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L'avvocato del diavolo

Football Leaks, i fondi di investimento e il calciomercato. Alla faccia dei valori sportivi...

20.12.2016 09:50 di Claudio Pasqualin   articolo letto 29503 volte
Fonte: Testo raccolto da Alessio Alaimo

Un tempo (sembra molto tempo fa) i calciatori venivano scelti dai Club esclusivamente (o per lo meno primariamente) sulla base della loro caratura tecnica, connessa, è ovvio, ad una valutazione circa le loro qualità “umane” (carattere, personalità, ecc. ecc.).

Oggi, a quanto pare ed a quanto le carte di Football Leaks vanno confermando, non è più così. Sembra infatti che a determinare il collocamento di questo o di quel campione (o sedicente tale) sia sì la sua caratura tecnica, ma anche e soprattutto la “proprietà” del suo cartellino. Le speculazioni dei cosiddetti Fondi di Investimento condizionano infatti in forma palese il calciomercato di alto livello datochè il Fondo Proprietario deve spingere questo o quel giocatore verso una destinazione che sia conveniente in termini di rendimento.

Ma il rendimento di cui si parla non è quello tecnico, con prestazioni super in campo, ma il rendimento è quello finanziario che crei plusvalenza per il Fondo stesso. Quindi tutto l’aspetto sportivo del gioco più bello del mondo, e lo stesso concetto di meritocrazia, ne sono ampiamente stravolti.

Con buona pace della FIFA che avrebbe vietato il fenomeno dei Fondi (vi risparmio disquisizioni sulla differenza tra quelli “proprietari” e quelli di puro “investimento”) definiti dalla FIFA stessa una forma “moderna di schiavitù”.

Avrebbe vietato ma non evitato, perché i Fondi imperversano alla grande e con la stessa compiaciuta complicità dei pretesi “schiavi” i quali sono felici e ben contenti di esserlo. Un tempo i calciatori di un certo livello sceglievano il loro procuratore sulla scorta di loro valutazioni di esclusivo carattere professionale. Ne valutavano la serietà, la competenza giuridica e tecnica, l’immagine pubblica e la credibilità.

Ora sembra che i criteri siano mutati e al di là della triste realtà creatasi per l’ingresso di personaggi (favoriti dall’assenza di regole) che addirittura le procure le pagano (anche alle mezze calzette), sembra che a determinare i calciatori (e, nel caso dei giovanissimi, le loro famiglie) siano le profferte dei Fondi che spesso hanno investito denaro anche sui Club che poi loro stessi pesantemente condizionano avendo fatto loro dei prestiti, sia pur di incerto rientro. Rientro che per i Fondi è comunque garantito dalla “plusvalenza” sul loro calciatore.

L’inchiesta giornalistica denominato Football Leaks li ha denominati i “burattinai del calcio” ed ha evidenziato, per dirne una, che il Fondo proprietario di Kondogbia, che ora delude all’Inter, ha guadagnato il 523% (cinquecento ventitre per cento) in tredici mesi.

Ora, per quanto lauti possano essere stati i guadagni dei procuratori vecchio stampo sui compensi dei loro assistiti, questi spropositati guadagni sui cartellini dei giocatori vanno davvero oltre ogni immaginazione ma sono evidentemente tollerati da un sistema acquiescente.

Alla faccia dei valori sportivi “del gioco” più bello del mondo.


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