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Serie A

Chievo, Dainelli: "Ho il contratto fino a giugno, poi mi vedo dirigente"

15.11.2017 12:49 di Lorenzo Di Benedetto  Twitter:    articolo letto 1963 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Il difensore del Chievo Verona Dario Dainelli ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport partendo proprio dalla squadra gialloblù: "È una famiglia che ha regole e abitudini. A volte sono tanto ferree, con una storicità di ambiente e con un presidente abitudinario. Si crede che sia giusto comportarsi come si è sempre fatto, magari chi arriva da fuori non apprezza subito, perché vedi delle diversità da altri posti, però dopo poco capisci che è l’aspetto che fa la differenza. Cambiamenti ponderati, ma pensati e desiderati. Sono arrivato a fine gennaio 2012, da una situazione difficile a Genova, con infortuni e sospetti di presunta combine in un derby. Ma nelle difficoltà ti accorgi delle persone che ti fanno bene, il presidente e il Chievo fanno parte di queste. Ero in prestito, poi sono rimasto anche se dal punto di vista contrattuale non era facile, perché a Genova c’erano altri parametri di stipendi. La mia scelta è stata giusta, sono qui da oltre cinque anni. Lo spirito del Chievo è sapere da dove viene e quale è la strada. La volontà è quella di aiutarsi l’uno con l’altro perché a livello tecnico, di età o di valori la maggior parte delle squadre ha qualcosa di più. Il mio futuro? Ho il contratto fino a giugno, mi ero prefissato di continuare finché c’erano entusiasmo, divertimento e la voglia di stare in gruppo che ti tiene giovane. Quando vinci non senti gli anni o la fatica. Spesso parliamo di cosa si farà da grandi, visto che siamo in tanti con una certa età. Mi sento più vicino a restare nella vita sul campo, anche se gli spostamenti di un allenatore possono essere difficoltosi per la famiglia. Allora pensi a un incarico dirigenziale. Montella? Mi chiese anche la maglia nel giorno del mio esordio. Gliela diedi, ma non capivo, forse qualche legame con Empoli. A distanza di anni alla Fiorentina trovai un fisioterapista che si chiamava Dainelli, mi disse: “Io ho la maglia del tuo debutto in A”. Ecco, ora si spiega tutto. Tomovic e Gamberini tra i migliori col Napoli? In tanti qui possono fare bene. Non sono insostituibile in campo, mentre a cena non so".


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