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La scheda di Carlo Nesti

Nesti: "Anni Sessanta? Si torna a seguire il calcio nei bar!"

Fifagate: da Blatter a Platini - Atletica: Malagò ripropone Formia
30.09.2015 10:03 di Chiara Biondini  Twitter:    articolo letto 10728 volte

Cresce, come un tempo, il popolo dei tifosi da bar.
"La Lega Calcio, ogni anno - dice Carlo Nesti, al Direttore della Radio Vaticana Italia Luca Collodi, nella rubrica "Non solo sport" del lunedì, alle 12,35 - commissiona una grande ricerca demoscopica, e i risultati sono estremamente interessanti. Il calcio resta il più grande fenomeno sociale dei nostri tempi, ma risente della crisi economica, e degli scandali interni. In pratica, il popolo delle persone interessate non è diminuito, ma è addirittura cresciuto, 27 milioni, ma con comportamenti diversi dal passato. Si sapeva, da tempo, del netto calo degli spettatori negli stadi, anche a causa del teppismo. Ora esiste un calo negli abbonamenti alla pay tivù, e, opinione personale, non credo proprio che lo sdoppiamento Sky-Mediaset, sul fronte Serie A-Champions League, abbia aiutato il portafogli degli appassionati. Di allarmante c'è che diminuiscono i frequentatori fissi, e aumentano i frequentatori occasionali, quelli che fanno la differenza in meglio. Si torna, ad esempio, alle vecchie aggregazioni nei bar, nei ristoranti, nei locali, come avveniva, negli anni Sessanta, attorno ad una radio, e nel sogno di una vincita, con la schedina del Totocalcio. E questa aggregazione avviene per seguire tutti insieme le partite, attraverso i canali a pagamento, evitando di acquistare l'abbonamento a casa. Insomma, c'entrano l'austerity e la diffidenza, e non potrebbe essere altrimenti, con i segnali negativi, in termini di credibilità, che sono arrivati dal mondo del pallone, negli ultimi tempi".

A proposito di scandali: si passa da Blatter a Platini.
"Qui faccio un ragionamento amaro, ma necessario. Una volta, quando i vertici di qualsiasi settore venivano terremotati dalla giustizia, si poteva sperare che chi subentrava, per non ripetere gli stessi errori, fosse moralmente migliore. In Italia, però, al contrario, abbiamo visto che, nonostante Tangentopoli, la corruzione non è affatto finita. Trasferisco il discorso sul calcio italiano. Dopo i vari scandali-scommesse, altri scandali scommesse. Dopo i vari incidenti negli stadi, altri incidenti negli stadi. E anche a livello mondiale, esiste il fondato dubbio che, dopo il sisma, che ha travolto il presidente della Fifa Blatter, non stia scritto da nessuna parte un futuro più edificante. Prima, la vendita dei diritti televisivi dei Mondiali 2010 e 2014 a Warner, per appena 600 mila dollari, quando poi sono stati rivenduti a 20 milioni. Quindi, il pagamento, definito "fraudolento", di 2 milioni di franchi svizzeri a Michel Platini, che dovrebbe essere il grande moralizzatore dopo Blatter. Ora, naturalmente, massima cautela. Platini è sereno, e sostiene che il compenso è relativo ad un lavoro, regolarmente svolto per la Fifa. Strano, però, che il pagamento sia avvenuto con 10 anni di ritardo, a ridosso delle elezioni, in cui proprio l'Uefa di Platini, nonostante lo scandalo, si è schierata per Blatter, con la promessa che non si sarebbe ripresentato alle elezioni successive. In sostanza: una coincidenza abbastanza sospetta".

Atletica leggera: niente medaglie nei Mondiali di Pechino.
"Quella dei Mondiali di Pechino, senza medaglie azzurre, è stata una disfatta, che riguarda la regina degli sport, e dei Giochi Olimpici. E quando si parla di atletica leggera, si parla del movimento sportivo in generale, e della cultura sportiva, latitante nella scuola. Si parla del fatto che, da anni, lo sport è stato scorporato da qualsiasi Ministero, e che la delega per lo sport è da considerare pressoché vacante, ancora da assegnare. Come al solito, nel caso dell'atletica leggera, le indicazioni terapeutiche possono essere tante, e dalla Fidal stessa è partito l'incoraggiamento a seguire il modello del nuoto, anch'esso, fino a non molti decenni anni fa, indigesto ai nostri atleti, e poi straordinariamente ricco di soddisfazioni, a cominciare da Federica Pellegrini. Ma, su un punto, sono tutti d'accordo, compreso il presidente del Coni Malagò. Bisogna "rimettere al centro del villaggio" il Centro Sportivo di Formia, dove si allenavano i Mennea e Simeoni. E' assurdo avere strutture del genere, invidiate da chiunque, e non sfruttarle come prima. Sarebbe sbagliato, comunque, fermarci all'atletica leggera. Le proiezioni olimpiche dei Mondiali di tutti gli sport ci assegnano appena 21 medaglie, delle quali 5 d'oro, per cui siamo appena diciassettesimi assoluti. In tante discipline, stiamo vivendo un problematico ricambio generazionale".


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