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UN CHIESA ESAGERATO IN AZZURRO: PRIMO GOL, DUE ASSIST E DUE LEGNI. ORA LA FIORENTINA DEVE RECUPERARLO. INCONTRO ENTRO L’ANNO. DOPPIETTA DI ZANIOLO CHE FA RABBIA E CORVINO PARLA ANCORA. MILENKOVIC E CASTROVILLI INCEDIBILI

19.11.2019 00:02 di Enzo Bucchioni    per firenzeviola.it   articolo letto 370 volte
UN CHIESA ESAGERATO IN AZZURRO: PRIMO GOL, DUE ASSIST E DUE LEGNI. ORA LA FIORENTINA DEVE RECUPERARLO. INCONTRO ENTRO L’ANNO. DOPPIETTA DI ZANIOLO CHE FA RABBIA E CORVINO PARLA ANCORA. MILENKOVIC E CASTROVILLI INCEDIBILI
© foto di Federico De Luca

C’è un mister Chiesa che gioca nella Fiorentina e un dottor Chiesa che gioca in Nazionale. A questo proposito, per chi avesse ancora qualche dubbio e per chi non l’avesse fatto in diretta ieri sera, consiglio di andare a rivedere la divertente partita dell’Italia contro l’Armenia. Una partita per certi versi esagerata, come è stata esagerata la prestazione di Federico Chiesa. Un gol di testa, il primo in azzurro, due assist, due legni e tanto tanto movimento, ma anche una evidente gioia e tanta serenità, sono la sintesi di una serata da ricordare. Abbiamo rivisto quel Chiesa che spesso abbiamo ammirato anche in viola e che di recente si è come inceppato. E’ evidente a tutti, proprio per le prestazioni al di sotto delle sue possibilità, che il rapporto fra il giocatore e la società non sia idilliaco e anche se la Fiorentina continua a negarlo, questo sta diventando il vero problema da risolvere.

Non so se Chiesa sia felice o meno, non chiedetemelo. Di sicuro in campo è nervoso, ombroso, tende a giocare più per sé stesso che per la squadra, a sottolineare gli errori, a protestare, sicuramente in maniera inconscia si porta dietro delle negatività. Nessuno pensi che il rendimento di Chiesa nella Fiorentina sia calato per una scelta o per scarso attaccamento, semplicemente un ragazzo di 22 anni non può essere un robot e tutto quello che è accaduto e sta accadendo attorno alla sua carriera, al suo futuro, al suo contratto, di sicuro non gli danno quella serenità indispensabile a qualsiasi professionista per fare al meglio il suo lavoro. E’ una situazione che non si può trascinare oltre e va risolta semplicemente perché Chiesa non è un giocatore qualsiasi, ma il miglior giocatore della Fiorentina. Ribery è un’altra storia. Esprimo concetti che ho già espresso anche di recente e mi scuserete, ma dopo aver visto una partita come quella di ieri sera vale la pena ripeterli perché i gol e gli assist di Chiesa hanno salvato la Fiorentina l’anno scorso e quest’anno potrebbero essere un valore in grado di fare crescere questa squadra in costruzione e invece mancano. Lo dico perché mi ribello quando vedo Chiesa trattato come un giocatore normale mentre Chiesa è un giocatore speciale. Almeno per la Fiorentina. E se è vero che la società deve fare le sue scelte e mostrare la sua forza contrattuale e pratica, farsi condizionare da un giocatore è sbagliato, è altrettanto vero che questo discorso lo può fare la Juventus mettendo ai margini Mandzukic tanto ne ha altri venti, diverso è se ti chiami Fiorentina e Chiesa è il tuo unico fuoriclasse.

Per carità, è giusto che Rocco faccia le sue strategie e se ritiene Chiesa incedibile fa bene a seguire le sue idee, ma in assoluto non è calcisticamente giusto e producente trattare Chiesa come un giocatore qualsiasi. Ho già detto che questa sta diventando una posizione tafazziana o più volgarmente mi ricorda il famoso tizio che voleva fare un dispetto alla moglie. Ritengo che la gestione del caso-Chiesa sia stato uno dei pochi errori commessi fino ad oggi da Commisso, ma è evidente che di errore si tratta. Se il nuovo proprietario della Fiorentina è arrivato con il fermo proposito di non vendere Chiesa, di far rispettare il contratto, è legittimo e per certi versi condivisibile, ma avrebbe dovuto spiegare le sue ragioni e confrontarsi con il babbo di Chiesa e con il ragazzo. Per me sarebbe stata la prima cosa da fare appena arrivato a Firenze perché Chiesa è l’unico giocatore di levatura internazionale ereditato dalla gestione Della Valle e con un giocatore così è quasi obbligatorio fare un percorso condiviso.

