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Il Potenza cambia (per scaramanzia) panchina.

20.11.2019 21:05 di Redazione TuttoPotenza    per tuttopotenza.com   articolo letto 64 volte
Fonte: Foto Petrullo.

Il Potenza è una squadra molto scaramantica.La società del Potenza è molto scaramantica.Prima di ogni partita calciatori e dirigenti rosso-blù "consumano" riti vecchi e nuovi affinchè tutto continui per il verso giusto.Lo zainetto del presidente Caiata è solo la punta dell'iceberg ed in pochi si sono accorti che contro la Vibonese domenica scorsa il Potenza dopo qualche anno è tornato a sedere sulla sua storica panchina che per la cronaca è quella più vicina agli spogliatoi del "Viviani".Cambio "tattico" quindi per il Potenza ed infatti i risultati si sono visti e sono stati molto positivi dato che França si è alzato proprio da quella panca per andare a segnare e regalare gioie ed emozioni al pubblico rosso-blù.Il Potenza è il top a livello di scarmanzia ma alzi la mano chi non si ricorda quando l’ex ct dell’Italia Giovanni Trapattoni, ai tempi del Mondiale coreano, cospargeva acqua santa in panchina nel tentativo di allontanare qualsiasi tipo di sfortuna dagli azzurri. Non gli servì a nulla visto che l’Italia uscì malamente per colpa dell’arbitraggio sciagurato del diavolo Byron Moreno, ma in questo venerdì 17 ci viene subito alla mente questo suo gesto se pensiamo ai riti scaramantici nel mondo del pallone.

Tra gli allenatori italiani che si affidano alla religione c’è anche Carlo Ancelotti: il tecnico del Bayern nasconde sempre tra le mani un piccolo rosario (all’anulare sinistro) che sicuramente lo ha aiutato molto più di quanto l’acqua santa abbia fatto con il Trap. Un altro che ha utilizzato un simbolo religioso è stato Marco Tardelli: un santino nel parastinco il suo porta fortuna al Mondiale dell’82. Chi invece ha preferito affidarsi alla magia è stato Nils Liedholm: lo storico allenatore di Milan e Roma usava rivolgersi ad uno stregone, Mario Maggi, per sciogliere qualsiasi dubbio sulla formazione da schierare. Si narra che un giorno il vate sentenziò: “Mi sento che Graziani non può essere di aiuto alla squadra”. Ciccio, che aveva ascoltato tutto, da dietro gli mollò un ceffone e gli disse: “Questo però non te lo sentivi…”. Come dimenticare Renzo Ulivieri che dal 1996 fino al termine della carriera da tecnico non si è mai separato dal proprio cappotto porta-fortuna: lo ha indossato durante tutta la stagione che riportò in A il suo Bologna, compresa l’ultima giornata giocata in una bollente giornata di maggio.E’ diventata famosa la cravatta gialla indossata dall’ad Galliani durante le partite del Milan: alle volte l’ad rossonero ha fatto disegnar sopra canguri o volpi. Il giallo tema dominante anche nel progetto scaramantico di Aldo Spinelli: chi non ricorda il famoso impermeabile giallo dell’ex presidente del Livorno, così come i suoi maglioni dello stesso colore. Ad arricchire il tutto, cornetti vari da tenere in tasca.

Cristiano Ronaldo è uno invece tra i calciatori  più scaramantici. Prima di una partita,infatti, infila sempre prima il calzino destro, entra in campo sempre per ultimo (tranne quando è capitano col Portogallo, in questo caso è da regolamento essere primo), sul pullman si siede in fondo e in aereo davanti. Durante la vita normale, evita di indossare camicie a manica corta. Anche quando fa caldo. Anche i suoi predecessori sul tetto del mondo, Pelé e Maradona, sono stati dei gran superstiziosi. Basti pensare che il campione brasiliano, dopo aver regalato ad un tifoso la sua maglia, non riuscì più giocare nello stesso modo tanto da arrivare a chiedere al fan di restituirgliela; Maradona, invece, prima di ogni gara si recava a bordo campo con tutta la squadra, salutava i tifosi, si faceva fotografare con un membro dello staff tecnico, telefonava alle figlie Dalma e Giannina e si faceva portare una copia del giornale di diversi anni prima, quella che celebrava il titolo mondiale vinto dalla sua Argentina. Anche Johan Cruyff aveva il suo rito scaramantico: non dimenticava mai di colpire con uno schiaffo allo stomaco il portiere del grande Ajax Gert Bals che era chiamato a completare il rito sputando la gomma da masticare fino alla metà campo opposta.


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