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Donnarumma incedibile a qualsiasi cifra, ma è presto per rinnovare il contratto a lui e a Suso. Elliott è di passaggio, il Milan e i suoi tifosi no

13.08.2019 00:00 di Alberto Cerruti    per milannews.it   articolo letto 1255 volte
Donnarumma incedibile a qualsiasi cifra, ma è presto per rinnovare il contratto a lui e a Suso. Elliott è di passaggio, il Milan e i suoi tifosi no

Non sappiamo chi arriverà e chi partirà, ma sappiamo che nel Milan del fondo Elliott nessuno è incedibile, perché tutto serve per arginare le voragini certe del bilancio e per costruire un futuro, purtroppo non altrettanto certo. Oggi la nuova parola chiave, comune alle altre società per la verità, è “plusvalenza” in base alla quale qualsiasi giocatore è cedibile, a due condizioni ovviamente: che ci sia qualcuno disposto a prenderlo, in prestito o a titolo definitivo, e soprattutto che il giocatore trattato accetti il trasferimento. I tempi degli incedibili sono finiti, ma così è più difficile creare da un lato un senso di appartenenza e dall’altro una grande squadra, in cui i campioni, o comunque i migliori, rimangono anche se i conti non quadrano. Emblematico è il caso di Franco Baresi, che vinse il suo primo scudetto nel 1979, nella stagione in cui Liedholm lo fece partire come titolare. Il ”piscinin”, come lo aveva ribattezzato il compianto Paolo Mariconti, il massaggiatore che lo aveva conosciuto nelle giovanili, festeggiò lo scudetto della “stella”, due giorni prima di compiere 19 anni ed era già un fenomeno, come si è potuto constatare fino all’ultimo giorno della sua straordinaria carriera, sempre con la maglia del Milan. La Sampdoria di Mantovani, in cui giocavano Vialli e Mancini, ma soprattutto la Juventus di Boniperti lo volevano, a maggior motivo quando il Milan retrocesse in serie B, ma il presidente Farina, malgrado i problemi economici, si rifiutò di venderlo per salvare la propria poltrona. E la storia ricorda che quando è arrivato Berlusconi, Baresi è stato un pilastro della squadra, il capitano dei primi trionfi in Italia, in Europa e nel mondo.

Oggi il nuovo Baresi è Gigio Donnarumma, predestinato come lui, ma non più incedibile come lui. Venti milioni più Areola sono stati giudicati pochi, però se arrivasse un’offerta definita “indecente” il Milan lo lascerebbe partire. Un errore di cui ci si potrebbe pentire quando Elliott non ci sarà più, perché Donnarumma a 20 anni è un capitale per il futuro e in sua assenza Reina non potrebbe giocare per più di dieci stagioni come lui. La recente esperienza della Roma, che ha venduto Alisson al Liverpool proprio perché l’offerta era “indecente”, insegna che non  basta vendere, né per sanare il bilancio, né per rinforzare la squadra, che infatti è passata da una semifinale di Champions un anno fa all’Europa League di adesso. Per non parlare di quanto accadde nel 2006, quando il Milan aveva già raggiunto l’accordo per prendere Buffon, retrocesso in B con la Juventus, ma Berlusconi disse che non si potevano spendere 30 milioni per un portiere. Mossa sbagliata, perché Buffon ha continuato a vincere nella Juventus e in nazionale, e a 41 anni gioca ancora.

Tornando a Donnarumma e a chi pensa al suo rinnovo, vale la pena ricordare che non c’è alcuna fretta perché il suo contratto non scade nel 2020, ma nel 2021, e quindi se ne può parlare a giugno, non prima. Un discorso che vale anche per Suso, perché come si vede con i tanti giocatori che poi non vogliono andare via, i contratti rinnovati con tanto anticipo sono soltanto un inutile rischio. E allora meglio pensare alle certezze, a cominciare da Donnarumma che è il presente e il futuro, anche della Nazionale. Come Baresi 40 anni fa. Anche Donnarumma, infatti, è cresciuto nel Milan, ama il Milan e non può né deve essere di passaggio, come non saranno mai di passaggio i meravigliosi tifosi rossoneri. Perché al Milan di passaggio c’è soltanto il fondo Elliott.


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