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I giorni dell'odio. Processo alla Dinamo Zagabria con fucili e bastoni

22.09.2017 08:30 di Dimitri Conti  Twitter:    articolo letto 3791 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Sono giorni terribili in casa Dinamo Zagabria, nonostante si parli di una delle squadre più influenti dell'area slava nell'Est Europa, attualmente in testa al campionato, dopo lo stop dello scorso anno - ha vinto il Rijeka - arrivato a seguito di undici successi consecutivi. Tutta la storia che si racconta però ruota intorno a Zdravko Mamic, storico leader del club dal 2003 al 2016 e oggi ufficialmente "solo" un consulente. Mamic è stato largamente contestato in Croazia, oltre ai danni economici diretti alle casse del club, per aver operato in conflitto d'interessi, avendo al contempo il controllo anche della Lokomotiva Zagabria - che guarda caso ha perso quasi sempre contro la Dinamo! - ed essendosi insediato anche ai vertici della federazione croata. Una serie di reati gli sono contestati ufficialmente: è in atto un processo contro di lui e altri due dirigenti della società, accusati di essersi messi in tasca parte degli incassi. Chiamato a testimoniare, Luka Modric - cresciuto da quelle parti - ha cambiato versione dei fatti in corso d'opera, venendo a sua volta indagato per spergiuro. Chi ci ha rimesso non è solo la Dinamo, è la Croazia stessa, il cui mondo del calcio oggi vive un momento estremo. In corso c'è un processo privato in parallelo. E non si sta svolgendo in aula.

Si è creato un clima di odio nei confronti della Dinamo e anche la nazionale, in virtù della suddetta presenza di Mamic negli alti ranghi, ha perso il sostegno delle frange più estreme di molti tifosi, in primis quelli dell'Hajduk Spalato, per esempio, che non hanno esitato a boicottare addirittura le partite della propria selezione con disordini di vario genere. Non solo: una parte dei tifosi della stessa Dinamo è dichiaratamente schierata contro l'assetto proprietario, e le sue emanazioni, e quando può non esita ad unire i fatti alle parole. Nell'ultimo mese si è scatenato l'inferno. Prima è stato colpito Mamic: lo storico leader stava facendo visita alla tomba del padre a Tomislavgrad, in Bosnia, quando è stato gambizzato da vari colpi di fucile. Era esattamente un mese fa, il 22 agosto. Mercoledì sera invece, il capitolo secondo di un processo sommario: al termine della sfida di coppa con il Borac Imbriovec - vinta agilmente 0-6 - il tecnico Mario Cvitanovic, un passato da calciatore anche in Italia, è stato aggredito a colpi di mazza da baseball nei pressi della sua abitazione. Qualche frattura e niente pericolo di vita, ma in questi giorni a Zagabria e dintorni il clima è rovente: è il periodo più duro nella storia della Dinamo Zagabria da molti anni a questa parte. Forse della Croazia stessa.


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