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Serie A

Cosa è successo nell'intervallo di Lazio-Atalanta?

16.11.2019 08:30 di Riccardo Caponetti   articolo letto 10861 volte
Fonte: Dall'inviato a Roma
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Alle 15.45, di sabato 19 ottobre, sono calate le tenebre sull’Olimpico. Spiazzato, gelato e ammutolito dallo 0-3 dell’Atalanta dopo soltanto un tempo. Un punteggio netto, rotondo, che rispecchia la vergognosa prestazione della Lazio, tornata negli spogliatoi sotto una montagna di fischi dei propri tifosi. Mai così tanti ce n’erano stati negli ultimi 3 anni, mai la Lazio era stata così passiva, scollata e moscia con Simone Inzaghi. Era scesa la notte nella Capitale, nonostante fosse primo pomeriggio. In quel momento, dopo il duplice fischio del sig. Rocchi, l’Atalanta era a +8 punti dalla Lazio, reduce dal pareggio di Bologna e prossima a un calendario tutto in salita. La sensazione più diffusa era quella di essere giunti al capolinea di un ciclo, quello di Inzaghi. Lotito era su tutte le furie, tanto da cominciare a pensare a un domani senza il suo ‘filgioccio’ in panchina. La squadra sembrava non voler più rispondere agli stimoli del tecnico, che come sempre accade nel mondo del calcio sarebbe stato ritenuto il principale responsabile. Poi, l’impensabile.

Alle 17.00 è tornato a risplendere il sole. Perché nel secondo tempo è scesa in campo la vera la Lazio di Inzaghi, che grazie a un paio di episodi e a un black-out degli avversari è riuscita a rimontare: da 0-3 a 3-3. Da lì in poi la stagione biancoceleste ha subito una sterzata, quanto meno in campionato, come testimoniano i risultati seguenti: la squadra è stata in grado di espugnare il Franchi di Ribery, fare 4 gol al Torino, vincere a San Siro rossonero dopo 30 anni in A e fare un altro poker al Lecce. Il pareggio - insperato - con l’Atalanta ha ridato fiducia, coraggio e consapevolezza ai biancocelesti, che ora sono al 3° posto in classifica a +2 dai bergamaschi e a +5 dal Napoli. Nei 15’ minuti dell’intervallo è cambiato tutto lo scenario dello spettacolo. Cosa sarà successo? “Ho detto alla squadra che avevamo fatto tutto il contrario di quello che avevamo preparato. Ero deluso: le partite si vincono e si perdono, ma bisogna sempre avere un certo atteggiamento”, ha spiegato Inzaghi, che ha fatto leva sull’orgoglio dei calciatori. Ha puntato sull’aspetto umano prima che su quello tecnico-tattico. L'anima prima del pallone. E ha avuto le risposte che voleva. Se poi sia accaduto altro, all’esterno non è trapelato. Ma è un dato di fatto che quei 15 giri d’orologio negli spogliatoi dell’Olimpico abbiano aperto scenari impensabili in quel momento.


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