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Juve, avviso di garanzia a Paratici. Cosa comporta e cosa prevede l'art. 371 bis

Juve, avviso di garanzia a Paratici. Cosa comporta e cosa prevede l'art. 371 bisTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 04 dicembre 2020 17:15Serie A
di Ivan Cardia

Juventus Football Club conferma che in data odierna è stata notificata a Fabio Paratici un’Informazione di garanzia e sul diritto di difesa. Il reato ipotizzato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia è esclusivamente l’articolo 371 bis c.p. Con questo comunicato, il club bianconero ha reso nota, ribadendo la correttezza del suo operato, l’arrivo al proprio ds di quello che nel gergo giornalistico si definisce avviso di garanzia. La vicenda, ovviamente, è quella legata all’esame farsa sostenuto da Luis Suarez.

Cosa comporta l’informazione di garanzia. È l’atto che serve a informare la persona interessata circa la sua iscrizione nel registro degli indagati. Non è necessario nel momento dell’iscrizione, ma quando gli inquirenti ritengano di dover svolgere un atto garantito, cioè al quale dovrà essere presente anche il legale, quale per esempio un interrogatorio, tale per cui l’indagato abbia la necessità di nominare un difensore di fiducia. È importante sottolineare che si tratta di un atto relativo alla fase di indagine, e che quindi non comporta imputazione, per quanto sia indicato anche il reato che la Procura ritiene di poter contestare a Paratici.

Cosa prevede l’art. 371 bis del Codice Penale. È rubricato False informazioni al pubblico ministero o al procuratore della Corte penale internazionale. E, citiamo testualmente il primo comma: “Chiunque, nel corso di un procedimento penale, richiesto dal pubblico ministero o dal procuratore della Corte penale internazionale di fornire informazioni ai fini delle indagini, rende dichiarazioni false, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito, è punito con la reclusione fino a quattro anni”. In sostanza, a Paratici viene contestato di non aver detto tutto quello che sapeva, o eventualmente di aver mentito, quando i PM lo hanno sentito (in veste di persona informata sui fatti e all’epoca non di indagato), in merito alla vicenda su cui da tempo ormai la Procura umbra indaga. Contestare questo tipo di reato, inoltre, significa che al momento gli inquirenti non contestano a Paratici un suo coinvolgimento diretto nell’organizzazione dell’esame, ma come detto di non aver riferito tutto quello di cui era a conoscenza al riguardo.

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