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Premier, Da 10 a 0 - Lode al Manchester City e Re Salah. Chelsea bocciato

14.05.2018 12:22 di Pietro Lazzerini  Twitter:    articolo letto 12247 volte
Premier, Da 10 a 0 - Lode al Manchester City e Re Salah. Chelsea bocciato

10- Manchester City: La squadra di Pep Guardiola ha dominato la Premier League fin dalle prime battute. Ha stravinto il campionato e come ciliegina sulla torta infrange il muro dei 100 punti che nessuno prima aveva abbattuto. L'obiettivo per il futuro è vincere la Champions League, ma per quanto riguarda il campionato non il tecnico catalano non poteva chiedere di più alla propria squadra.

9- Mohamed Salah: Arrivato dalla Roma per 50 milioni scarsi compresi i bonus, ha disputato una stagione da record tornando in quella Premier League che solo pochi anni prima lo aveva cacciato per qualche limite dovuto all'esperienza. Momo si è preso la corona di capocannoniere battendo anche il record di gol stagionali con le sue 32 marcature. Meglio di Shearer, Suarez e Cristiano Ronaldo. Mica male, considerando che si giocherà anche la finale di Champions contro il Real Madrid.

8- Sean Dyche (Burnely): Ginger Mourinho, ovvero il Mourinho dai capelli rossi, ha portato l'umile Burnely in Europa League dopo che a inizio stagione la sua squadra era in cima alla lista delle potenziali retrocesse. Un percorso eccezionale che ha permesso alla cittadina del Lancashire (87mila abitanti) di mettersi alle spalle squadre più blasonate quali l'Everton, il Leicester e il West Ham, e arrivando a pochi punti dall'Arsenal sesto.

7- Pochettino & Kane: Il tecnico degli Spurs e la sua punta di diamante sono i protagonisti di un'altra ottima stagione. Terzo posto conquistato e la posizione di vice-capocannoniere per la punta della Nazionale inglese. Confermarsi a grandi livelli in Premier League non è facile per nessuno e, dopo aver lottato recentemente anche per la vittoria del campionato, quest'anno le qualità dell'allenatore argentino e le doti balistiche dell'attaccante, hanno permesso alla squadra del Nord di Londra di mettersi dietro gli acerrimi rivali dell'Arsenal, ma anche il Chelsea e il Liverpool. Riusciranno a fare meglio?

6- Manchester United: Probabilmente, visto il secondo posto finale, i Red Devils avrebbero meritato anche qualcosa in più, ma le grandi aspettative e i 19 punti di distacco dai cugini del Man City, rendono la stagione della squadra di Mourinho appena sufficiente. I milioni spesi nella gestione dello Special One, non consentono ai tifosi di esultare per un convincente secondo posto. Una lotta che doveva essere a due con Pep Guardiola, si è rivelata come un vero e proprio monologo dei Citizens.

5- Arsene Wenger: Le ultime stagioni dell'Arsenal verranno ricordate soprattutto per l'hashtag che ha portato all'addio del proprio allenatore, quel #WengerOut che ha smosso i sentimenti del francese portandolo fino all'addio anticipato nonostante il contratto prevedesse almeno un'altra stagione da manager dei Gunners. L'Arsenal non è mai stato veramente in corsa per le posizioni che contano ed è arrivato a 12 punti dall'obiettivo minimo stagionale, ovvero la qualificazione alla prossima Champions League.

4- Alexis Sanchez: Il suo trasferimento dall'Arsenal al Manchster United doveva rompere gli equilibri per la lotta al titolo, diminuendo il gap con il Manchester City per la caccia alla corona di campioni della Premier. Purtroppo per i Red Devils però, l'ambientamento del cileno non è andato come Mourinho si immaginava, e l'attaccante ha chiuso la seconda parte della stagione con 2 soli gol in 11 presenze. Un contratto da 13 milioni a stagione per non aver inciso per niente nella stagione del Man United, il rendimento è gravemente insufficiente, la prossima stagione il cambio di marcia è obbligato.

3- Swansea City: I gallesi sono retrocessi commettendo un vero e proprio harakiri sportivo. Nelle ultime 10 giornate di campionato hanno messo insieme solo 6 punti, nelle ultime 8 addirittura solo 2. Soprattutto, nel momento chiave del torneo, ovvero nelle ultime 5, ha perso tutti gli incontri. La sconfitta più dura e quella che di fatto ha ufficiosamente spedito il club in Championship è arrivata alla penultima contro il Southampton di Gabbiadini, autore tra l'altro del gol vittoria. Non era partita per puntare all'Europa, ma neanche con il terrore della retrocessione poi maturata sul campo.

2- Everton: In estate è stato uno dei club più attivi sul mercato. L'obiettivo minimo dichiarato era quello di centrare un posto in Europa League e invece è arrivato addirittura a 5 punti di distacco dal Burnely settimo dunque fuori dalle coppe e senza particolari squilli stagionali. La partenza di Lukaku non è stata sostituita adeguatamente e gli acquisti di giocatori come Tosun in estate e Walcott a gennaio, non hanno migliorato la situazione. Roy Hodgson e i suoi Toffees meritano di essere rimandati a settembre con un voto bassissimo.

1- Stoke City: Nessuno all'inizio della stagione li aveva posizionati in basso nella griglia di partenza della Premier League. Anzi. La squadra di Hughes prima e Lambert poi, non ha saputo reagire nei momenti chiave della stagione, con un girone di ritorno incredibilmente negativo che ha portato la squadra alla clamorosa retrocessione. Una squadra che tra le proprie fila conta giocatori di qualità ed esperienza come Shaqiri, Joe Allen, Martins-Indi (solo per citarne alcuni) non può arrivare penultima. Le strategie di mercato societarie e le due guide tecniche hanno portato al fallimento peggiore che i tifosi dei Potters potessero immaginarsi a inizio campionato.

0- Chelsea: Da campioni in carica, a inizio stagione, ci si aspettava che i Blues avrebbero dato battaglia per confermarsi al top della Premier League e invece, la squadra di Antonio Conte, non è mai stata in lotta per il titolo e ha concluso la stagione addirittura fuori dalla top 4 e dunque fuori dalla Champions. I rapporti tesissimi tra proprietà e allenatore hanno minato anche il rendimento tecnico della rosa. L'addio dell'ex ct azzurro pare ormai segnato, come segnata in negativo è la stagione dell'intero club londinese.


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