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Arriva CR7, addio a Bari e Cesena… Milan, il fondo fa sul serio! Bolt come Jordan?

18.07.2018 06:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 37741 volte

Chissà se, tra qualche anno, ricorderemo dove eravamo il giorno in cui Cristiano Ronaldo ha proferito le sue prime parole da bianconero. Il “colpo del secolo” è stato sviscerato in ogni suo minimo dettaglio. Ci sono state più ore “in diretta” per CR7 che per la vittoria dello Scudetto della Juventus lo scorso anno… Ora c’è solo da attendere la sua “prima” in campo con la vendutissima casacca bianconera numero 7 (12 agosto, a Villar Perosa). Dopo aver vivisezionato ogni sua smorfia e commentato i suoi cambi d’abito in stile Festival di Sanremo, ora lo aspettiamo nell’unico luogo dove i soldi non contano nulla: il campo verde. Lì i 31 milioni di euro netti non avranno nessun peso… Curioso un fatto: nell’anno in cui CR7 sbarca in Italia a cifre davvero importanti, l’Italia vede scomparire due società gloriose come Bari e Cesena. Mentre tutti si sgolano nel riaffermare la solidità e la ritrovata brillantezza del nostro calcio, i tifosi di Bari e Cesena non hanno più la loro squadra del cuore da vivere quotidianamente. Singolare, no? Indubbiamente tutto ciò che luccica non, per forza, è oro. Se c’è un calcio italiano che sprizza gioia, c’è anche chi se la passa male. Bari e Cesena scompaiono nella maniera più dolorosa possibile, ossia soffocate da debiti. E, all’orizzonte, c’è da capire le “posizioni” di altre società, Parma e Chievo in primis… La speranza è che tutto si risolva per il meglio, anche se le richieste della procura della FIGC sono durissime (mano pesante soprattutto nei confronti dei veneti, a rischio Serie B)… Perché tutto questo? Semplicemente perché il calcio va trattato con i guanti. Ormai non si può più ritenere il calcio un semplice gioco… Ogni società deve essere, prima di tutto, un’azienda e sapersi gestire, anche quando, a livello sportivo, le cose vanno per il verso sbagliato!
Chi guarda al futuro con ottimismo è, invece, il Milan… Da quando il fondo Elliott si è impossessato del timone della nave rossonera, c’è un’aria decisamente frizzante, che tanto stride con la calura estiva e i tempi, flemmatici, di Yonghong Li. Il fondo Elliott ha un patrimonio stimato in 2,8 miliardi di dollari e non ha nessuna intenzione di perdere dei soldi con “l’affare Milan”. Il primo passo? Risanare la società, creare un organigramma che possa risollevare il Diavolo, sia a livello finanziario che a livello di brand. Non è un caso che il nome di Conte sia stato accostato ai rossoneri. Il fondo, per tornare grande, ha bisogno di un Milan solido e vincente. Dopo la sentenza del Tas di Losanna (filtra pessimismo), aspettiamoci tante novità. Ecco, un consiglio: sarebbe opportuno ascoltare anche la piazza. Leonardo è validissimo ma non amatissimo (per usare un eufemismo), Conte è favoloso ma Gattuso è la bandiera, l’ultima, del Milan vincente di qualche anno fa… D’altro canto, il fondo Elliott pensa ai propri interessi, senza guardare in faccia a nessuno… Cataclismi in vista!
Non guarda in faccia a nessuno neppure Bolt. La stima in Usain è enorme ma, con tutto il rispetto, insistere con il calcio pare una forzatura. Ricordate Michael Jordan? Anche lui cercò gloria nel baseball perché, da giovanissimo, si sentiva un campioncino nel lancio della pallina… Bene, Bolt sta cercando di lasciare il segno nel calcio, perché si sente un attaccante di razza. Ok, andare a giocare in Australia è una decisione figlia anche di altre motivazioni (sponsor) ma, caro Usain, forse il calcio dovrebbe restare, per uno come te, un semplice passatempo. Giocare con gli amici l giovedì sera fa brutto?


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