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Il metodo Red Bull: come quattro ragazzi scoperti in Mali e Zambia erano in campo in Champions

Il metodo Red Bull: come quattro ragazzi scoperti in Mali e Zambia erano in campo in ChampionsTUTTOmercatoWEB.com
giovedì 22 ottobre 2020 10:32Serie A
di Marco Conterio

Quando Ralf Rangnick e il sistema Red Bull andarono a prendere Naby Keita dall'Istres, piccolo club francese, decisero che il Salisburgo e dunque il Lipsia potevano fare ancora di più. Ancora meglio. Andare a scovare i talenti alla fonte primaria, in Africa. Perché Keita, di fatto, confermava che la strategia di alcuni club francesi era quella vincente: il Metz, da cui i bibitari presero Sadio Mané, aveva addirittura creato quella che di fatto è una scuola calcio che permetteva ai ragazzi non solo di vivere il proprio sogno ma di trovare anche un'educazione di base con Generation Foot. Così la Red Bull prese il volo, puntando due nazioni fino ad allora poco battute: il Mali e lo Zambia.

Il pareggio contro la Lokomotiv Ieri in campo in Champions League nel Salisburgo, che è l'ultimo step prima di volare a Lipsia per l'universo Red Bull, c'erano due ragazzi zambiani e due maliani. Non solo: due del '98, un classe '99 e anche un 2000, per raccontare che il Salisburgo non ha timori nel giocare sin dall'inizio con ragazzi imberbi e da subito titolari in ruoli nevralgici del progetto. Ma c'è un perché. E tutto nasce da quei viaggi in Africa.

Bamako, il Celtic di Zambia Si intrecciano tante storie, quando parte un aereo per l'Africa. La Red Bull ha puntato il mirino sul Mali, su due club e scuole calcio interessanti, a Yeelen e Bamako. Al JMG Bamako, per esempio, hanno preso Diadie Samassekou e Amadou Haidara, un club che ha sformato talenti come Cheick Doucouré e Yves Bissouma. La strategia è ancor più ampia: Liefering, club sempre della galassia dei bibitari in seconda serie austriaca, come primo step per il primo contratto, per imparare le basi della filosofia tattica e poi a Salisburgo, poi chissà. Un altro paese, ancor meno battuto nelle latitudini del mercato, è lo Zambia. Al Kafue Celtic, nel 2017, proprio durante la COSAFA Cup, gli austriaci hanno preso Enock Mwepu, mediano considerato già pronto per la Premier League, e Patson Daka, che è l'erede di Erling Haaland nella città di Mozart.

I grandi alberi arrivano dai piccoli semi E' il proverbio maliano che compare nell'home page dell'agenzia dell'ex calciatore Frederic Kanoute, stella del Siviglia, del Mali, che tra gli altri gestisce proprio le sorti e le fortune di Patson Daka, Youba Diarra, Sekou Koita ed Enock Mwepu. E rispecchia a pieno anche la filosofia dell'universo Red Bull. Ieri in campo con quattro ragazzi scoperti direttamente in Africa, prima di tutto il resto del mondo.

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