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Diario di Rio - I 112 secondi che alle 22.25 decideranno Brasile-Argentina

02.07.2019 17:40 di Tancredi Palmeri    articolo letto 15386 volte
Diario di Rio - I 112 secondi che alle 22.25 decideranno Brasile-Argentina
E’ bene che ci si renda conto di una cosa. Brasile-Argentina stanotte è una partita definitiva non solo per quello che conosciamo della loro storia del calcio, che a dire il vero è il calcio stesso, al punto che il Brasile potrebbe essere gli esagoni bianchi e l’Argentina i pentagoni neri del pallone di cuoio.
Ed è definitiva non solo perché il calcio si tramanda alla storia con Pelé e Maradona, e continua a farlo con i Ronaldo prima e Messi poi.
Ma perché ii calcio sublima due differenze ontologiche, dell’essere, di Brasile e Argentina come paesi: due maniere combacianti e opposte di affrontare e sentire la vita. Quella dei brasiliani, che è accoglienza delle differenze, una ricerca della creatività, che però è incapace di comprendere altri stili. E la filosofia argentina: la forza, l’orgoglio, lo spirito di rivalsa che ti fa vincere le difficoltà, ma li spinge nell’arroganza. E’ una partita definitiva, sempre. E’ per questo che non sarà bella: sarà una operazione a cuore aperto, con il battito a regolare il tempo. Come diceva Albert Camus, “Tutto ciò che so sulla moralità e sui doveri dell’uomo, lo devo al calcio”. Per questo Brasile-Argentina sono anime opposte e vicine allo specchio.

Lo fanno entrando al Mineirao, perché il Brasile affonda le mani in tutti i traumi per poterne uscire, e dopo aver esorcizzato quello della maglia bianca del Maracanazo, adesso mette assieme quello del Mineiraço in semifinale e quello dell’Argentina giustiziera simil Italia90. E il Mineirao è il luogo perfetto, un gigante che appare come una mastodontica aracnide di cemento che ghermisce i sogni con le zampe. Ma sono anche i traumi del momento argentini: 26 anni senza vittorie, mai così a lungo, e 5 finali consecutive perse.
Però quello che sei, e quello che ti è successo, te lo devi dimenticare. E’ raro, ma giocano praticamente con le idee chiare: il 4-3-1-2 dell’Argentina con Messi-Aguero-Lautaro, e De Paul interno destro e Foyth terzino dietro di lui. Il 4-3-3 del Brasile dove rientra Casemiro, e conferma Everton e Gabriel Jesus ai lati di Firmino, con unico dubbio le condizioni di Filipe Luis che potrebbe fare spazio a Alex Sandro, prediletto però come carta in corsa per sparigliare. Ma la paura delle conseguenze sarà una livella: non è tempo di grandi dipinti, e del resto anche in quella di Italia90 un’Argentina brutta e cattiva la spuntò quasi immeritatamente alla fine. Per una genialata di Maradona, tuttavia. Per questo Messi è meglio avercelo, anche quando gioca la sua peggiore fase finale come è stato finora.
La città qua a Belo Horizonte ha un’attesa sospesa. Non grida di gioia, sembra attendere il verdetto.
Alle 17.25 arriverà l’eclissi totale di sole anche qui, salendo dal Cile, passando per l’Argentina, attraversando il grande Brasile.
112 secondi in cui il sole sarà oscurato, e si vedranno tre pianeti alla luce del giorno. Presagi nell’aria.
Ci saranno lacrime.

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