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Seedorf via perché li voleva cacciare tutti, Inzaghi fa altrettanto. Pesa il caso Kakà, inevitabile l'addio del 22...

Nato a Magenta il 28/4/1974, giornalista professionista dal 2001. Vanta collaborazioni con diverse testate web e cartacee, oltre ad esperienze da telecronista. Opinionista Campionato dei Campioni. Direttore del mensile cartaceo CALCIO2000
11.06.2014 00.00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 51638 volte
Seedorf via perché li voleva cacciare tutti, Inzaghi fa altrettanto. Pesa il caso Kakà, inevitabile l'addio del 22...

Il Milan è un bel rebus, di quelli che, difficilmente, si risolvono. Nelle ultime settimane, il Diavolo ha, letteralmente, cambiato pelle. Sede nuova, allenatore nuovo, strategie nuove di zecca. Tutto bello ma, a tratti, anche incomprensibile. Ancora oggi, a distanza di giorni, fatico a comprendere la logica dell'addio forzato a Seedorf, soprattutto se legato al modus operandi di Inzaghi. L'olandese aveva impaurito tutto l'ambiente perché desideroso di far piazza pulita, Inzaghi doveva essere il risolutore, una sorta di Wolf in stile Pulp Fiction ed, invece, Super Pippo sta facendo esattamente come avrebbe voluto fare Seedorf, ovvero sta smantellando la squadra a suon di cessioni. La lista è chilometrica. Da Abate a Robinho, passando per De Jong, Muntari, Zapata, Mexes, Constant, Zaccardo e via dicendo... Se questo non è far piazza pulita, qualcuno mi spieghi di cosa si tratta. Eppure, quello che sta architettando Inzaghi va benissimo mentre le idee di Seedorf no... Misteri del calcio... E' meno un mistero il futuro di Kakà. Mi duole il cuore ma il brasiliano ha già dismesso i colori rossoneri. Il suo secondo viaggio al Diavolo è virtualmente concluso, anche se c'è chi, giustamente, si danna l'anima nel tentativo di far passare che il 22 ci stia pensando. Senza voler entrare negli affari privati di Ricardo che sono e dovranno essere solo affar suo, non vedo spazio per un ripensamento e un'altra stagione a Milanello. Troppi i motivi che fanno pendere la bilancia verso l'addio... C'è una stagione senza Europa da affrontare, una mancata convocazione al Mondiale con cui farei conti, le primavere che diventeranno 33 e il dover lottare per prendersi una maglia da titolare, con un Inzaghi che ha già fatto capire di non essere uno amante dei favoritismi. Insomma, meglio lasciar perdere e accontentare tutto e tutti, lasciando sul piatto quattro milioni di euro (netti) che serviranno, magari, a comprare un giovane di belle speranze o, perché no, a riscattare quel Taarabt che potrebbe prendere in mano il prossimo Milan, quello che non vedrà più Ricardo in rosa. Attenzione, nessuno mi può convincere del fatto che il Kakà 2.0 visto in rossonero sia la copia sbiadita di quello che esaltava ad ogni tocco nella sua prima esperienza al Diavolo ma perdere Kakà è sempre un colpo. Dopo aver dovuto salutare Zanetti, non è semplice convivere con un altro addio eccellente, anche se in circostanze completamente diverse (anche se, come ho più volte detto, ho sognato che Javier andasse avanti ancora...). E che ne sarà del nuovo Milan? Beh, Inzaghi avrà pieni poteri, deciderà il destino di ogni giocatore perché, a differenza di quanto accaduto a Seedorf, saranno i suoi giocatori, quelli che ha voluto lui. Anche in questo caso, non doversi confrontare giornalmente con Kakà potrebbe risultare un bel vantaggio per Super Pippo...


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