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Al Milan consapevoli dei problemi, nessuno si nasconde, né Giampaolo né la dirigenza. Però adesso serve il cambio di mentalità

Direttore di MilanNews.it, collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha lavorato in passato con RMC Sport, Sportitalia e INFRONT.
18.09.2019 00:00 di Antonio Vitiello    per milannews.it   articolo letto 1204 volte

Può piacere o meno, ma quando parla Boban non riusciamo a non essere d’accordo. Lo spirito critico non deve mai mancare, ed è superfluo perpetuare nell’esercizio del mascherare un problema se quest’ultimo è sotto gli occhi di tutti. Al Milan nessuno vuole nascondere i problemi, perché ci sono e vanno affrontati. Giampaolo è il primo a non essere soddisfatto di ciò che ha offerto la squadra, in termini di prestazioni di gioco, in queste prime tre partite. E nemmeno la dirigenza lo è. Quando Boban afferma: “Bene i punti ma ci aspettavamo qualcosa in più”, non afferma altro che un sentimento che tutti i milanisti (o quasi) esprimono in queste ore. Il Milan non sta compiendo passi in avanti, sembra non aver raggiunto ancora un’identità tattica e di squadra e c’è anfora troppa confusione in campo. Giocatori fuori ruolo, i nuovi non sono del tutto integrati dopo diverse settimane, ed esistono tante situazioni da migliorare.

D’altronde non basta avere la bacchetta magica, perché la squadra ha ricevuto dei ritocchi in estate ma gran parte resta la stessa delle scorse stagioni, dove al massimo è arrivata quinta. Dunque serve tempo, ma è giusto dire pure che questo tempo sta per esaurirsi. Il famoso problema della “pressione della grande piazza” è questo, non si tollerano gli errori o i passaggi a vuoto. In una piccola società perdere o non giocare all’altezza per quattro partire viene tollerato, al Milan no, soprattutto dopo anni in cui i tifosi continua a ingoiare bocconi amarissimi. La soglia di tolleranza si è abbassata e questo rende il compito del tecnico ancora più difficile, perché al minimo errore c’è polemica.

Il Milan che ha giocato contro Udinese, Brescia e Verona non ha convinto, dunque sta per arrivare la prima prova del nove di questa stagione, il derby con l’Inter. Se il Milan giocherà con lo stesso atteggiamento visto in questo primo scorcio di stagione, no andrà lontano, ma la stracittadina è una gara imprevedibile, e il fatto che il Milan non arrivi da favorita potrebbe anche influire. Ma è il momento di fare sul serio, di mettere da parte alcune convinzioni che per ora non stanno rendendo, alcuni personalismi e cercare di svoltare la stagione. Il derby che arriva è la classica occasione per dare una svolta positiva all’annata, ma può essere anche la partita che ti affossa, com’era successo a marzo scorso con Gattuso. Dovrà stare attento Giampaolo a tenere alta l’attenzione e dare alla squadra qualche certezza in più per scendere in campo a San Siro con le idee chiare per una gara d’orgoglio.


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