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La Giovane Italia
L'Angolo di Calcio2000

L’angolo di Calcio2000 - Italia, un pari fuorviante! Capello CT? Milan, Yonghong Li come Bruce Lee…

28.03.2018 06:00 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    articolo letto 7998 volte

Alla vigilia della sfida con l’Argentina, il buon Di Biagio era stato categorico: “Inizia un Mini Mondiale per l’Italia”… Quattro amichevoli per dimostrare come il “grande lutto Mondiale” sia stato ormai elaborato, quattro amichevoli per dare il via ad un nuovo, straordinario, ciclo azzurro… Beh, dopo i primi due test, con Argentina e Inghilterra, possiamo affermare, con ineluttabile e devastante certezza che l’Italia è ad un passo dall’essere eliminata anche dal “Mini Mondiale”. Una sconfitta con gli argentini e un pareggio con l’Inghilterra. Se fossimo in un vero e proprio girone, avremmo un punto a metà corsa. Pochissimo per sperare di qualificarsi alla fase successiva. Ma abbiamo pareggiato con i leoni inglesi… Non è più che sufficiente per essere soddisfatti? Personalmente non ho nulla di che gioire… Continuo ad avere quella strana sensazione di déjà vu… Di Biagio ha optato per un mix di senatori e future promesse. Ha shakerato il tutto, sperando che ne uscisse un cocktail gradevole al palato… Invece ci stiamo sorbendo un intruglio “alla Gargamella”.
Sempre più convinto che si stia perdendo tanto, troppo tempo prezioso. Chi c’era contro la Svezia, non avrebbe dovuto esserci nel Mini Mondiale (fatta eccezione per Buffon, al quale avrei concesso un’ultima gara per salutare, degnamente, il popolo italiano, e Insigne, uno che ha talento, quello vero). Invece non è cambiato (quasi) nulla… Eh ma con i giovani avremmo perso 0-7, magari 0-9… E allora? Davvero un pareggio con l’Inghilterra vale il “non rischio” di puntare su volti nuovi? Con i giovani, almeno avremmo avuto la speranza di un futuro migliore mentre ci ritroviamo con un presente che ci ricorda, chiaramente, che siamo una piccola Italia… Non credo che sia un caso il fatto che, il gol del pari dell’Italia con l’Inghilterra sia arrivato da una percussione di Chiesa e dal penalty di Insigne, due che, con la Svezia, non c’erano…
Accontentarsi di quanto visto con Argentina e Inghilterra, a mio avviso, è un errore, un alibi per allontanare o, forse, spegnere la “voglia di rivoluzione”…
E intanto, per il toto allenatore, c’è un nome nuovo: Fabio Capello. La sua avventura al Jangsu è terminata anzitempo… Classe 1946 (due anni più anziano di Ventura), Don Fabio è stato uno dei migliori in pista ma, lo dicono le statistiche, negli ultimi 12 anni non è più riuscito ad incidere come ai bei tempi. Dopo la Liga vinta, nel 2006, con il Real Madrid, solo una sequela di grandi delusioni con Inghilterra, Russia e ora Jangsu… Forse, alla guida della Nazionale, potrebbe ritrovare il “vecchio” feeling con la vittoria. Comunque, anche Don Fabio entra, di prepotenza, tra i papabili per la panchina azzurra. A differenza di altri, Capello è già libero da contratti di ogni genere e, fino a prova contraria, questo è un enorme vantaggio sulla concorrenza… Se poi aggiungiamo il fatto che Costacurta lo conosce benissimo…
I nomi di Costacurta e Capello ci riportano alla mente l’epopea del Milan degli Invincibili… Oggi il Diavolo è decisamente un lontano parente di quella squadra che faceva paura a tutti. Ora c’è il timore di un futuro senza certezze. Yonghong Li non vuole assolutamente mollare il timone rossonero ma, è evidente, ci sono tanti potenziali acquirenti alla finestra, pronti a farsi avanti… Russi, arabi, americani, il Milan fa gola a tutti. Sembra quasi “un affare di stato”. Il fondo Elliott si sta già fregando le mani. Una volta preso il controllo del Diavolo, darà il via ad un’asta milionaria per trovare il nuovo patron rossonero. Ma, attenzione, Yonghong Li è un tipo tosto. Non avrà un patrimonio alla Ross (l’ultimo nome accostato al marchio Milan con un patrimonio da quasi otto miliardi di dollari) ma l’imprenditore cinese non alza mai bandiera bianca e questo è un dato di fatto… Da capire quanto durerà… Gli avvoltoi attendono, con pazienza, il giorno in cui al buon Yonghong Lì non riusciranno più i miracoli… Peccato che si stato già girato “Dalla Cina con furore”. Yonghong Lì assomiglia, ogni giorno di più, a Chen Jeh, alias Bruce Lee, il formidabile cinese che, nel film cult, da solo, lotta contro tutto e tutti. Proprio come Yonghong Li…


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