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Serie A

Inter, Spalletti: "Milan, paura di cosa? Keita scelta avventata"

14.03.2019 23:24 di Luca Chiarini   articolo letto 15408 volte
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel post-partita di Inter-Eintracht: "Sono mancati un po' tutti, abbiamo perso subito l'equilibrio, abbiamo commesso un paio di leggerezze e un paio di volte ci siamo innervositi. Abbiamo perso le distanze e gli equilibri ed è stata una gara più difficile. Le seconde palle diventano seconde palle se non hai la pulizia giusta sulle prime, quando le devi andare a giocare se le lavori mezzo e mezzo diventano tutte palle al rimbalzo, se le tratti con più qualità e riesci a definirle meglio poi diventa una palla pulita. Quando loro son venuti davanti e lasciavano uomo contro uomo dietro non siamo riusciti ad andare in avanti. La scelta di Keita è stata avventata, è stata un po' colpa mia, gli manca un po' di botta da partita vera, un po' di garra, ha avuto la palla per andare in porta, erano queste le situazioni che volevamo cercare. Non siamo riusciti a determinare qualcosa di concreto, il gol iniziale ci ha creato un nervosismo superiore rispetto a quella che doveva essere la possibilità di recuperare il vantaggio. È stata una partita difficile sopratutto all'inizio, poi nel tentativo di recuperare invece di far bene quello che devi fare pensi di risolvere la cosa da solo, invece di fare bene il lavoro nel tuo settore e dare il tuo contributo attraverso il tuo compito. Vai a portare palla, vai a creare più disordine perché poi è stato così, nel portare palla si è lasciato degli spazi, le rincorse si sono allungate e non si sono trovate le distanze di squadra".

"Le aspettative sono molte, si vuol passare ad essere subito squadra vincente ma le possibilità sono poche e la ricerca che devi far vedere è riuscire a portare a casa vittorie importanti. Abbiamo perso subito l'equilibrio, zero a zero è un risultato che ci permette di andare a un quarto d'ora dalla fine e vedere che è successo, siamo in casa noi, giochiamola con calma e intelligenza. Invece siamo andati dentro e abbiamo subito fatto frenesia nel forzare giocate che non erano di squadra ma individuali, è chiaro che ti dà degli svantaggi. Io preparo poco, è quello che si diceva, siamo stati accompagnati dal fatto che fosse un risultato penalizzante, bisognava per forza cercare di vincere ma si poteva fare anche da ultimo. Con un terzino si accompagna e con l'altro si rimane lì invece spesso siamo rimasti due contro due e abbiamo avuto più difficoltà. Quando si parla di paura è un tema difficile, non è corretto. Bisogna far meglio di stasera, ma paura di cosa? Che fanno, ci picchiano o si gioca a calcio? Più fiducia magari ma quello viene automatico, uno da stasera pensa alla partita e rivede lo scorrere delle varie fasi e sa riconoscere di non essere stato così capace di letture equilibrate".


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