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Le meteore

Gulunoglu, a Roma... da turista

03.11.2008 00:01 di Germano D'Ambrosio   articolo letto 28779 volte
Gulunoglu, a Roma... da turista

Primo e ultimo giocatore turco nella storia della Roma, Nesat Gulunoglu più che una meteora è un fantasma del nostro calcio, e non solo: anche in Germania, dove è nato e ha sempre giocato - a parte la breve esperienza italiana - non sanno che fine abbia fatto, e lo ricordano con il sorriso sulle labbra. Il suo acquisto è riuscito a far arrabbiare persino il flemmatico Zeman: lui quel "pacco" non l'aveva mai richiesto...

Nesat Gulunoglu nasce il 4 gennaio 1979 ad Herne, nella ricca Germania nord-occidentale, ma da genitori turchi: il ragazzo non prenderà mai la cittadinanza tedesca, rimanendo sempre "straniero" a tutti gli effetti. Per iniziare la sua carriera calcistica Nesat si sposta di appena dieci chilometri, entrando nelle giovanili del Bochum. Qui il tecnico Klaus Toppmöller lo nota, e lo fa esordire a soli diciotto anni (appena compiuti) in Bundesliga: l'11 marzo 1997 è in campo contro il Karlsruher per gli ultimi dieci minuti di partita, con i suoi in vantaggio per 3-2. Tra lo stupore dei tifosi, il giovanissimo attaccante esterno parte addirittura da titolare la domenica successiva, nel non facile impegno contro il Werder Brema. Di fronte a una difesa decisamente solida (Marco Bode, Torsten Frings ed Andreas Herzog), il giocatore non si perde d'animo e anzi mostra una personalità fuori dal comune: salta l'uomo con facilità, anche se non è rapidissimo, e sembra divertirsi con la palla tra i piedi. Al 52' segna pure un gol, lasciando il campo accompagnato da una standing ovation da parte del Ruhr Stadium: finirà 3-2 per il Bochum. In poche ore, il suo nome è sulla bocca di tutti. Due giorni dopo l'emittente televisiva tedesca Sat1 realizza uno speciale interamente dedicato a lui: seduti sul divano, i genitori raccontano il loro entusiasmo nello scoprire di aver allevato la nuova stella del calcio turco, mentre quest'ultima ovviamente professa di voler "rimanere con i piedi per terra". Ma ai suoi piedi sono ormai tutti i tifosi del Bochum, anche perché la squadra di Toppmöller vola verso le vette della classifica. Nesat viene schierato abitualmente, e va in gol di nuovo contro il Friburgo ed il St. Pauli. Il Bochum (neopromosso dalla seconda divisione) chiude il campionato con un incredibile quinto posto, il miglior risultato mai ottenuto dal club nella sua storia. L'anno successivo l'esplosione del giovane Yildray Basturk mette un po' in ombra il talento di Gulunoglu, che comunque accumula un totale di 16 presenze, tra le quali anche una comparsata di dieci minuti in Coppa Uefa contro il Bruges. I tifosi ricordano soprattutto un suo bellissimo gol - l'unico segnato quell'anno - contro il Bayern Monaco, il 4 ottobre, per l'iniziale 1-0 (finirà poi 2-3 per i bavaresi). La stagione 1998/99 è la sua ultima con la maglia del Bochum, che peraltro a giugno retrocede in B: Nesat trova sempre meno spazio, e nei pochi minuti che ha a disposizione non riesce mai a trovare la porta. Del resto la testa del giocatore è già altrove, in Italia, e precisamente alla Roma: i giallorossi lo bloccano già a fine dicembre, ed il 12 gennaio l'attaccante - accompagnato dal procuratore Jürgen Toni Preuß - firma un contratto quinquennale valido a partire dal luglio 1999, presso la villa di Franco Sensi. In quegli stessi giorni la Roma acquista anche la super-meteora Fabio Junior. Un periodaccio.

