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La Juve ha un difetto! Gattuso al tappeto? Il piano di Carlo...

24.10.2018 06:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 25721 volte

All’Old Trafford, la Juventus ha incantato tutti. I bianconeri hanno dominato, annichilendo un Manchester United annebbiato ma comunque sempre infarcito di campioni. Allegri ha strapazzato Mourinho, vincendo ogni singola mossa tattica e confermando come, al momento, lo Special One sia un leone ferito, il cui ruggito non incute più timore come ai vecchi tempi. La Juventus è un’orchestra perfetta, che suona spartiti illeggibili per chiunque altro. Se imparerà ad essere più cinica, difficile individuare qualcuno che possa arrestarne la corsa europea. C’è poi quel Dybala che, solo qualche settimana fa, sembrava un “caso spinoso”. In realtà, la Joya è emozione pura. Segnare all’Old Trafford non è da tutti. Un gol pesantissimo, di quelli che, quando si smette di giocare, si ricorda con piacere (come fatto da Del Piero nel pre match…). E, giustamente, doverosi i complimenti a quell’elegante signore di nome CR7. Del suo orologio da due milioni di euro mi interessa il giusto, estasiato, invece, da come affronta le sfide in campo. In quella che è stata casa sua, ha giocato una gara di sostanza, aiutando i compagni e regalando lampi di pura classe. Solo De Gea, probabilmente il miglior portiere del mondo, gli ha tolto la gioia di godersi un altro gol da cineteca che avrebbe, quasi certamente, portato a scroscianti applausi da parte dei suoi ex tifosi… Tutto meraviglioso ma c’è un “ma…”. La Juventus ha un difetto. E’ padrona di tutto e tutti ma non è ancora cinica come dovrebbe. All’Old Trafford, considerata la grande mole di gioco, avrebbe dovuto vincere con almeno due/tre gol di scarto. Se il tiro di Pogba fosse entrato in rete, che smacco sarebbe stato. Qualcuno potrebbe dire: “Per fortuna ha almeno un difetto”… A conti fatti, la Champions ha un fascino unico, regala emozioni speciali e non solo per il felicissimo popolo bianconero…
Champions ma non solo… C’è anche il campionato dove gli spunti d’interesse non mancano di certo… Incredibile. Il Derby, perso nel recupero, ha demolito l’immagine di Ringhio. Gli applausi si sono trasformati in fischi. La Curva si è schierata contro giocatori e tecnico. Come è possibile? Gattuso non era “il salvatore della patria”? Prima del Derby, la panchina di Rino era saldissima, ora deve puntellarla con buone prestazioni e, soprattutto, vittorie convincenti. In tanti si stupiscono, non credo ce ne sia motivo. La grandeur di un tecnico, in fin dei conti, è basato sui risultati che porta. Puoi anche essere bravissimo, preparatissimo e con la giusta grinta ma se non porti a casa vittorie, sei attaccabile e indifendibile. Gattuso è un gladiatore, conosce i rischi del mestiere e saprà lottare contro tutto e tutti finché avrà un barlume di energia in corpo. Ma che succederà se fallirà? Chi prenderà il suo posto? Chi, tra Leonardo e Maldini, due suoi grandi amici, gli comunicherà il suo esonero? Tante domande, alcune ingombranti. Il nome di Conte, sempre che il Real Madrid non decida di farsi avanti in maniera tangibile, resta ricco di fascino… Eppure, prima di salutare uno come Gattuso, meglio pensarci non una, non dieci, non cento ma almeno mille volte…
Intanto c’è un ex allenatore di Gattuso che si sta divertendo come pochi… Carlo Ancelotti è riuscito in un colpo di magia degno di Harry Houdini o, se preferite, l’altro Harry, il Signor Potter. Sarri è un ricordo lontano, tranne che per De Laurentis che, appena può, ne evidenzia le presunte lacune. Carlo è eccezionale (si sapeva), ha la squadra in pugno (prevedibile) e fa ruotare tutti (soluzione intelligente) ma, per diventare un vero re di Napoli deve riuscire a portare in città un trofeo. Se, alla fine della stagione, il Napoli riuscirà ad alzare un trofeo, Ancelotti avrà confermato di essere un fenomeno unico, autentico, irrepetibile. Per il momento, è sulla strada giusta…


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