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La Giovane Italia
Il volto nuovo

Un po' Pirlo e un po' Xavi, il Barça ha un nuovo fenomeno! Vi presento Sergi Samper

Gianluca Nani (Roma, 01/10/1962) Direttore Sportivo ex Brescia, tra i primi 'stranieri' a lavorare in Premier League, al West Ham. Annovera tra le sue scoperte Emiliano Viviano del Palermo e Marek Hamsik, attualmente al Napoli.
28.02.2012 11:15 di Gianluca Nani   articolo letto 40882 volte
Fonte: Gianluca Nani per TMW MAGAZINE
© foto di Balti Touati/PhotoViews

"Non puoi costruire la squadra e lasciarla senza allenatore, senza panchina. Non puoi
abbandonarla di punto in bianco". "Non hai completato il magic team". Così mi rimproveravano
la Redazione di TuttoMercatoWeb e TMW MAGAZINE ed un paio di lettori affezionati. Colto dai rimorsi di coscienza e spaventato dall'idea di perdere i miei due fedeli fan, riprendo il discorso interrotto e completo il lavoro.

In porta: Ter Stegen '92.

In difesa:
Aurier '92. Zouma '94. P. Jones '92.
Mbola '93.

A centrocampo: Barkley
'93. Draxler '92. Xhaka '92.

In attacco: Ocampos '94. Nyang '94. Agudelo
'92.

La panchina: Sunzu '89 per la difesa;
Yoon Bit Garam '90 per il centrocampo;
Fierro '94 per l'attacco.

Squadra giovane, costruita per il 4-3-3. Manca un secondo portiere, un esterno di difesa,
un altro centrocampista ed un attaccante. Naturalmente manca anche un allenatore. Iniziamo dal centrocampista. Ho appena concluso un'esperienza meravigliosa a Barcellona, dove ho avuto la possibilità di seguire il lavoro della cantera per una settimana e di vedere la juvenil A, giocare la semifinale della "next generation series" che ricalca la Champions League e fa incontrare tra loro, alcune tra le squadre giovanili più forti d'Europa. Barcellona-Ajax si sono incontrate nello stadio attiguo al Nou Camp prima di Barcellona-Valencia, semifinale di ritorno della Coppa del Re. L'Ajax ha vinto 3-0 ma che spettacolo Sergi Samper Montaña!

"Dai Sergio, fatti la doccia in fretta che attraversiamo la strada, andiamo in uno
stadio qui di fronte, c'é un altra partita, magari ci fanno fare un tempo".
Talmente ho incontrato un ambiente semplice, disponibile, idilliaco al Barcellona che per un attimo ho immaginato la scena che mi è capitata tante volte da ragazzo, in cui un amico mi invitava a giocare la seconda partita (a volte anche la terza), nello stesso giorno. Il calcio è passione, divertimento, piacere.

Era stato profetico il buon Filippo: "Se vai a vedere il Barcellona guardati il biondino con il 6, poi vedrai che ci fai il report, anche se è del Barcellona". Aveva ragione.
Ho deciso. Entra di prepotenza nella rosa del magic team.
E' solo un '95, era il più piccolo dei ventidue in campo ma che giocatore! Per la gioia della redazione dico subito che mi ricorda un po' Pirlo e un po' Xavi, suppongo sia assolutamente incedibile e la squadra dove lo vedo meglio é proprio il Barcellona. Al Barça sono dei fenomeni, hanno una organizzazione a livello giovanile straordinaria.

Anche i bambini nati dopo il 2000 giocano e si allenano e interpretano il calcio
come i "grandi" allenati dal Pep. E' normale che poi ti ritrovi tanti campioni
in prima squadra. Provate a pensare se poi questa organizzazione, questi principi di gioco, questa mentalità, li trasmetti e li applichi anche su chi possiede di per se un talento innato. In quel caso ecco che produci Xavi, Iniesta e ... Sergi Samper. Talento naturale puro, capacità di lettura delle giocate nettamente più veloce rispetto alla media, senso
tattico di un veterano, personalità e presenza in campo, copertura perfetta del terreno di gioco in ogni circostanza e, soprattutto, è sempre posizionato bene con il corpo al
momento della ricezione del pallone.

Chi mi ha seguito nei report precedenti avrà capito quanta importanza do, soprattutto nel settore giovanile, all'insegnamento della postura corretta del corpo nel momento della ricezione del pallone. Chi sa far bene questo è già un bel pezzo avanti per potersi definire un giocatore di buona qualità, e velocità di pensiero. Calcia di destro ma usa anche il sinistro. Da buon 'canterano' blaugrana è un maestro nel gioco corto e nello scambio di
prima. Ha grandi intuizioni nel verticalizzare vicino alla porta avversaria, pressa bene e con il tempo giusto. Non ha paura ad entrare deciso quando deve recuperare il pallone.
Centrocampista centrale di un centrocampo a tre Vorrei vederlo colpire di testa ma
che devo dire di più. Questo è bravo. Son talmente convinto che entro due/tre anni Sergi attraversa la strada e cambia stadio che mi sbilancio: se non lo fa, mangio il cappello!

Adesso, cari lettori, vado a comprarmi un bel cappello di cioccolata (non si sa mai) e vi saluto, inizia una partita.


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