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Lazio, il ricordo di Eufemi: "Janich un fratello speciale, quell'ultima telefonata..."

Il ricordo di Adelmo Eufemi del grande amico Franco Janich, ex calciatore e dirigente della Lazio: la sua sorpresa nell'apprendere la notizia.
03.12.2019 06:52 di Francesco Tringali    per lalaziosiamonoi.it   articolo letto 136 volte
Fonte: Francesco Tringali - Lalaziosiamonoi.it

Il telefono squilla, inizialmente senza risposta, poi un segnale. Dall'altra parte del telefono c'è Memmo Eufemi, uno dei più grandi amici di Franco Janich, ex calciatore e dirigente della Lazio, scomparso questa mattina. "Come sta Franco? Sai darmi sue notizie?", brutto compito questo. Memmo è ancora all'oscuro di tutto, quella terribile notizia ha squarciato il suo primo lunedì di dicembre. Facciamo il nostro dovere, resta solo l'incombenza di informarlo prima ancora di rincuorarlo. Memmo da qui in poi farà parlare il cuore, niente di artefatto e nessuna retorica. Ha perso un amico, restiamo in silenzio: "Dio mio, non è possibile! Sapevo stesse male, proprio ieri sera parlavo di lui. Povero Franco, che grande persona. Abbiamo fatto tre anni insieme con la Lazio, prima del suo passaggio al Bologna. Un dolore immenso per me". La Lazio degli anni '60, quella che vinse la Coppa Italia nel '58, Eufemi e Janich legati da un'amicizia che va oltre lo spogliatoio. Franco è andato, a 82 anni, lasciando un dolore enorme anche nell'animo di Memmo: "Ogni tanto mi telefonava e mi diceva 'Grande Memmo, sei in forma?'. Mi ha ricordato quando giocavamo fianco a fianco in difesa, un tipo leale, forse anche troppo. E quando in campo qualcuno ne approfittava mi guardava e mi chiedeva 'Memmo, ma che devo fà?'. Io, incredulo, provavo a rincuorarlo 'Vieni via da lì, ci penso io a lui'. Preferiva subire più che rispondere alle provocazioni. Franco era davvero speciale". L'ultima telefonata qualche mese fa, l'invito di rincontrarsi per andare a mangiare il pesce, ma l'occasione non si è mai presentata. Strade divise, prima di questa notizia: "Lo ricordo con amore, era un fratello per me. Non posso pensarci, non riesco a crederci". Lo salutiamo, ci ringrazia, lo abbracciamo virtualmente. Ha perso un amico, non sappiamo se l'avrebbe immaginato mentre quel telefono squillava, inizialmente senza risposta, prima che tutto cambiasse.

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Articolo pubblicato il giorno 2/12/19 alle ore 15:55


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