Ultimata la stagione con il Bochum, Gulunoglu si presenta il 10 luglio a Roma per iniziare la preparazione atletica con i giallorossi. In panchina Fabio Capello ha sostituito Zdenek Zeman; pare che il boemo, tra vari i motivi di attrito, non avesse condiviso proprio l'acquisto del turco deciso da Sensi (il tecnico aveva chiesto Wanchope, allora al Derby County). Nesat capisce l'antifona e nel giorno della presentazione - incontra i tifosi, con Di Biagio e Rinaldi, presso il "Roma Store" di Piazza Colonna - mette le mani avanti: "Vorrei restare qui. Sono arrivato in una grande squadra e ovviamente l'idea di essere parcheggiato presso un'altra squadra non mi entusiasma". Il giorno dopo si parte per Kapfenberg. Capello, nelle prime partitelle, lo prova come centrocampista di fascia e addirittura come mezzapunta, ma gli esiti sono risibili. Ai primi di agosto la dirigenza giallorossa già pensa a sfoltire la rosa, ed il turco - insieme a Bartelt e Cesar Gomez - finisce inevitabilmente sulla lista dei tagliabili. A Trigoria arriva una telefonata di Giuliano Sonzogni, allenatore del Lugano, che vuole il giocatore per la sua collezione di meteore: ha già Shakpoke (Reggiana e Bologna), Emmers (Perugia) e Kader (Parma), punta Stojak (Napoli) ma alla fine prenderà O'Brian (Juventus). La Roma risponde picche, e sfumata questa occasione il giocatore diventa prigioniero del proprio contratto con i capitolini: messo fuori rosa da Capello, non si presente neanche agli allenamenti e trascorre mesi e mesi nell'inedia più totale. Il compagno di squadra Cesar Gomez, nella sua stessa situazione, finisce per aprire una concessionaria d'auto in zona Eur, ma il turco evidentemente non ha lo stesso spirito imprenditoriale. Del ragazzo si perdono completamente le tracce: il suo nome diviene motivo di sfottò nei derby, mentre i tifosi giallorossi continuano a domandarsi che razza di fine abbia fatto. A quali hobby si dedichi Nesat nel corso sue vacanze romane (lautamente retribuite), non è dato saperlo: di certo c'è solo che nel dicembre del 1999 il giocatore - in una forma fisica pessima, dopo sei mesi di inattività - riesce a rescindere l'accordo con la Roma e a tornare a casa. La sua avventura ricomincia proprio dalla nativa Vestfalia, con lo Sportfreunde Siegen, club di terza serie. Un indecoroso declino? Già, ma non finisce qui...

Ripercorrere le ultime tappe della carriera di Gulunoglu non è facile, e richiede una discesa negli inferi del calcio tedesco. Dopo appena sei mesi dall'approdo allo Sportfreunde Siegen, il giocatore già si trasferisce al Waldhof Mannheim, dove ha l'opportunità di disputare quantomeno la serie B: il club è ambizioso e punta alla promozione in Bundesliga (che fallirà per un solo punto), ma il turco lascia dopo cinque mesi, preferendo il più alto minutaggio concessogli dal Westfalia Herne, il club della sua città natale, in quarta serie. Nel giugno 2001 tenta il riscatto lasciando nuovamente la Germania e accasandosi in Turchia: resta con il Kocaelispor di Izmit per un paio di stagioni, tanto per dimostrare di non essere un ex giocatore. Qui incontra due meteore pregiate del calcio italiano: il ghanese Kwame Ayew, ex Lecce, ed il croato Tomislav Erceg, passato senza fortuna da Ancona e Perugia. Il primo anno le cose sembrano andare per il verso giusto, ma la stagione 2002/03 è una debacle totale: il Kocaelispor retrocede ingloriosamente in serie B, per la terza volta nella sua storia. Gulunoglu, in pieno clima di epurazione, riscopre allora la tranquillità della sua Germania, ma senza distaccarsi troppo dalle sue origini: sceglie il PSI Yurdumspor di Colonia, un club dilettantistico fondato da emigranti turchi (attualmente è fuori da ogni competizione federale). Due anni dopo compare per pochi mesi nella rosa del SSV Hagen, un minuscolo club della Vestfalia. Dal 2005 ad oggi, più nulla. Il giocatore - considerato meteora anche in Germania - è un punto interrogativo costante per gli appassionati di calcio: molto probabilmente ha appeso gli scarpini al chiodo, ma è impossibile rintracciare quale sia la sua attuale occupazione professionale. Non è escluso che abbia abbandonato del tutto l'ambiente sportivo, dedicandosi a chissà quale attività. Ma i tifosi del Bochum ricordano ancora quel ragazzo prodigio che in un pomeriggio del marzo 1997 li fece esclamare: "ma chi diavolo è questo Gulunoglu?". Ora, per tutti, la domanda è invece: "ma dove diavolo è?".


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