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Il volto nuovo

Javier Mascherano, il nuovo volante della Seleccion

Conosciamo meglio uno dei più fulgidi talenti della nuova generazione argentina, cui anche il mitico Maradona ha chiesto in regalo la maglia.
16.02.2005 15:14 di Michael Angelici   articolo letto 14108 volte

"E' un mostro. Dell'ultima generazione è quello che mi ha impressionato di più. Ha 20 anni e si muove con la saggezza di un trentenne". Parola di Maradona. L'ex "Pibe de Oro" non ha dubbi sul talento del ragazzo dei millonarios, tanto da avergli telefonato per chiederli in regalo una maglia.
Fisico compatto (173 cm, per 70 Kg), grinta e classe, incontrista e rubapalloni con una visione di gioco degna del Principe (Fernando Redondo, il miglior 5 della storia del calcio, N.d.R.), tutto questo è "el Jefecito", il piccolo capo.

Javier Alejandro Mascherano nasce a San Lorenzo, una piccola città vicino Rosario, provincia di Santa Fe, l'8 giugno 1984. Figlio di Oscar, operaio in una fabbrica di prodotti insetticidi, e di María, casalinga, "Masche" (come lo chiamano i suoi amici) ha 2 fratelli più grandi: Sebastian di 29 anni e Natalia di 26.
Comincia a dare i primi calci al pallone nell'Alianza una piccola squadra della sua città e successivamente passa nel Barrio Vila. Giocava come attaccante ed era dotato di buona velocità, era potente e aveva una discreta capacità realizzativa. Fu suo padre ad intuirne le immense qualità come centrocampista. "Per me era nato per fare il regista. Quando alzava la testa, riusciva a mettere la palla dove voleva, con una precisione incredibile. Ora tutti hanno scoperto queste sue capacità, ma lui gioca così da quando aveva 10 anni!", ricorda Oscar. Il ragazzo all'inizio era piuttosto titubante, ma con il tempo si lasciò convincere. Fu la sua fortuna.
A 13 anni il piccolo Javier aveva già un'idea precisa in testa: sfondare nel calcio e diventare un campione. Entrò nella scuola calcio "Renato Cesarini", la Coverciano giovanile d'Argentina, sotto la guida di Eduardo Solari (padre del calciatore del Real Madrid), che gli predisse: "Presto sarai il 5 della Nazionale". Infatti, il suo debutto nelle nazionali giovanili argentine non tardò ad arrivare. Hugo Tocalli, giunto alla scuola calcio per seguire alcuni ragazzi, rimase impressionato dalle capacità di Mascherano e lo convocò nell'Under 15.
L'anno seguente fu la volta del River Plate. Fu una scoperta quasi casuale. I millonarios seguivano con attenzione un compagno di squadra di Javier e ne filmavano le partite. In uno di questi video c'era anche lui. Il provino con la squadra di Buenos Aires andò alla grande e Mascherano entrò nelle giovanili del club (nella Settima divisione). Vinse subito il campionato di categoria.
L'ascesa prosegue inarrestabile e "Jefecito" debutta nell'Under 17 (2 marzo 2001, Perù-Argentina 1 a 1) e disputa, da capitano, i campionati sudamericani in Perù nel 2001, conclusi al secondo posto, (segna anche un gol nel match vinto 3 a 0 con il Venezuela) ed i Mondiali a Trinidad e Tobago.
La carriera con le nazionali giovanili è ricca di soddisfazioni. Con la nazionale Under 20 vince i campionati sudamericani 2003 e partecipa ai mondiali di categoria negli Emirati Arabi (una cocente eliminazione in semifinale con il Brasile finita addirittura in lacrime) e colleziona, in totale, 12 presenze (9 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta).
Nel 2004 è finalista della Coppa America con la nazionale Under 23 e, sempre con la stessa squadra, partecipa e vince la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atene (vittoria in finale per 3 a 0 contro l'Italia di Gilardino e Pirlo).
Il debutto in nazionale maggiore avviene addirittura prima che nella prima squadra di club.
Il 16 luglio 2003 gioca da titolare nella sfida contro l'Uruguay (terminata 2 a 2), disputando un gran match (da allora ha collezionato 11 presenze).
Diciotto giorni dopo, nel secondo tempo della partita vinta 2 a 1 con il Nueva Chicago, avviene il suo debutto anche nel River Plate. Con i millonarios arriva in finale nella Coppa Sudamericana nel 2003 ma, soprattutto, vince il Clausura 2004 giocando 21 partite.

"Il calcio per me è tutto. E' il mio modo di vivere, la mia passione, il mio lavoro. Ma è anche sacrificio, perché per il calcio ho dovuto lasciare la mia famiglia e andare a vivere da solo a Buenos Aires. In quel periodo sono stati molto importanti i miei amici" racconta Javier. I suoi amici e la sua fidanzata Fernanda, che conosce da quando aveva 16 anni.
Nonostante il distacco, non ha perso i contatti con i suoi genitori. "Ci telefona sempre dopo ogni partita per sapere come l'abbiamo visto giocare. E' rimasto molto legato a noi." Talmente legato da lasciar loro in custodia la medaglia d'oro vinta alle recenti Olimpiadi.
Nel tempo libero ama guardare la televisione (va matto per i documentari di "Discovery Channel" e per i film di Mel Gibson e Nicole Kidman) e ascoltare musica (Silvio Rodríguez e Joaquín Sabina i cantanti preferiti). La sua più grande paura è quella di volare "La prima volta che presi l'aereo fu per andare in Francia nel 2000...un esperienza terribile. Ma mi dovrò abituare anche per il lavoro che faccio".
Se dovesse scegliere un paese nel quale andare a vivere (e quindi anche a giocare), preferirebbe la Spagna "Sia per le abitudini di vita che per la lingua. Ma se un club italiano viene a cercarmi non vado certo a dirgli di no...".

Ultimamente attorno al suo nome ed al suo cartellino si è creato un vero e proprio caso. Sembrava che avesse firmato un contratto con il Corinthians, ma i suoi presunti procuratori Carlos Aloisio (nipote di Settimio, procuratore di Batistuta) e Marcelo Ferrerya hanno smentito categoricamente. Qualche settimana fa i due hanno incontrato varie società (tra cui la Juventus e Luciano Moggi) per cercare di piazzare il giocatore. La procura per poter trattare per conto di Mascherano sembrava l'avesse data direttamente il River Plate. Ma in Argentina non si sa nulla di tutto questo ed il suo vero procuratore, Walter Tame (ex collaboratore di Marcos Franchi che seguì per 3 anni Maradona), pare non abbia gradito. Certo è che la soluzione brasiliana non piace per niente a Javier "L'unica cosa che so è che fino a giugno giocherò nel River, cercando di vincere la Coppa Libertadores."
Diverse sono le squadre italiane che si sono interessate a lui dall'Inter, alla Juve ed al Milan. In Spagna lo segue con molta attenzione il Real Madrid.
Lui non fa differenze anche se ammette che il Milan lo intriga molto "Da quando è arrivato Ancelotti giocano un calcio molto simile a quello che si gioca qui, in sudamerica". Anche l'Inter dei suoi amici argentini (Javier Zanetti su tutti) non gli dispiacerebbe.
Vedremo come andrà a finire quest'estate. Certo è che se qualcuno vuole acquistarlo deve essere pronto a sborsare almeno 15 milioni di euro. "Valgo davvero tanto?", dice Mascherano. Sì, e anche di più.


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