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Mercato di gennaio: da quale big i colpi più importanti?
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Editoriale

Siamo sicuri che la Juve abbia mollato Zaza e Immobile? Siamo sicuri che sia un errore? Ecco come è andata...

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
11.09.2014 00:00 di Luca Marchetti   articolo letto 57764 volte
© foto di Federico De Luca

Tutti si chiedono ora perché la Juve non si è tenuta Zaza e Immobile.
Perché ha preferito Morata. Tutti a chiedersi come mai si parla tanto di giovani e i giovani che abbiamo non hanno chanches. E allora io lancio una provocazione: e se la Juve avesse fatto bene? Almeno su Zaza?
La storia di Immobile è una storia diversa. Era in comproprietà, lo stava trattando da tempo una delle squadre più importanti del mondo dove sapeva che avrebbe recitato un ruolo da protagonista. Quello che forse la Juventus non poteva promettergli. Errore o no è stata una valutazione da fare con il Torino. E soprattutto visto che Immobile era un prodotto del settore giovanile i soldi dei tedeschi sono tutti plusvalenza: e di questi tempi vuol dire tanto.
La valutazione su Zaza è simile, ma allo stesso tempo opposta. Intanto nei 4 giorni in cui la Juventus si è vista con il Sassuolo le due società hanno cercato di trovare un accordo soddisfacente per tutti. E così la Juve quest'anno ha preso 7,5 milioni di euro per l'altra metà del cartellino di Simone. Perdendolo è vero. Federalmente è tutto del Sassuolo. Ma la Juventus le mani sul ragazzo ce le ha eccome. Tant'è vero che se vuole basta che metta 14 milioni sul tavolo alla fine dell'anno o 18 alla fine del prossimo campionato. Ora pensate a queste cifre: il nuovo centravanti della nazionale italiana a 14 milioni di euro lo comprereste? E di fatto la Juve ricomprandolo spenderebbe per l'intero cartellino di Zaza 7 milioni e mezzo. Già perché la storia di Zaza e la Juve è molto complicata. Ancora più lunga quella fra Zaza e Paratici.
Perché è proprio Paratici che lo porta alla Primavera della Samp a parametro zero (dall'Atalanta). Peccato che nel frattempo Paratici diventa direttore sportivo della Juventus. Ma non perde di vista Zaza e così lo prende a un anno dalla scadenza del contratto a 3 milioni e mezzo di euro. Nel frattempo lo cede al Sassuolo la prima metà per 2 milioni e mezzo, la seconda metà per 7 e mezzo. Fanno 10 in totale sborsati dal Sassuolo. Ora la Juve lo può ricomprare per 14 (che sommati ai 3,5 iniziali fa 17,5 meno i 10 del Sassuolo fa 7,5 di cui sopra). Insomma è una comproprietà mascherata perché la Juventus le mani su Zaza vuole tenerle eccome.
E siccome non poteva comprarlo adesso (né lui né Berardi altro grande talento in casa neroverde) per una questione economica ha fatto in modo che sin da ora con il Sassuolo fosse tutto già fissato, nei minimi termini. Anche con Berardi la Juventus ha cercato di tirar fuori meno soldi possibili: è riuscita ad arrivare ad avere il ragazzo in comproprietà senza tirar fuori un euro (venne fatto uno scambio alla pari con la metà del cartellino di Marrone). Ora con 29 milioni i due giocatori la prossima estate saranno interamente juventini. Senza dover discutere di nuovo: se la Juve vuole li porta a casa. L'unica cosa di cui dovranno discutere eventualmente sarà il valore di qualche contropartita. Ma se loro due continueranno così non ci saranno dubbi. E al prezzo di un top player ne arriveranno due.
Ecco perché la mia provocazione. La Juventus i ragazzi non li ha mollati. Ha semplicemente capito che forse per loro era meglio crescere da titolari a Sassuolo piuttosto che fare esperienza (ma in panchina) alla Juve. Sarebbe arrivata comunque la Nazionale e la gloria. Almeno a livello economico questa è stata la valutazione. Conte non ci ha spiegato (non pubblicamente) se tecnicamente era d'accordo o meno con i suoi ex dirigenti.
La domanda da farci invece è un'altra: con Tevez e Llorente è difficile giocare titolari. Ora vedremo cosa saprà fare Morata (che già ha una bella responsabilità sulle sue spalle, ma ci assicurano che sa gestirla e che stupirà). Ma in quante squadre c'è la possibilità di crescere come a Sassuolo? In cui ci sono tanti italiani e tanti giovani. Che trovano spazio e sono protagonisti. Forse per rilanciare il calcio italiano non bisogna andare troppo lontano. Ma questo è un discorso molto più lungo: vi assicuro che lo riprenderemo in seguito...


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