Il muro contro muro o peggio l’indifferenza, in atto dal giugno scorso stanno portando ai risultati che vediamo, un giocatore inconsciamente turbato, raramente decisivo, piano piano sceso da un livello di eccellenza a un livello di normalità. Rocco invece avrebbe dovuto chiamare Enrico, dirgli apertamente quello che è stato detto pubblicamente, l’incedibilità, la storia della bandiera e tutto il resto. E anche se Enrico, come penso, avrebbe rimarcato la volontà di andare via per ragioni di carriera, comunque sarebbe stato logico adottare una strategia comune. O un compromesso. Quale? Una roba del tipo, tanto per dirne una, resti qui ancora un anno o due, ti raddoppio l’ingaggio, allunghiamo il contratto e poi sceglieremo assieme la squadra del tuo futuro. Oggi è tutto più complicato, cinque mesi di silenzi e di incomunicabilità salvo un incontro Barone-Enrico sempre smentito ma che a me risulta, hanno lasciato una traccia profonda.

Anche ieri sera Pradè ha ribadito che non sono previsti incontri con il babbo-procuratore. Però portare a scadenza il contratto nel 2022 sarebbe un danno economico (vorrebbe dire perdere 70 milioni) e sportivo (vi immaginate due anni e mezzo fra le polemiche tipo Montolivo?) e la Fiorentina lo sa. Mi risulta che comunque, prima di Natale, Enrico Chiesa sarà convocato in sede e gli sarà prospettato un rinnovo fino al 2023-2024 con ingaggio raddoppiato a oltre tre milioni di euro. Forse è troppo tardi, ma se la Fiorentina dovesse ricevere un no (probabile), la logica calcistica imporrebbe comunque la ricerca di un acquirente gradito alla società, un percorso condiviso per l’interesse di entrambe le parti. Se poi Rocco ha in testa la linea dura, legittimo anche questo, nessuno però poi si lamenti se Chiesa rende meno delle sue qualità. I giocatori danno il massimo quando stanno bene fisicamente, ma anche psicologicamente. E un ragazzo che si sente frustrato e ridimensionato nelle sue ambizioni sportive non può essere al top. Ripeto, qualcuno può liberamente pensare "Chiesa deve solo pensare a giocare, è strapagato", ma non funziona così. E’ semplicistico.

Unito a questo c’è anche (forse) un problema tattico. Chiesa, è evidente, rende al meglio da esterno, quando parte largo, si accentra e va al tiro. Come seconda punta nel 3-5-2 fa più fatica e l’ha fatta soprattutto quando è mancato Ribery l’unico nella Fiorentina che parla il suo linguaggio tecnico. Su questo deve lavorare Montella.

Ma ieri sera la vittoria della Nazionale ha fatto salire la rabbia anche nel vedere Zaniolo. Prima doppietta in azzurro a vent’anni con una personalità debordante. Pensate lui e Chiesa compagni in viola. E pensate ancora più fortemente che nell’estate di tre anni fa Corvino ha buttato fuori Zaniolo regalandogli il cartellino. Lo abbiamo già detto tante volte. Sbagliare si può, ma continuare a parlare e vantarsi è inaccettabile. Una B sfiorata, Zaniolo, Mancini e tre anni di errori macroscopici e non calcio a Firenze non bastano per una sana autocritica, per un gesto di umiltà. Niente. Come se non fosse successo niente. E c’è chi gli regala ancora sponde d’oro e gli crede. Misteri neanche troppo misteriosi del calcio. Ma non m’ero sbagliato, conosco troppo bene i miei polli. I cinque gol di Cagliari hanno ricompattato il Club della Bistecca e se andate a rileggere quello che è successo negli ultimi dieci giorni c’è qualcosa di vergognoso.

A proposito di mercato sbagliato e di non calcio, attorno alla Fiorentina tornano a girare in tanti per mettere le mani su Castrovilli (Inter e Roma) o su Milenkovic (Barcellona), come quando a Firenze c’erano i Fratellini e la loro corte dei miracoli, quando la Viola era un supermarket.

Forse non hanno ancora capito che Rocco non vende, ma compra. Almeno così dicono e gennaio è vicino…


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