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Ursino a FcIN: "Pinamonti? L'abbiamo cercato, ma Tumminello è meglio. Sabato vogliamo fare risultato"

13.09.2017 17:47 di Filippo M. Capra    per fcinternews.it   articolo letto 474 volte

Il direttore sportivo del Crotone, Giuseppe Ursino, ha parlato in esclusiva a FcInterNews della partita di sabato contro l'Inter, consci della forza di quest'ultima, della posizione dei calabresi in classifica e delle potenzialità che la rosa di Nicola ha dimostrato di avere.

Direttore, arrivate da due sconfitte e un pareggio. Come state preparando il match con l’Inter?
“Con più attenzione perché abbiamo perso dei punti le ultime due partite immeritatamente, specialmente contro il Verona la squadra meritava molto molto di più: abbiamo sbagliato un sacco di gol. Ma anche contro il Cagliari penso che il pareggio era il risultato più giusto. Con l’Inter è una partita difficilissima. Sappiamo di incontrare una squadra a punteggio pieno che con un grandissimo allenatore come Spalletti si è trasformata rispetto all’anno scorso. Noi giocando in casa cerchiamo di fare una grande partita e di fare risultato”.

Pensa sia possibile replicare la vittoria dell’anno scorso quando vinceste 2-1?
“Penso che quello che è successo l’anno scorso si debba dimenticare subito perché quanto fatto da noi nel girone di ritorno sia qualcosa di eccezionale. Me la ricordo bene quella partita, fu straordinaria, però ogni match è una storia a sé. L’Inter arriva da prima in classifica giocando molto bene. Siamo coscienti di ciò, ma allo stesso tempo dobbiamo essere anche incoscienti”.

In che senso?
“Dobbiamo fare la nostra partita come sappiamo farla, cercando di fare risultato”.

L’atteggiamento che ha avuto la SPAL a San Siro può essere di riferimento per voi?
“La SPAL ha fatto una grande partita rispetto all’Inter, poi gli episodi hanno girato in favore dei nerazzurri. Noi giochiamo in modo diverso rispetto ai ferraresi e lo faremo tra le mura di casa, non in trasferta, quindi la partita sarà in tutt’altro modo. L’essenziale è essere equilibrati e giocare con grande entusiasmo e grande intensità”.

Nella vostra rosa c’è, oltre a Cordaz, un altro pezzetto di Inter: Marco Faraoni. A che punto è la sua preparazione?
“Sta facendo molto bene, nonostante arrivasse da un anno in cui ha giocato poco. Sta migliorando di giorno in giorno e speriamo continui così”.

Quanto siete stati vicini a Pinamonti?
“Per Pinamonti è stata una richiesta ‘superficiale’ ad inizio mercato. Abbiamo sondato il terreno con l’Inter per capire le possibilità di ingaggiarlo qualora avessimo necessitato di un attaccante. Poi i nerazzurri ci hanno detto che il ragazzo era incedibile e abbiamo virato su altri profili come Cutrone e Tumminello. Quest’ultimo, per me, è il più interessante dei tre: arriverà presto ad alti livelli”.

Qualche altro interesse? Vanheusden magari?
“Mah, adesso è inutile parlarne perché il mercato è finito”.

Ma a gennaio riapre. Avete già in mente qualche obiettivo estivo che può rifinire nel vostro mirino?
“Ora dobbiamo pensare a giocare perché è un campionato molto più difficile dell’anno scorso quindi dobbiamo essere totalmente concentrati. Gennaio è ancora lontano”.

Quali sono le concorrenti principali nella corsa alla salvezza?
“Io dico sempre che il campionato è diviso in tre parti: ci sono la Juventus e il Napoli che lotteranno per lo scudetto, subito dietro le quali c’è l’Inter che potrebbe giocarsela con loro per il titolo. Poi ci sono quelle che si contendono l’ultimo posto in Champions e per l’Europa League. Tutte le altre lotteranno per non retrocedere”.

Quindi vede meglio l’Inter del Milan?
“Il Milan se avrà difficoltà sarà perché l’organico deve ancora amalgamarsi. L’Inter a differenza dei rossoneri ha una rosa pressoché identica a quella dell’anno scorso, con un allenatore in più. La rosa di Montella ci metterà ancora uno o due mesi per trovare le giuste misure. Lotteranno entrambe per la Champions League”.

Pensa che a panchine invertite, con Montella ad Appiano e Spalletti a Milanello, i problemi sarebbero gli stessi? O l’allenatore fa la differenza?
“Non lo so, sono entrambi grandissimi tecnici. Credo sia più un problema di organico in sé piuttosto che di chi lo allena”.


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