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Editoriale

Siamo tutti Made in China... folli loro o arretrati noi?

10.08.2016 00:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 29645 volte
© foto di Federico De Luca

Le vacanze fanno uno strano effetto... In una o due settimane (c'è chi ne fa di più ma anche chi le salta a piedi pari, quindi sto nel range medio) devi cercare di fare tutto quello che, causa lavoro e altri impedimenti vari, non sei riuscito a fare durante il resto dell'anno. Devi fare tutto ma, soprattutto, ti devi riposare, devi staccare la spina... Un paradosso... Bene, io sono in quel "momento di forzato riposo con necessità di azione". Mi sto divorando un libro ("La verità sul caso Harry Quebert") ma non riesco a non pensare al calcio... Se ti nutri di pallone quotidianamente, come fai a lasciarlo fuori dalla tua vita per più giorni? Impossibile... Bene, ho giocato sul titolo del libro che sto leggendo e mi chiedo: ma quale è la verità sul "caso Cina"?
Signori e signore, cerchiamo di essere onesti: ormai è tutto "Made in China"... Molti continuano a ripetere che la missione di Xi Jinping, il nuovo "padrone" della Repubblica Popolare Cinese, sia destinata a fallire. Come si può pensare di decidere, a tavolino, cosa deve essere popolare in Cina? Come si può credere che, spendendo tanti milioni, il calcio possa guadagnarsi un posto di rispetto nelle preferenze dei cinesi? E, ancora, possibile che questi cinesi non hanno capito che si stanno comportando da folli? Spendono e spandono senza ritegno, non sanno dare il giusto valore a giocatori e club...
Ho il timore che i ciechi siamo noi... Il piano cinese non è affatto avventato ma c'è una strategia efficace alla base e decisamente lungimirante. Da un lato si portano a casa giocatori importanti, così da far crescere il livello medio del proprio torneo. Certo spendono tantissimo per giocatori medi (almeno per ora, chi dice che, tra qualche anno, non possano permettersi i vari Messi o CR7?) ma non tradiscono mai il vero obiettivo. Le regole della Super League, il massimo torneo cinese, sono pensate per aiutare il movimento calcistico nazionale. Non più di tre stranieri per squadra in campo (più qualche eccezione per chi gioca in AFC Champions League) e portieri solo cinesi (povero Buffon, avrebbe potuto fare milioni a palate). Tradotto: pochi stranieri, buoni, per far crescere i loro giovani giocatori... Parallelamente acquistano quote o interi club europei. La lista è già lunga: Atletico Madrid (20% controllato da magnati cinesi), Manchester City (13%), Espanyol (56%), Aston Villa e WBA (proprietà cinese), oltre, ovviamente a Inter (totale controllo cinese) e Milan (in dirittura d'arrivo). Tradotto: si prendono anche delle roccaforti prestigiose in Europa così da gestire il calcio a 360°...
Non facciamo ingannare dalle cifre che stanno investendo. I grandi gruppi coinvolti, sanno che, quelle secchiate di milioni che stanno pompando nell'industria calcio, li aiuteranno nei rapporti politico/economici in patria. Stare al fianco di Xi Jinping significa essere dalla parte delle direttive del governo. Insomma, un investimento oculato che porterà benefici...
E noi? Noi guardiamo il modello cinese che avanza e, come sempre, la mettiamo sul ridere. "Oh, hai visto quanto hanno pagato Pellé?" oppure "Ma sono matti a spendere tutti quei soldi per il Milan???" o, peggio, "Stai tranquillo, non hanno la nostra cultura calcistica, non hanno futuro"... e altre considerazioni che, di fatto, confermano che, mentre noi siamo rimasti ancorati al passato, la Cina ci ha soffiato tutto. Tra qualche anno, quando saranno i padroni incontrastati del dio pallone, magari mentre alzeranno al cielo una Coppa del Mondo, ci chiederemo come sia stato possibile? Ah, vero, ci resta la passione ma, presto, anche quella sarà "Made in China"... Quindi, per concludere, la Cina è o sarà un problema? No, potrebbe essere un'opportunità, a patto che si inizi a trattarla come un competitor intelligente e da cui prendere spunto. Forse le vacanze mi stanno dando alla testa... Meglio comprare un frisbee e giocare con le bimbe... Azz, anche il frisbee è "Made in China"...


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