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Ventura: "Senza la Spagna saremmo stati qualificati con mesi di anticipo"

14.10.2019 09:30 di Andrea Losapio    articolo letto 14515 volte
Ventura: "Senza la Spagna saremmo stati qualificati con mesi di anticipo"
© foto di Carlo Giacomazza/tuttosalernitana.com
"L'obiettivo era quello di ricostruire qualcosa, negli ultimi tre anni la Salernitana ha vissuto annate difficili". Così Giampiero Ventura, tecnico della Salernitana ospite di Radio Anch'io lo Sport. "Lotito e Mezzaroma mi hanno detto che c'era da ricostruire, sono tornato sul campo di calcio, è stata la mia vita, c'è la voglia di fare qualcosa di duraturo per Salerno. Il clima è cambiato, abbiamo la squadra più giovane del campionato, ce ne sono molti che si affacciano, chi per la prima volta e chi tramite il lavoro".

Cosa pensa dell'Italia di Mancini?
"C'è un percorso straordinariamente positivo, basti pensare alla qualificazione con tre partite di anticipo. La cosa migliore è quest'infornata di giovani, questa crescita esponenziale, dai Chiesa ai Bernardeschi per arrivare a Sensi e Barella. Mancini ha seminato per creare lo zoccolo duro per l'Italia del futuro, molti stanno facendo esperienza, le coppe, è un'immagine positiva. Faccio i complimenti a Mancini, spero che l'Italia possa tornare dove merita, io ne sono il primo tifoso".

Ci sono molti giovani, ora, anche in squadre importanti.
"Credo che solo ed esclusivamente la crescita di giovani di qualità possa fare aprire cicli. Poi il grande merito è dare la possibilità a questi ragazzi di crescere, di dare esperienza. Quando ho convocato Barella in molti si stupirono, ora gioca nell'Inter, a Barcellona, è una crescita per la Nazionale. È un augurio, il mio, che sia iniziata la crescita".

Non ha pensato di essere arrivato in Nazionale nel momento sbagliato?
"Ma no, forse avrei dovuto pensarci quando ho accettato che non era la cosa più giusta da fare. Ho accettato con il cuore, chi lo fa nel calcio spesso sbaglia, bisogna avere più raziocinio. Se non ci fosse stata la Spagna ci saremmo qualificati con due mesi di anticipo. Me ne dispiaccio, non tanto come ct, bensì come tifoso. Al 4-3 di Rivera, contro la Germania, esultai".

Però gli avversari sono decisamente meno importanti.
"Rimango dell'idea che vincere non sia mai facile, rimane un percorso straordinariamente positivo. È ovvio che arriveranno gare più difficili".

C'è un pizzico di invidia?
"In realtà no, mi sono un poco allontanato. È stata un'esperienza dura, in molti hanno visto solo il risultato sportivo, invece c'è stato qualcosa di più, di epocale. Non bisognava pensare al risultato finale, ma anche ai presupposti. Ho dovuto prenderne le distanze, per riprendere la mia vita. Quella sconfitta ha tentato di cancellare i 34 anni di vita calcistica che ho fatto. L'obiettivo era tornare sul campo di calcio, il filo conduttore della mia vita".

Come pensa di mandare avanti questa Salernitana?
"Credo che quando si riparte da zero, perché da zero siamo ripartiti, bisogna avere un attimo di pazienza. Quando si semina, inaffiando non nasce subito un albero. Quello è ciò che stiamo cercando di fare, l'obiettivo è quello di riportare la Salernitana dove è già stata. Questo avviene tramite il lavoro. Abbiamo la fortuna di lavorare con un gruppo di giovani che ha un entusiasmo incredibile".

Sta ripetendo il percorso del Bari?
"Seguiamo di più il Torino: era in B, c'era contestazione, in tre anni siamo passati dalla B all'Europa. Non dico che sia fattibile a Salerno, ma assomiglia di più a quel tipo di percorso. C'è stato un tipo di rapporto con la città, con la tifoseria. Siamo sulla buona strada, c'è molto da fare".

Parlava dei giovani: tutti centrocampisti, non siamo carenti in fase difensiva?
"Sì, ma anche lì si sta lavorando. Siamo abituati a Romagnoli come fosse un giocatore normale, ma ha 24 anni e potenzialità estreme. Ci sono giocatori che piano piano stiamo arrivando. La qualificazione con tre turni di anticipo ti dà la possibilità di creare qualcosa. Si può aprire un ciclo con la Nazionale, lo auguro perché sono il primo tifoso di anticipo".

Affronta direttamente il tema mercato? Che tipo di rapporto c'è con Lotito?
"Da parte mia di grande stima, però sia reciproco. È una persona estremamente intelligente. Per ora non ha senso parlare di mercato, bisogna vedere se le fondamenta sono solide".

Il Napoli è già lontano dalla vetta.
"Per me era un punto interrogativo, per me aveva fatto un passo indietro perché arrivato a 20 punti dalla Juventus. Ancelotti conosce meglio la sua squadra, ha fatto un mercato importante, ha detto che è un mercato da dieci e lode quindi condivideva gli acquisti. È prematuro, ma non mi aspettavo sei punti di distanza dopo sette giornate di campionato. Non sono tantissimi, ma nemmeno pochi, perché al di là della vittoria contro l'Inter, ho idea che i giocatori della Juventus, piano piano, si siano calati nel modo di giocare di Sarri".

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