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Editoriale

Una grande, grandissima Juve. Da celebrare e da studiare. Ed ecco come proseguirà; anche sul mercato...

14.05.2015 08:16 di Luca Marchetti   articolo letto 74590 volte
© foto di Federico De Luca

La Juventus è in finale di Champions. Siate onesti, siamo onesti. Alzi la mano chi di noi avrebbe scommesso un euro su questo risultato. Vi devo ricordare com'è iniziata la stagione? Con Conte che all'improvviso lascia il ritiro bianconero dopo un confronto con la società? E con Allegri che era stato accolto a fischi e calci all'auto?
E' stato un vero e proprio miracolo. Anzi miracolo significherebbe che la mano di chi ha lavorato in questi anni è stata relativa. Invece la mano (di tutti) si vede eccome. Da quella di Agnelli, che ha dato la giusta direzione alla società, a Marotta e Paratici che sono riusciti a centrare alla perfezione tutti gli obiettivi prefissati, allo stesso Conte che ha contribuito a creare la mentalità, ad Allegri che con sistemi praticamente opposti ha infilato una stagione letteralmente strepitosa.
Ora la Juventus ha la possibilità di fare il triplete. E la sintesi perfetta l'ha fatta Alex Del Piero. Quello che per tutti è "Il Capitano". Un tweet, qualche secondo dopo la fine della partita. "Da Berlino alla B, dalla B a Berlino". Il cerchio si chiude, gli juventini sono letteralmente esaltati. Questa squadra che nel 2006 aveva trovato il suo apice è stata catapultata in B dopo calciopoli ma con i campioni del mondo che sono rimasti anche all'inferno. E da lì sono tornati di nuovo sul tetto del mondo.
E' tutto nel segno della B. Buffon: ultimo finalista juventino ancora in attività (Manchester 2003), campione del mondo, juventino anche in B. B come serie B, appunto. B come Barcellona, l'avversario forse più temibile mai esistito. Il Barcellona che negli ultimi dieci anni ha giocato 8 semifinali e vinto le tre finali che ha giocato. Ma forse a Barcellona non si ricordano che l'ultima a batterli in finale è stata proprio un'italiana (Milan, 1994). B come Berlino, il luogo della finale.
Ora cari juventini godetevi il risultato straordinario che la Juventus ha ottenuto sul campo. Ma Marotta e Paratici non hanno certo finito ora il lavoro. Anzi il loro inizia proprio adesso.
Intanto già nelle prossime ore incontro a Vergiate con Zamparini e l'entourage di Dybala. Ormai è praticamente fatta. Salvo clamorose sorprese si chiude. Offerta da 28 milioni di euro più otto di bonus (molto difficili da raggiungere) più due contropartite. Goldaniga (ora al Perugia) e uno fra Magnusson, Spinazzola e Lanini.
E poi Cavani. Ancora mancano dei dettagli da definire per perfezionare l'accordo con il giocatore. Prima di andare a parlare con il PSG la Juventus vuole avere la certezza che il ragazzo sposi il progetto bianconero.
Insomma la Juve continua a pensare in grande. L'appetito (a proposito di ristoranti) vien mangiando.
E nella serata della Juventus uno sguardo anche in casa Inter, visto che sarà il prossimo avversario in campionato: Icardi ha praticamente trovato l'accordo per il rinnovo. C'è un'intesa di massima: contratto fino al 2019 da circa 3 milioni di euro, con il 50% dei diritti di immagine che andranno al giocatore. Ci vorrà ancora un po' di tempo per limare i dettagli. Mentre invece rescinde Robinho con il Milan.
Ma questa è la serata della Juventus. La serata della vittoria della programmazione. Solo un dato, senza andare a fare analisi troppo approfondite. La Juventus prima di questo ciclo "economico" aveva un fatturato di circa 150 milioni di euro. Ora ne fattura circa 300 ed ha un passivo di 8 milioni.
E' riuscita a crescere non solo comprando giocatori forti ma creando una struttura societaria forte. Più si incassa più si spende. Uomini giusti al posto giusto, non solo in campo (fondamentale) ma anche in panchina (altrettanto fondamentale) ma anche dietro la scrivania. In questo momento è una macchina in cui tutto funziona alla perfezione.
E bisogna pubblicamente fare i complimenti a chi è riuscito in questa impresa, a tutti i livelli. Non solo perché è un'italiana. Battuto il Real che di milioni di euro ne fattura il doppio e le cui campagne acquisti sono faraoniche ma sicuramente senza equilibrio. Abbiamo celebrato il Borussia Dortmund (arrivato in finale dopo essere stato sull'orlo del fallimento). Sarebbe il caso di studiare (o far studiare) anche il modello Juve (che peraltro il Borussia l'ha battuto).
Ora è proprio il caso di dirlo: tenetevi forte. Almeno fino alla finale, non solo per il mercato!


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