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ESCLUSIVA TMW - Maccoppi: "Romania deludente. Prenda esempio dalla Svizzera"

21.06.2016 07:00 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 3757 volte
© foto di Insidefoto/Image Sport

"Spero di rientrare in Italia, negli ultimi dieci anni ho viaggiato molto, soprattutto in Svizzera, ma adesso vorrei nuovamente allenare in Italia". Inizia così l'intervista all'allenatore Stefano Maccoppi, tecnico classe '62 reduce dall'avventura in Romania sulla panchina del Ceahlăul. Con lui abbiamo discusso di due nazionali che hanno caratterizzato il gruppo A dell'Europeo attualmente in corso: Romania e Svizzera. E le risposte sono state tutt'altro che scontate.

Perché la Romania è apparsa così deludente?
"Perché hanno giocatori abituati ad essere comandati e se gli concedi un po' di libertà non sanno come gestirla. E' un problema dovuto alla loro storia, la lunga dittatura Ceaușescu si fa ancora sentire. Ed è davvero un peccato, perché come talento non sono troppo lontani da una nazionale più blasonata come la Croazia".

Anche i problemi calcistici hanno influenzato su una kermesse così deludente.
"Direi di si, c'è stata una involuzione perché in attacco ci sono tanti giocatori di alto livello. Forse, in molti volevano mettersi in mostra anche in chiave calciomercato e non s'è giocato di squadra. Un pericoloso effetto boomerang che, alla fine, ha fatto la differenza".

Tu hai allenato a lungo anche in Svizzera.
"Lì la situazione è decisamente differente. C'è apertura mentale, l'integrazione sta facendo la differenza e questa nazionale è davvero molto interessante. Embolo è la sintesi di tutti questi discorsi: è nato in Camerun, s'è integrato perfettamente in un tessuto sociale e calcistico che gli ha permesso di crescere come uomo e come giocatore e, adesso, rappresenta la Svizzera. Anche l'Italia dovrebbe prendere esempio dal modello di sviluppo elvetico".

Svizzera che sarà anche nel tuo futuro?
"Sono aperto a tutto, anche se dopo tanti anni in giro per il mondo vorrei rientrare in Italia. Vedremo".


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