settembre: lo schieramento agli occhi di tutti più congeniale da tre stagioni a questa parte.
Sarri è tecnico da pane al pane e vino al vino. Sa quando un complimento è fatto per ruffianeria e quando, invece, ha come fondamento ragioni valide. Sa quando una critica è costruttiva e quando, invece, è provocazione camuffata. E ha saputo accogliere gli appunti negativi per attuare il nuovo schieramento che ha subito portato a risultati importanti. Un comportamento inusuale visto il biennio precedente, in grado di sancire un reale e netto distacco dal suo predecessore che, al contrario, ha cestinato qualsiasi critica con quell'atteggiamento da Marchese del Grillo sempre ben celato da un sorriso pacioso e da cordiali frasi di circostanza.
Solo il tempo dirà quale dei due atteggiamenti porterà i migliori risultati. Qual è più produttivo in una piazza dai tratti unici come quella partenopea. Adesso c'è solo da far parlare il campo. Nel frattempo, per ingannare il tempo, non si può far altro che assistere al continuo e poco produttivo confronto che c'è a Napoli tra chi rimpiange Benitez e chi esalta Sarri. Tu scendi dal carro, io ora posso salire sul carro, attento che il carro ti sta investendo. E così via. Dibattito tra lo sterile e il noioso.

Allontanandomi dalle ultime vicende di casa Napoli (ma nemmeno troppo) vorrei tornare sulla gestione estiva della Lazio. Sottolineo il nemmeno troppo perché ha tanti, troppi punti in comune con quella attuata proprio dalla società partenopea un anno fa ed è etichettabile con un solo aggettivo: sconcertante.
Il punto non è dove la Lazio potrà arrivare quest'anno, ma perché nell'estate in cui hai la possibilità di fare un ultimo decisivo passo in avanti nei fai due indietro. Restando paralizzata sul mercato quando di fronte a te c'è un traguardo che può garantire le tue fortune. Sia sportive che economiche.
La realtà è che per le squadre italiane il terzo posto più che in un premio si sta trasformando in una condanna. Negli ultimi cinque anni solo il Milan è riuscito a superare il preliminare di Champions e sei anni fa la Sampdoria precipitò dal doppio confronto col Werder Brema alla Serie B nel giro di pochi mesi.
La Lazio per tutta l'estate ha cercato un attaccante e un difensore esperto. Servivano come il pane, altro che giovani promesse da far esplodere nel 2017. Eppure Tare e Lotito hanno deciso di portare a Formello Alessandro Matri - non la prima scelta - quando la disfatta col Bayer Leverkusen era ormai consumata. Un po' come fece De Laurentiis un anno fa quando, dopo aver trattato per mesi Mascherano, Gonalons, Kramer, Javi Garcia e non solo, portò a Castel Volturno David Lopez (grossomodo la decima alternativa...) solo aver incassato un pesante ko a Bilbao. Scelte senza alcuna logica perché la retrocessione in Europa League è poi macigno che inevitabilmente peserà su tutta la stagione. Decisioni che si susseguono con una continuità preoccupante e fanno porre un'unica semplice domanda: perché vivere tutta la stagione con questo rimorso?

Sono un appassionato del campionato di Serie B. Ha conservato quel briciolo di umanità che permette a squadre come Carpi e Frosinone - date da tutti in fondo alla griglia nell'estate 2014 - di ritrovarsi in Serie A un anno dopo. Anche qui c'è chi investe tanti soldi e chi deve andare avanti senza spendere un euro sul mercato, ma il gap è molto meno ampio e l'esito finale non è mai scontato. In Serie A, per intenderci, il fatturato già in estate stila una classifica pressoché fedele. Può esserci qualche sorpresa, certo. Ma una squadra che deve lottare per la salvezza non può vincere il titolo e viceversa. In B invece è tutto diverso. E questo rende le partite più imprevedibili e la classifica sempre incerta.
Tornando alla B di quest'anno, il livello della competizione mi sembra più elevato rispetto a un anno fa. Manca ancora tanto per tornare ai fasti di fine anni '90, ma anche grazie a neopromosse e retrocesse il tasso tecnico s'è innalzato. La cadetteria deve tornare a essere fucina di giovani talenti italiani per il massimo campionato e se l'intero parco giocatori è per circa il 70% composto da italiani e per poco meno del 40% da Under 21 vuol dire che la strada è quella giusta. Si può migliorare, certo, ma i passi in avanti sono sotto gli occhi di tutti.
E allora spazio a chi nei prossimi anni potrà fare la differenza in Serie A. Mi limiterò di volta in volta a segnalarne uno, partendo da una terra fertile come la Romagna. Perché Stefano Sensi, centrocampista classe '95, è nato a Urbino ma già all'età di 14 anni è entrato nel settore giovanile del Cesena. Vent'anni da poco compiuti, ha la personalità di un veterano grazie alla perfetta gestione della società bianconera. Invece, infatti, di farlo 'invecchiare' nel settore giovanile il club appena maggiorenne decise di spedire il calciatore a San Marino. Due stagioni in Lega Pro che sono risultate fondamentali per la crescita di un regista di centrocampo che ha tutte le qualità per diventare uno dei protagonisti del nostro calcio.
Ritornato alla casa madre dopo due stagioni all'ombra del Titano, il Cesena l'ha messo al centro del suo progetto per ripartire dopo un'annata fallimentare culminata con la retrocessione. Bravo mister Drago a inserirlo fin da subito tra i titolari nonostante una mediana molto competitiva, bravo Sensi a prendersi la squadra sulle spalle grazie a qualità tecniche eccellenti. I 168 centimetri non sono un limite per chi fa del talento il suo punto di forza, il suo piede talmente educato da assicurare passaggi sempre precisi e ficcanti per i compagni di squadra.
E' uno dei tanti potenziali crack della Serie B, uno di quei nomi che spesso e volentieri passiamo in rassegna sulle nostre pagine per ricordare ai direttore sportivi di Serie A che i giovani forti non sono solo in Sud America. Chissà se ripetendolo dieci, venti, cinquanta, cento volte qualcuno prima o poi ci darà ascolto. Nel frattempo, buona domenica calcistica a tutti.

