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Editoriale

Se le big fossero delle riserve: la Juventus ha 22 grandi calciatori, come il Real Madrid dell'anno scorso. Un boxing day italiano praticamente inutile

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
22.12.2017 08:42 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 37207 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

Come sarebbero le grandi squadre d'Italia se fossero esclusi gli undici titolari? L'Inter giocherebbe con Padelli in porta, Nagatomo e Dalbert sulle fasce, Ranocchia e Vanheusden da stopper. A centrocampo Brozovic e Joao Mario a formare la cerniera davanti alla retroguarda. Karamoh, Eder e Cancelo dietro a Pinamonti. Una formazione sperimentale che avrebbe però bisogno di un rodaggio abbastanza massiccio. Il Milan, da par suo, risponderebbe con Storari, retroguardia con Zapata, Gomez e Paletta, sulle fasce Abate e Antonelli. A centrocampo Biglia - il Biglia di ora - con Locatelli, mentre Calhanoglu e Andre Silva agirebbero dietro a Cutrone. Il Napoli avrebbe Sepe, con Maksimovic e Maggio sulle corsie, Tonelli e Chiriches centrali. Diawara-Rog-Allan a centrocampo, mentre avanti Giaccherini, Ounas e Milik, o meglio, Leandrinho. Conclude il lotto delle wannabe scudettate - almeno ai nastri di partenza, la Lazio sarebbe uno scalino dietro - la Roma con Skorupski, retroguardia formata da Karsdorp, Hector Moreno, Juan Jesus ed Emerson Palmieri. Pellegrini, Gonalons e Gerson a centrocampo, davanti Under, Defrel ed El Shaarawy.

Tutta questa carrellata di nomi per capire come sia evidente che, al netto degli infortuni, la Roma possa essere la candidata principale per lo Scudetto, soprattutto con delle buone riserve. Chiaro, bisogna capire la tenuta dei titolari, come evolverà la stagione e, anche e principalmente, se il Napoli continuerà con questo ritmo forsennato. E poi c'è chi dovrebbe giocare un altro campionato, cioè la Juventus, troppo più forte anche nei panchinari. Volendo ammettere che possa giocare 4-2-3-1, assurgendo Dybala-Mandzukic-Cuadrado come titolari dietro a Higuain, la formazione risultante sarebbe questa: Szczesny fra i pali, Barzagli e Asamoah sulle fasce, Rugani e Howedes in mezzo. Davanti alla difesa, uno fra Khedira-Pjanic-Matuidi, Marchisio e Bentancur a centrocampo. Douglas Costa a destra, Bernardeschi a sinistra e Pjaca in mezzo da falso nueve. Mancano Lichtsteiner e Sturaro, fuori dai 22.

Insomma, è la Juventus più forte degli ultimi anni, decisamente. Soprattutto per la qualità delle riserve. Quello che il Real Madrid, sei mesi fa, ha fatto capire con forza ai dirigenti Marotta e Paratici. In finale Zidane poteva contare su Asensio, Morata e Bale come riserve - oltre all'ottimo Danilo, jolly non utilizzato - mentre la coperta di Allegri, comunque pregevole, era davvero molto più corta. Ora è il contrario, perché il francese ha ceduto James Rodriguez, finito in tribuna nella finale di CL, ma non solo: Danilo, appunto, oppure Morata e Pepe, svincolato. Chissà che non Zizou non si sia pentito delle proprie scelte. Questo non vuol dire che la Juventus vincerà certamente la Champions League, ma che è la meglio attrezzata. Purtroppo, per l'alternanza delle vittorie, anche per il campionato.

Chiusura con polemica: perché far giocare le squadre italiane il 30 dicembre, mentre la Coppa Italia è spezzata fra fine e inizio anno, infrasettimanale? Fa freddo, più che in Inghilterra, e gli stadi italiani non sono confortevoli. Sono vecchi, tristi e parecchio disabitati. Spezzare il turno tra il 6 gennaio e il 21 per approfittare delle feste natalizie potrebbe essere un errore. A parte climatico, quello cambia poco, ma gli italiani preferiscono farsi una gita fuori porta, pensare al Capodanno, piuttosto che finire allo stadio. Non siamo in Inghilterra e il loro modello, per noi, non ha molto senso. Boxing day bocciato, almeno per il momento.


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