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Editoriale

Un gennaio... tutto per giugno. Juve, Roma, Inter, Milan e Lazio hanno fatto quattro acquisti. L'imbarazzante annata del Napoli nel calciomercato, contratto di quaranta pagine in venti minuti. Commissioni, gran brutta abitudine

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
04.02.2018 00:00 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 21886 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

Mercoledì sera è successo un fatto curioso. Nel gruppo di Whatsapp si ascoltava un refrain a ogni notizia di una squadra di Serie A. "È saltato Politano, se ne può parlare a giugno". "Niente Pastore, vediamo in estate". "Pinamonti non va al Sassuolo, possibile fra sei mesi". Non vediamo l'ora di essere in infradito ad ascoltare quello che dev'essere il mercato del rimbalzo. Nei giorni di crisi bitcoin, tutti si aspettavano una crescita e, almeno in parte, c'è stata. Così bisognerà attendere la prossima sessione per qualche botto. Serve un mercato più corto? No. Però continuare a discutere di occasioni durante i mesi precedenti, di fatto, non aiutano poi a chiudere le trattative perché tutti attendono i saldi.

La Juventus non ha comprato nessuno, così come il Milan. La Lazio ha preso Caceres, ma sarebbe onesto dire che è arrivato dopo l'operazione estiva. La Roma ha dovuto vendere Emerson Palmieri e cambiarlo con Jonathan Silva: infortunato per infortunato, Monchi avrà voluto fare cassa. L'Inter ha sfruttato le contrattazioni per eliminare Joao Mario, inserendo Rafinha, mentre in difesa ha puntellato con Lisandro Lopez. Incredibile che un mercato di riparazione porti solo quattro giocatori alle big. Certo, la Juventus ha praticamente definito l'acquisto di Emre Can per giugno. Già un grande colpo, insomma.

Così il mercato migliore, almeno sulla carta, lo ha fatto il Sassuolo. Pur perdendo Cannavaro, importante, ha preso Babacar, Lemos e riscattato Lirola, mantenendo sia Berardi che Politano in rosa. Ecco, per amor di chiarezza, il Napoli può comunque vincere il campionato, anche senza Politano. Come la Juventus poteva vincere la Champions l'anno scorso, pur prendendo Rincon al posto di Witsel. Le riserve fanno la differenza, avere qualcuno di livello che possa spostare una gara equilibrata è fondamentale. Ecco, se Milik dovesse tornare ai livelli di Euro2016, allora sarebbe l'acquisto - è una definizione che fa ribrezzo, ma non ha davvero quasi mai giocato - più azzeccato del Napoli dell'ultima stagione. Perché è incredibile che una squadra che vuole vincere lo Scudetto non abbia alternative, debba sperare nei soliti titolari e nel solito gioco. La Juventus non avrà Cuadrado, Bernardeschi e Douglas Costa Giocherà con Dybala, Mandzukic e Higuain. Se dovessero mancare Milik, Mertens e Insigne, chi giocherebbe? La differenza è tutta qui, come la finale di Champions League contro il Real Madrid: quando uno può spedire in tribuna James Rodriguez vuol dire che ha costruito una rosa di primissimo livello. Se in un mercato perdi lui, Danilo, Pepe, Fabio Coentrao e Morata, prendendo solo giovani... arrivi molto lontano dal Barça.

Il panegirico per dire: il Napoli può vincere, ma è molto più probabile che non succeda, soprattutto in un campionato con 38 partite e avversarie che non perdono colpi: se la Juventus non avesse continuità, allora gli azzurri potrebbero fare come il Leicester di anni fa. Perché la dimensione economica di una vittoria sarebbe più o meno quella. Poi certo, Younes firma e ora i legali dell'Ajax vogliono far annullare il contratto per giugno, per Politano arriva l'accordo alle 22, scrivono un contratto di 40 pagine in 20 minuti (e bisognerebbe pure leggerlo) e pretendono di chiuderlo. Su Verdi il Napoli non ha grossi colpi, ma Politano rischiava di costare più di Lucas Moura. Che senso ha?

Infine una cosa che, sicuramente, in molti addetti ai lavori potrebbero contestare. Le commissioni per i procuratori sarebbero da abolire, mentre i giocatori dovrebbero, senza alcuna possibilità, dare il 10% del proprio stipendio all'agente. Cosa significa questo? Che, per dirne uno, Raiola non potrebbe prendere quasi 30 milioni per il trasferimento di Pogba. E metterebbe fine a questa transumanza di talenti, pagati una mostruosità ma che a ogni sessione cambiano maglia, con il tempo di dimostrare che si riduce infinitamente. Poi ci sarebbero le procure pagate, i cadeaux ai giovani, i tentativi di inserirsi solo per avere quei centinaia di migliaia di euro in più. Ma nel nostro calcio, che non sa nemmeno trovare un presidente per la FIGC, tutto questo non succederà mai. Certo, servirebbe anche l'uniformità della FIFA, ma un organismo che permette al Deportivo Maldonado di continuare ad agire come se nessuno sapesse di certo non ne ha alcuna intenzione.


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