ARTICOLI CORRELATI

TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Oltre 900 milioni investiti tra la scorsa estate e gennaio per rinforzarsi: è tempo di bilanci per i 20 club di A. Paradosso Atalanta, capolavoro Samp. Inter, smarcati da Kia. Napoli esempio da seguire 30.04 - Fine aprile, pochi verdetti ancora in bilico e, adesso si, la certezza che non sarà questo finale di stagione a sovvertire i giudizi. Come è andata la stagione dei calciatori che la scorsa estate, o lo scorso gennaio, sono stati acquistati dai venti club di Serie A? Gli investimenti...
Telegram

EditorialeDI: Mauro Suma

Mercato: gran fermento Milan. Ritiro misura mediatica: Pioli scivola. Juventus: il Monaco non è il Barcellona 29.04 - Il Milan ha perso contro l'Empoli, molle e male, e lo sa. Ma sgombriamo il campo dalla mozzarella sfatta del sesto posto che nessuno vuole. Il Milan che scende in campo a San Siro otto giorni dopo il derby, ha al primo minuto pronti-via la possibilità tutta piena e tutta aperta di...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Di Maria, De Sciglio, Verratti, Tolisso, Caldara, Spinazzola: tutti i nomi della nuova Juve. Milan su Dzeko. Inter, Simeone si complica 28.04 - Allegri resterà alla Juventus anche se dovesse essere triplete (tifosi della Signoira toccate ferro), non è Mourinho. La sua è un’altra storia. Vi abbiamo già anticipato la settimana scorsa che è stata raggiunta un’intesa di massima per prolungare il contratto fino al 2020 con un...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Ricostruzione Inter,  i rinnovi di Napoli e Milan. La Roma di Monchi 27.04 - Nessuno si sarebbe mai aspettato una situazione in casa Inter così complicata un mese fa. La dirigenza nerazzurra dà piena fiducia a Pioli, considerato in questo momento senza alcuna ipocrisia il migliore. Non il migliore in assoluto. Il migliore in questa situazione. Dichiarare fallito...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Juve, un giallorosso nel mirino… Schick? Non solo offerte italiane! Milan e Inter, non solo acquisti 26.04 - La Juventus è una meraviglia. Lo Scudetto, il sesto di fila, è pratica in via di chiusura. C’è poi una finale di Coppa Italia da giocarsi e una Champions League che fa ben sperare. Una squadra magnifica. Migliorabile? Risposta affermativa ma con interventi accorti… La rosa è super,...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: il segreto di una macchina perfetta (e una guida sul Monaco). Inter: terremoto in panchina, occhio ai nomi (e alle priorità). Milan: il pessimismo sui cinesi, la mossa sul mercato e 2 appunti a Montella. Napoli: non scherziamo su Sarri 25.04 - Come ogni anno dal lontano 2006 è iniziato il drammatico torneo di calcetto dedicato ai giornalisti: si chiama “Press League”, lo organizza un tizio di nome Luca Mastrorocco che poi è il papà di “Zona Gol” (questa citazione dovrebbe valere almeno due arbitraggi “comodi”: Luca, ci...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Inter, prima il mercato dei dirigenti poi quello dei calciatori. Milan, tutto come previsto: c’è poco o nulla da salvare. Calori e Liverani, la bacchetta magica nascosta. Foggia-Pisa: mondo capovolto 11 mesi dopo 24.04 - Se volessero farlo apposta non ci riuscirebbero. I calciatori dell’Inter hanno gettato la croce su Pioli togliendo dall’imbarazzo i dirigenti dalla difficile decisione se confermare o meno l’allenatore per la prossima stagione. Con un finale così osceno hanno “esonerato” Pioli ma...

EditorialeDI: Andrea Losapio

La fortuna di Suning passa dai risultati deludenti, la Juve non ne ha bisogno. De Laurentiis pensa a un'innovazione ogni tre minuti, Pallotta e Monchi al prossimo tecnico 23.04 - L'Atalanta è a un passo dall'Europa, l'Inter un bel po' meno. Da una parte ci sono nerazzurri che vincono e convincono - a parte ieri, partita brutta nonostante i cinque gol - dall'altra una squadra che vorrebbe diventare grande senza passare dalla necessaria anticamera. L'Inter attuale...

EditorialeDI: Mauro Suma

In Cina adesso sanno chi è Li Yonghong. Gabigol costa come Dybala. E la Juve pescò il castigamatti 22.04 - Le cinque squadre più conosciute in Cina, le cinque squadre percepite dalle masse cinesi sono Real Madrid, Barcellona, Manchester United, Bayern Monaco e Milan. E' questa la forza che sarà respiro alla nuova proprietà del Milan. E, conoscendo i nostri chicken, respiro non significa...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve, ora pesca il Monaco. Cento milioni dalla Champions. Allegri rinnova fino al 2020. Isco primo obiettivo. Milan, Morata dice no. Inter, 60 milioni per Berna 21.04 - La vera impresa della Juventus d’Europa credo sia quella di non aver preso neppure un gol dal Barcellona in due partite. Questo dato freddamente numerico racconta di una squadra straordinaria che nella fase difensiva rasenta la perfezione pur giocando con quattro attaccanti di ruolo....
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.